Pubblicato in: Ven, Ott 3rd, 2014

Paolo VI beato… Il cuore del Cristianesimo

In una breve pausa di lavoro, mi ritrovo tra le mani un testo su papa Montini: è uno dei tanti libri che passano sulla mia scrivania. Questa volta, però, prima di trasmetterlo a chi di dovere, lo sfoglio con attenzione e ne leggo una pagina: è la catechesi dell’udienza generale di mercoledì 21 settembre del 1977. Mi colpi­sce innanzitutto il titolo: la carità, genio operativo della Chiesa. Ne leggo il testo autografo e resto ammirato non solo dalla bella grafia e dalla inconfondibile “for­ma” italiana, ma soprattutto dai “sottolineati”, indicatori di cosa stava più a cuore a Papa Montini. La riflessione inizia con una serie di interrogativi sulla utilità della Chiesa in una società contempo­ranea che sembra essere così ben organizzata ed autosufficiente da poter bastare a se stessa, ma poi offre una risposta semplice, fatta di meravigliose pennellate, che si concentrano non su argomenta­zioni speculative, ma su esempi concreti, secondo quella famosa espressione montiniana: “il mon­do d’oggi ascolta più volentieri i testimoni che i maestri”.

PaoloVI

Infatti, Paolo VI cita le Confessioni di S. Agostino, in cui si nota come la creatura non può vivere senza il suo Creatore, a tal punto che “il nostro cuore è inquieto fino a che non riposa in Te”, ma soprattutto ricorda l’utilità pratica e sociale della Chiesa, operante con le sue azioni di umana carità. Ed è qui che la difesa della Chiesa diviene appassionata: la Chiesa dimostra “l’intelligenza dei bisogni uma­ni… un’intelligenza che previene” quando ancora la società non si rendeva conto della necessità di un soccorso; la Chiesa ha percezione del dolore dell’uomo, a tal punto che laddove è arrivato, il Vangelo ha lasciato “prodigi di dedizione, di pazienza, di sacri­ficio” a vantaggio della popola­zione. Infine, sono innumerevoli i buoni cristiani che “dappertutto, nel mondo, vanno cercando il Povero, dovunque si trovi, con lo sguardo avido di scoprirvi la trasparenza evangelica, rivelatrice del volto umiliato di Cristo”. È dunque questo il programma della Chiesa; questo è il suo genio: amare e servire Cristo nell’Uomo che soffre. Il testo è di Paolo VI, per noi contemporanei sembrano le parole di Papa Francesco, ma, finalmente, è semplicemente il Vangelo di Gesù. “La lezione è sempre presente ed eloquente. È per noi tutti. Pensiamoci”. 

Mauro Carlino

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