Papa Francesco/Il piacere di ascoltarlo
Le sue omelie della messa quotidiana a S. Marta, tutte orientate a offrire la certezza di una fede apportatrice di salvezza, costituiscono un’evidente innovazione nel consueto modo di annuncio da parte di un Papa. Francesco riesce a entrare in relazione diretta con quanti l’ascoltano, scegliendo la via della semplicità in ogni ambito personale ed ecclesiale, presentando efficacemente la Parola, sostenendo la speranza. Le sue vivaci considerazioni sono un elemento singolare del ministero, una componente peculiare di un servizio che nelle diverse attività pastorali ha sempre al centro l’annuncio. Francesco tiene in particolare considerazione il compito ecclesiale di annunciare il messaggio cristiano, come aveva già preannunciato nell’Evangelii Gaudium (n. 135), rilevando che “molti sono i reclami” e sostenendo che non si possono “chiudere le orecchie”. In questo contesto, è interessante rileggere “La nausea della parola”, un testo, molto attuale e sempre interessante, di una delle Prediche quaresimali del gesuita padre Luigi Bourdalove, scritte nel 1771 riguardo allo svilimento dell’uso della comunicazione orale. In quanto, purtroppo, la predica può essere scarsamente feconda, moraleggiante, talvolta considerata addirittura causa del disinteresse verso l’annuncio evangelico, quasi un tributo da corrispondere alla norma liturgica, una sottomessa deferenza verso il clero.
Mentre l’omelia è oggettivamente preziosa occasione per parlare capillarmente al cuore e alla mente dei fedeli. Ora, il Papa ha voluto un Direttorio omiletico, curato dalla Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. Ed egli stesso può essere considerato concreto “testimonial” del documento, che ha stimolato tanta attenzione sui media. Si propone, infatti, di ravvivare e incrementare la spiritualità con una predicazione protesa a suscitare attenzione, coinvolgimento, adesione alla Buona Notizia, conversione, amore. In modo sempre interessante, attuale, chiaramente impegnativo. Proprio nell’attuale momento storico in cui sono presenti tante negatività e antinomie, Francesco è consapevole di essere chiamato a sostenere la fiducia verso il futuro, ponendo come riferimento fondamentale della propria spiritualità la paternità misericordiosa di Dio, esplicitata soprattutto con significativi gesti verso i più piccoli e poveri, gli ultimi. La sua abilità comunicativa si radica così sulla genuina, e pertanto autorevole, conformità con Cristo, sul suo evidente impegno di essere, come Lui, “amico dei pubblicani e dei peccatori”. Come, del resto, tante quotidiane e forti esperienze, realizzate positivamente nelle comunità ecclesiali, di pregnante annuncio e soddisfatto ascolto della Parola. Si tratta di parlare di Dio con avvincente competenza teologica e pedagogica, soprattutto con autentica umanità.
Adolfo Putignano
















