PARROCCHIE TRA CRISI E SPERANZE
Sacerdoti a Convegno/Aggiornamento per il Clero Leccese a Roca sotto la guida del Prof. Don Antonio Mastantuono.
Lo scorso 27 28 dicembre si è svolto presso l’Oasi di Roca l’aggiornamento del clero con la partecipazione cospicua di numerosi sacerdoti della nostra Diocesi, molti dei quali hanno preferito per una sera pernottare, come segno concreto del rapporto fraterno che li lega sacramentalmente nella fraternità. La riflessione è stata concentrata soprattutto sul tema della parrocchia, una istituzione ma anche una comunità operosa di fratelli e sorelle che vivono in un determinato spazio in un determinato tempo, una realtà che registra ormai da decenni, numerose lacune ma allo stesso tempo promette belle speranze.
Se da una parte infatti la Parrocchia sembra aver perso il carattere di sicuro riferimento all’interno del quartiere in cui è situata, o per lo meno ha smarrito il monopolio educativo che ha vissuto per numerosi decenni; per altri versi essa può ancora fungere da punto di decollo verso una pastorale che sia effettivamente capace di dare senso oggi ad un’umanità spesso disperata e scoraggiata. Per raggiungere un obiettivo così ambizioso, però, è quanto mai necessario riformulare la fisionomia delle comunità parrocchiali, dando ad esse uno stile di vera evangelizzazione attraverso un convinto mutamento della pianificazione degli impegni parrocchiali e dello stesso volto delle comunità nelle scelte concrete.
Per raggiungere questo obiettivo occorre sicuramente tagliare definitivamente con usi e abitudini concreti che non sono consoni all’incontro con Cristo ed eventualmente riformulare altri aspetti della vita comunitaria che, corretti in maniera adeguata, possono rispondere alle ansie e alle aspettative degli uomini e delle donne di oggi. Insomma, più che buttare l’acqua sporca insieme al bambino, occorre prendersi cura del bambino in maniera senz’altro diversa e alternativa, in sintonia con le numerose indicazioni pastorali della Chiesa Universale, Nazionale e Diocesana, e alla luce dell’insegnamento fortemente e convintamente evangelizzatore di Papa Francesco.
Di conseguenza, la pastorale potrà cambiare se sorgerà una nuova figura di ministro di Dio e di parroco convinto ad abbandonare forme desuete e falsamente rassicuranti di prospettive ed attività pastorali, per lanciarsi coraggiosamente verso l’incontro con il popolo a lui affidato in modo da camminare insieme ad esso alla ricerca avventurosa ed affascinante di quel Dio di Gesù Cristo che insieme al Padre ed allo Spirito scrive una storia sempre nuova e indica percorsi inediti nelle vicende quotidiane. C’è bisogno, in conclusione, di presbiteri in grado di dialogare prima ancora che di insegnare, capaci di chiamare i laici ad una reale collaborazione è corresponsabilità invece di utilizzarli come semplici manovali, audaci nel far nascere interrogativi più che a distribuire, magari sotto pagamento, certezze labili fossero anche di tipo religioso.
Carlo Calvaruso
















