Pubblicato in: Gio, Gen 9th, 2014

PARROCCHIE TRA CRISI E SPERANZE

Sacerdoti a Convegno/Aggiornamento per il Clero Leccese a Roca sotto la guida del Prof. Don Antonio Mastantuono.

Lo scorso 27 28 dicem­bre si è svolto presso l’Oasi di Roca l’ag­giornamento del clero con la partecipazione cospicua di numerosi sacerdoti della nostra Diocesi, molti dei quali hanno preferito per una sera pernottare, come segno concreto del rapporto fraterno che li lega sacramentalmente nella fraternità. La riflessione è stata concentrata soprattutto sul tema della parrocchia, una isti­tuzione ma anche una comunità operosa di fratelli e sorelle che vivono in un determinato spa­zio in un determinato tempo, una realtà che registra ormai da decenni, numerose lacune ma allo stesso tempo promette belle speranze.

Se da una parte infatti la Parrocchia sembra aver perso il carattere di sicuro riferimento all’interno del quartiere in cui è situata, o per lo meno ha smarrito il mono­polio educativo che ha vissuto per numerosi decenni; per altri versi essa può ancora fungere da punto di decollo verso una pastorale che sia effettivamente capace di dare senso oggi ad un’umanità spesso disperata e scoraggiata. Per raggiungere un obiettivo così ambizioso, però, è quanto mai necessa­rio riformulare la fisionomia delle comunità parrocchiali, dando ad esse uno stile di vera evangelizzazione attraverso un convinto mutamento della pianificazione degli impegni parrocchiali e dello stesso volto delle comunità nelle scelte con­crete.

oasi roca

Per raggiungere questo obiettivo occorre sicuramente tagliare definitivamente con usi e abitudini concreti che non sono consoni all’incontro con Cristo ed eventualmente riformulare altri aspetti della vita comunitaria che, corretti in maniera adeguata, possono rispondere alle ansie e alle aspettative degli uomini e delle donne di oggi. Insomma, più che buttare l’acqua sporca insieme al bambino, occorre prendersi cura del bambino in maniera senz’altro diversa e alternativa, in sintonia con le numerose indicazioni pastorali della Chiesa Universale, Na­zionale e Diocesana, e alla luce dell’insegnamento fortemente e convintamente evangeliz­zatore di Papa Francesco.

Di conseguenza, la pastorale potrà cambiare se sorgerà una nuova figura di ministro di Dio e di parroco convinto ad abbando­nare forme desuete e falsamen­te rassicuranti di prospettive ed attività pastorali, per lanciarsi coraggiosamente verso l’incon­tro con il popolo a lui affidato in modo da camminare insieme ad esso alla ricerca avventurosa ed affascinante di quel Dio di Gesù Cristo che insieme al Padre ed allo Spirito scrive una storia sempre nuova e indica percorsi inediti nelle vicen­de quotidiane. C’è bisogno, in conclusione, di presbiteri in grado di dialogare prima ancora che di insegnare, capaci di chiamare i laici ad una reale collaborazione è corresponsa­bilità invece di utilizzarli come semplici manovali, audaci nel far nascere interrogativi più che a distribuire, magari sotto pagamento, certezze labili fos­sero anche di tipo religioso.

 Carlo Calvaruso

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