Partito il laboratorio “Gettate le Reti”… Comunicare fa rima con amare
Papa Francesco su Twitter, l’Arcivescovo su WhatsApp… Applicazioni di comunione
“È un’idea che mi piace, è bello comunicare con i preti…”, spiega mons. D’Ambrosio, quando, durante la conferenza-stampa di presentazione del laboratorio “Gettate le Reti”, gli si accenna che ogni mattino tanti preti ricevono un suo messaggio tramite WhatsApp. “Ma non è vero che sono un vescovo ultramoderno”, puntualizza. E anzi si schermisce: “Sto apprendendo… Certo, non scarto nulla che possa consentirmi di essere in contatto con tutti, in particolare con i miei primi collaboratori, quali sono appunto i sacerdoti. È bello scrivere ogni mattina un saluto a settanta preti, un messaggio attinto dalla Parola di Dio, come mia particolare espressione di buongiorno. Un testo preparato magari al mattino presto, verso le quattro e mezzo, quando le parole che spesso cito le ho già meditate nella preghiera e riflessione personale. Ritengo l’iniziativa molto opportuna: ormai, dobbiamo inserirci nelle moderne dinamiche, non possiamo lasciare che il mondo vada per la sua strada mentre noi rimaniamo fermi sulla sponda, attendendo che passi chissà quale treno.
Occorre, invece, che tale treno sia predisposto da noi con velocità, mezzi e stile moderni, nel tentativo di metterci in contatto con tutti e far conoscere il Messaggio”. Il Laboratorio sull’impresa digitale per le comunità ecclesiali nasce all’interno del Progetto Policoro e quindi dalla generosità dei tanti che destinano, nella dichiarazione dei redditi alla Chiesa Cattolica l’8XMille. Ed ecco le esperienze del Microcredito, già realizzate a Vernole, Melendugno, San Pietro Vernotico… La comunicazione, ricorda il presule, si realizza in dialogo con la missione: “Anche San Paolo, trovandosi ad Atene, volle parlare pubblicamente del “dio ignoto” e moltissimi si mostrarono interessati finché non annunciò il mistero della risurrezione dei morti generando dissenso e rifiuto, tanto che gli dissero che lo avrebbero udito… un’altra volta”. Sono stati diversi, poi, gli interventi riguardanti l’iniziativa di creare un supporto digitale interattivo per ambienti ecclesiali.
Nell’analisi del programma, si sono inseriti il referente Emanuele Perlangèli, con i responsabili diocesani che si sono soffermati sul progetto Mosè, hanno spiegato le motivazioni del sostegno da parte dell’Istituto di scienze religiose e dell’Ufficio diocesano delle comunicazioni sociali, hanno contestualizzato l’impegno a sperimentare le nuove vie dell’evangelizzazione nel rinnovamento ecclesiale in atto. Gli operatori massmediali presenti sono intervenuti sull’interesse sociale del Progetto Policoro, sul sostegno da parte dell’Azione Cattolica, sull’opportunità di far conoscere adeguatamente gli insigni relatori che offriranno il loro contributo scientifico. Gli incontri consentiranno di dialogare sulla gestione digitale della comunicazione ecclesiale. “Ritengo che occorre essere nell’agorà, le nuove agorà, piazze virtuali da cui si può raggiungere tutti. L’anno prossimo, pertanto, – annuncia mons. D’Ambrosio – l’aggiornamento dei preti s’incentrerà sulle nuove forme di dialogo massmediale e quindi sull’uso del digitale con le relative forme di rapporto interpersonale offerte dai nuovi strumenti multimediali. Ho maturato questa convinzione grazie ad una sensibilità che mi deriva dal fatto che nel passato, quand’ero vescovo nel Molise, mi fu richiesto di collaborare con un paio di quotidiani, scrivendo una riflessione ogni domenica. Certo, ora tale forma di comunicazione si può ritenere scavalcata dal dinamismo della televisione, da WhatsApp… Personalmente, – confida il presule – non uso altri social network. Altrimenti, non potrei proprio assolvere a tutti i miei impegni di vescovo…”.
Adolfo Putignano


















