Pasqua nel segno della Tradizione…
Pasta di mandorla e Puddhiche della nonna.
Oltre le lingue, i confini e il tempo, dal cuore del Salento si leva un coro unanime di voci che celebrano la morte e Risurrezione di Cristo attraverso il lirismo della poesia. Non risultano particolarmente numerose le poesie dialettali sulla Pasqua, ma sono tutte ugualmente dense di significato e di emozioni, dal momento che convogliano al loro interno i nuclei tematici del percorso che ha portato il Figlio di Dio dalla vita terrena a quella eterna passando attraverso la morte in croce. Un linguaggio senza filtri, che scaturisce direttamente dalle radici dell’idioma salentino, ci conduce per mano in questo mistero di fede che è difficile spiegare a parole. Proponiamo di seguito alcuni componimenti di questo genere.
Le poesie pubblicate sono state scritte da studenti e adulti che hanno partecipato, nel corso degli anni, al concorso internazionale di poesia in italiano e in vernacolo salentino “Il Galantuomo”, organizzato dall’associazione “Don Di Nanni alias Li scumbenati”, che è giunto quest’anno alla sua ottava edizione e di cui, tra meno di un mese, si terrà la cerimonia di premiazione.
“Lu crucefissu”, “La duminica de Pasca”, “Risurrezione”, “E poi”, sono i titoli dei componimenti che vi proponiamo, leggendo i quali è possibile vivere e percepire le diverse sfaccettature della Pasqua. La sofferenza fisica patita da Gesù nelle ultime ore della sua vita sulla terra, la sua solitudine, ieri e oggi, quando i nostri sguardi e le nostre orecchie si chiudono dinanzi al suo sacrificio compiuto per noi, la vicinanza e l’amore sconfinato di Maria, le tradizioni con cui si trascorre in famiglia questa festività. Diversi i punti di vista, sensibilità via via peculiari e specifiche di ciascun brano, ma un unico filo conduttore ricollega tra loro le poesie selezionate: l’attesa della Pasqua come momento di riflessione, di cambiamento e di rinnovamento per tutti.
Grazia Pia Licheri



















