Pubblicato in: Gio, Feb 20th, 2014

L’Arcivescovo chiude la Visita Pastorale/“Ora ci attende un’altra sfida: la Comunione”

MOVIMENTO D’AMORE/UNA CHIESA “SIMPATICA” E CHE “VEDE” L’UOMO COME IL BUON SAMARITANO 

Quando il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: “Chi accoglie voi accoglie me” accese una luce; svelò il mistero che era nel suo cuore: la sua presenza di grazia, nella storia, attraverso la Chiesa, guidata dagli apostoli. I suoi infatti, miste­riosamente, sono coinvolti nella sua passio­ne per l’uomo. Misteriosamente perché la fragilità è di casa nella loro vita, come nella nostra. Col dono dello Spirito Santo Gesù li coinvolge e li manda: “Andate in tutto il mondo”. E da qui l’avventura che li vede servi della Parola di luce, pellegrini di spe­ranza, resi forti dall’unico pane spezzato. E gli apostoli, nei loro successori, continuano il loro cammino di luce attraverso le varie espressioni del loro servizio alla Chiesa e al mondo e tra queste esperienze vi è la Visita Pastorale.

Solo il Signore sa ciò che è accaduto in questi anni nella nostra Chiesa di Lecce con la Visita Pastorale del nostro Vescovo Domenico. La grazia, infatti, non si può ve­rificare. È mistero nascosto che penetra nel profondo dei cuori dove agisce lo Spirito. Si potrebbe dire, azzardando, che è avvenu­ta una particolare visita del Signore, come quella di Maria ad Elisabetta. Gli agenti infatti, allora come oggi, sono stati Cristo e il suo Spirito, portati dall’Apostolo alla nostra comunità diocesana antica, un po’ usurata dal tempo, ma con il seno gravido di speranza e di vita, preoccupata e un po’ appesantita dagli anni e dunque bisognosa di cure.

Come Giovanni ha “sussultato di gioia” così le nostre comunità parrocchiali hanno gioito per la persona del Vescovo, ma soprattutto per il suo ministero di Apo­stolo, portatore della grazia, della vicinanza di Cristo. Gli occhi di tutti hanno incrociato i suoi e la luce dello Spirito ha determinato bisogno di cambiamento.

PRO

La luce di Cristo è passata attraverso gli occhi di fede del Pastore Domenico facendo riscoprire il gusto dell’appartenenza alla Chiesa di Gesù Cristo e il bisogno di illumi­nare “chi giace nelle tenebre”. Le sue mani hanno stretto le nostre, in segno di amicizia e di comunione rinnovata e da qui la carez­za ai bambini, agli ammalati, ai giovani, agli anziani, alle famiglie, ai lavoratori, ai senza lavoro. È stato un messaggio di vicinanza del Signore al nostro cammino di comunione. L’attenzione del Pastore verso tutti è stata presa di coscienza per noi, di dover essere Chiesa in cammino verso l’uo­mo, chiunque esso sia, con il carico dei suoi problemi, di gioie, di speranza e di dolore, bisognoso di essere accompagnato nella sua avventura. Uno stile di evangelizzazione che invita tutti noi ad andare, come insiste Papa Francesco, ad incontrare e servire Cristo nell’uomo.

Il Vescovo ha rilanciato uno stile di Chiesa che “vede” l’uomo, come il buon samarita­no. Si avvicina, gli porge la mano, lo cura versando sulle ferite olio e vino, dandogli il cuore: “ne ebbe compassione”. Ha dato gio­ia e simpatia invitandoci, con il suo esem­pio, ad essere Chiesa meno di Quaresima e più di Pasqua, una Chiesa gioiosa per il dono della Parola, del Pane di vita, del dono dell’unità, carica dei problemi dell’uomo. E questa stessa Chiesa ha sperimentato meraviglia per questa Visita: “A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?”. Una meraviglia che è sfociata nella presa di coscienza di essere amata, pur nella sua “vecchiaia” e di essere resa capace di generare ancora figli di Dio.

Questa Visita Pastorale dell’Arcivescovo Domenico ha offerto allora, una maggiore consapevolezza di essere Chiesa: una Chie­sa che “vede”; una Chiesa che camminando verso l’uomo si accorge del suo bisogno, diventando sempre più buon samaritano. “Va’ e anche tu fa’ lo stesso”; una Chiesa luminosa per la gioia dell’incontro, attra­verso la persona del Vescovo, con Colui che si è definito “luce del mondo”; una chiesa “simpatica” perché il suo Pastore ha preso su di sé la sua “passio” è l’ha redenta; una chiesa non statica, ma una chiesa dal cuore grande e in movimento d’amore, dove tutti possano riposare sentendosi accolti e amati.

Pierino Liquori 

QUATTRO LETTORI E DUE ACCOLITI

Durante la concelebrazione eucaristica presieduta da mons. Domenico D’Ambrosio a chiusura della Visita Pastorale è prevista l’istituzione di quattro lettori e di due accoliti, tutti e sei studenti di teologia presso il Seminario Regionale di Molfetta, in cammino verso il sacerdozio. I nuovi lettori sono Francesco De Matteis della Parrocchia S. Maria del Popolo in Surbo, Gianmarco Errico della Parrocchia Maria SS. Assunta in Trepuzzi, Andrea Miceli della Parrocchia Maria SS. Assunta in S. Pietro Vernotico e Matteo Quarta della Parrocchia S. Antonio Abate in Car­miano.

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I due nuovi accoliti, invece, sono Andrea Gelardo della Parrocchia Maria SS. Assunta in Arnesano e Francesco Quarta della Parrocchia S. Antonio Abate in Carmiano. Un’occasione in più per pregare per le vocazioni al sacerdozio secondo il comando del Maestro: “Pregate il padrone della messe perché mandi operai nella sua messe”.

Pagine a cura di Eugenia Quarta

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