Pubblicato in: Lun, Ott 14th, 2013

Per strada un occhio itinerante

FEDERCONSUMATORI

IL CITTADINO HA DIRITTO ALLA CONTESTAZIONE IMMEDIATA/E IL DIRITTO ALLA PRIVACY?

Come previsto, l’entrata in vigore della Police Cam è stata accolta da numerose polemiche da parte degli ‘utenti’ e relative denuncie da alcune sigle operanti sul territorio per la tutela dei diritti dei cittadini stessi. In prima linea nella difesa dei diritti del cittadino l’Avv. Virginia Conte, Co-Responsabile Federconsumatori Sede territoriale di Lecce, secondo la quale la Police cam non è legittima sotto molteplici aspetti. “A livello generale – afferma l’Avv. Conte – ciascun cittadino ha diritto alla contestazione immediata, ovvero nel mo­mento stesso in cui si commette la presunta violazione. Ci sono dei casi eccezionali in cui la norma prevede che si possa fare a meno della contestazione immediata, ma è un’eccezione e deve rimanere tale.

La Police cam non è prevista in quell’elenco di eccezioni e, anzi, con il suo modo di operare va a ledere il diritto alla difesa, un diritto costituzionale che già negli anni è stato sempre più ristretto dai vari strumenti di rilevamento delle violazioni, autovelox in primis”. Il dispositivo, infatti, che agisce in movimento mediante una telecamera installata sul mezzo della polizia municipale, non attesta la presenza o meno del trasgressore.

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Per giustificare la mancata contestazione immediata dei divieti di sosta, occorre che la pattuglia dei vigili urbani verifichi personalmente anche la mancanza del trasgressore a bordo del mezzo (art. 201/1-bis, lett. d del codice della strada) o in prossimità di esso. “C’è, inoltre – continua l’avvocato – la violazione di una norma ben precisa del codice della strada che è quella sulla privacy: se è lecito utilizzare meccanismi di ripresa (fotografie e video) per la constatazione di vio­lazioni, è vero anche che questi devono riprendere esclusivamente i trasgres­sori; cosa che nel caso della Police cam non può essere garantita”.

Questo vuol dire che mediante il nuovo dispositivo, al contempo, si perpetra la violazione di una norma del codice della strada e di una norma molto più importante che è quella della privacy. Infine, ma non in ordine di importanza, c’è da considerare che il dispositivo risulta inadeguato dal momento che non considera deter­minate eccezioni: si pensi, ad esempio, a soste irregolari ma indispensabili di chi accompagna anziani o disabili presso studi medici. Date queste premesse, sembra che la scelta della Pubblica Amministrazione, nel momento di crisi in cui viviamo, sia decisamente male inserita. “In più – aggiunge l’Avv. Conte – è necessario considerare che, con l’abbattimento delle corse dei trasporti pubblici cittadini, si è praticamente costretti ad utilizzare l’auto”. Insomma, dietro alla decisione di rendere attiva a Lecce la Police cam sembra esserci un motivo che prescinde dalla sicurezza stradale.

Pagine a cura di Serena Carbone

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