Pubblicato in: Ven, Set 27th, 2013

Periferie d’Europa/Il piccolo Vasile da Chisinau a Piazza San Pietro

La Moldova da Papa Francesco/Un incontro meraviglioso tra Vasile e Papa Francesco, un incontro tra due grandi in modo diverso: il padre del mondo, con un piccolo del mondo. 

Il 4 settembre Papa Francesco ha accolto e salutato Vasile, un ragaz­zino moldavo di undici anni ospite della Casa famiglia Regina Pacis di Chisinau (Moldova). Il tutto ha origine nel marzo scorso, quando la Segreteria del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee (CCEE – Organismo ecclesiale che rac­coglie tutte le Conferenze Episcopali Europee che ha sede in Svizzera), di cui chi scrive è componente in rappre­sentanza della Moldova, ha deciso di raccogliere in un unico testo le lettere e i disegni redatti dai bambini d’Euro­pa e da destinare a Papa Francesco.

Il piccolo Vasile ha scritto una lettera, richiamando la sofferenza per la madre drammaticamente uccisa, infatti scrive che “gli hanno rubato la mamma”, oltre ad esprimere la gioia per aver ritrovato una famiglia nella struttura dove è accolto e mangiare alla mensa “Papa Francesco”. Infine Vasile chiede al Papa una foto, perché anche lui possa dire di avere un padre e promette di fargli dono di una piccola croce in legno da lui stesso realizzata. Qual è la storia di Vasile? Un giorno una emet­tente televisiva moldava ha raccolto la sofferenza di una madre, la quale dichiarava di non poter più assistere i suoi due figli, Vasile allora di nove anni e Maria di undici, a motivo della povertà. La madre lamentando anche l’assenza dello Stato ha chiesto che qualcuno si potesse interessare dei due piccoli.

Un messaggio chiaro per la Fondazione Regina Pacis, infatti dopo appena due giorni il fratello e la sorella erano già ospiti della casa famiglia. Però è accaduto che di lì a poco la madre fosse drammaticamente uccisa in casa. Da due anni Vasile e Maria vivono nella casa famiglia Regina Pacis, vanno a scuola, crescono nella normalità del vita, ma senza una madre ed un padre naturali. Ritornando alla lettera, parte dalla Moldova per la Sviz­zera, dove tutto il materiale dei bambini europei viene raccolto dal CCEE, e li inizia la composizione del testo.

Abbraccio

Nello stesso tempo viene stabilito l’incontro con Papa Francesco per la consegna del libro nella data del 4 settembre. La lettera di Vasile aveva colpito un po’ tutti, per i contenuti, la forte umanità, il messaggio della madre rubata ed il dono della piccola croce. Da tutti, e soprattutto dalla Segreteria di Stato, viene condivisa l’idea che fosse Vasile a depositare nelle mani del Papa il testo dei bambini di tutta Europa.

Ha inizio la preparazione del viaggio e soprattutto la realizzazione della croce promessa al Papa. Vasile si mette al lavoro, insieme ai suoi amici nella casa famiglia, e realizza il piccolo lavoro, che rappresenta un bambino sulla croce, ma sorridente, con in cima il sole. Questa croce è il simbolo dei “ragazzi di strada di Chisinau”, che loro hanno creato e donano agli amici. Il significato è semplice: sorri­dere nonostante la sofferenza. Vasile parte per Roma ed il 4 settembre è in piazza San Pietro, con i rappre­sentanti del CCEE ed il Vescovo di Chisinau mons. Anton Cosa, che ha il compito di presentare il piccolo al Santo Padre. Dopo l’udienza generale Papa Francesco inizia il percorso per salutare personalmente i designati dal cerimoniale, fino a giungere a Vasile, il quale aveva già preso posizione su una sedia. Papa Francesco si avvicina, lo abbraccia, ed in questo momento Vasile compie il gesto di porre al collo del Pontefice la croce di legno, che quest’ultimo guarda con meraviglia e porta via con sé. Accade però che il piccolo nel mettere al collo la croce tocca involontariamente il copricapo del Papa, ma con semplicità lui stesso lo rimette in ordine, quasi intimorito che questo uomo vestito di bianco si possa arrabbiare, come lui stesso riferirà al rientro in Moldova.

L’incon­tro termina con la consegna del libro al Papa e non pochi gesti affettuosi tra i due, il cui valore è stato superiore alle parole. Vasile rientrando a Chisinau ha preso posto nei banchi di scuola ed agli amici che gli hanno chiesto incuriositi cosa avesse fatto a Roma, ha detto: “Sono andato a trovare mio padre”. Ogni giorno lui realizza una croce in legno con il bambino che sorride, perché vuole donarla a tutti e far capire che i “ragazzi di strada di Chisinau” sorridono nonostante la sofferenza, ed anche grazie a questo “uomo prete”, di cui parla nella lettera a Papa Francesco, che lo ha accolto nella sua casa.

Cesare Lodeserto

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