Pianeta Disabilità/Trasporti inadeguati
La Commissione dell’Unione Europea sanziona l’Italia perché essa ha violato i diritti dei passeggeri disabili. Questi, infatti, non sono in condizione di programmare in sicurezza il proprio viaggio nei mezzi pubblici di trasporto, in particolare gli autobus e bus, perché non vi è certezza di ricevere assistenza alla fermata. Un simile problema riguarda i trasporti navali: i disabili che si spostano in nave e i cui diritti non sono rispettati, non possono rivolgersi all’autorità preposta a ricevere i reclami giacché questa non è stata ancora istituita, nonostante l’obbligo d’istituzione da parte dell’UE. L’altra inadempienza riguarda i risarcimenti ai consumatori in caso di fallimento dei tour operator: in Italia il fondo c’è ma è costituito da risorse finanziarie insufficienti a fronte del gran numero di reclami ricevuti ogni anno.
Se l’Italia non fornirà entro due mesi risposte adeguate alla Commissione Ue, rischia di essere deferita alla Corte Ue. Queste tre formulazioni di sanzioni sono la sintesi scritta di tante situazioni di esclusione che i passeggeri disabili vivono sulla propria pelle e che provocano loro sofferenza. Si assiste, infatti, ogni giorno a situazioni paradossali: c’è chi, paraplegico, è denunciato per interruzione del servizio pubblico perché per protesta avrebbe bloccato il bus non provvisto di pedana dopo aver tentato per ore di raggiungere l’ospedale per la fisioterapia; tentativo rivelatosi inutile. Può risultare poco gradevole ma è pur sempre necessario fare il confronto con altre nazioni europee le quali sono provviste di mezzi di trasporto pubblico completamente accessibili. Ciò che però emerge da tutto questo, non è solo la mera inadempienza della legge da parte del Belpaese. Un’istanza di ordine etico è avanzata all’Italia la cui cultura è apprezzata e fatta conoscere sempre di più in tutto il mondo. Una cultura, la nostra, che però è in contraddizione con l’insipienza e l’inazione che sono sotto gli occhi di tutti e che l’Unione Europea ha tutte le ragioni di denunciare.
Simone Stifani
















