Piccoli alcolisti crescono. Purtroppo
Allarme/La dott.ssa maria Christina Rollo: Al Sert vengono spesso segnalati i casi di ragazzi 11enni 1 2
Troppo facile/ “I ragazzi comprano da bere nei market o si portano le bottiglie da casa e
bevono passeggiando”.
Altri Tempi/ “Un tempo era vietato bere alle donne e ai bambini ed era considerato anti-sociale”.
Rischio alto/ “L’organismo dei più giovani non è in grado di smaltire l’alcool in maniera adeguata”.
L’Osservatorio nazionale alcool e il Centro per la ricerca dell’Oms hanno raccolto negli ultimi dieci anni dei dati allarmanti, indicando che beve per ubriacarsi il 64,8% dei ragazzi e il 34% delle ragazze. Dall’indagine risulta che la tipologia di questi giovani non comprende solo soggetti deviati o emarginati che vivono in condizioni di disagio, di isolamento o di esclusione sociale, ma anche in tutto e per tutto “ragazzini normali” che decidono di raggiungere il “divertimento” perdendo il controllo.
Il problema dell’alcool associato allo sballo è molto presente anche nel Salento. Il SILB (associazione italiana imprese intrattenimento da ballo e di spettacolo) quest’anno ha scelto proprio Lecce come sede per il XXX Congresso nazionale svoltosi dal 28 al 30 ottobre all’Hilton dal titolo “Il divertimento è una cosa seria” proprio per diffondere la cultura del divertimento sano, come ha dichiarato il presidente della camera di commercio di Lecce, Alfredo Prete nella presentazione al convegno durante la conferenza stampa. Parlando con qualche gestore di pub è emerso che il bere è un’abitudine abbastanza diffusa nei nostri locali, soprattutto nel fine-settimana, e la fascia d’età è molto varia. Si comincia con gli happy hour, ovvero l’aperitivo in cui i bar servono alcolici e analcolici a prezzo ridotto, diventato una vera e propria moda negli ultimi anni e si continua con altre bevande.
Mentre gli adulti preferiscono il vino, i ragazzi fino ai 24 anni bevono di più birra o superalcolici e sono soprattutto questi ultimi a cercare lo sballo. Per capire un po’ meglio il fenomeno del divertimento associato all’alcool, abbiamo consultato il parere di un’esperta del Sert di Lecce, Centro per le dipendenze patologiche, la dott.ssa Maria Cristina Rollo. Secondo le statistiche l’età in cui in Italia i ragazzi cominciano a bere il primo bicchiere è intorno agli 11-12 anni e pare che Lecce non faccia eccezione. “Anche se al Sert non arrivano casi di ragazzi di 11-12 anni”, ci dice la dott.ssa, “giungono comunque segnalazioni dai servizi sociali, dal carcere minorile, dalle scuole, il ché ci conferma che l’età media dei ragazzi che cominciano a bere si è abbassata”. La dott.ssa Rollo ci ha rivelato, inoltre, come sia abbastanza semplice procurarsi l’alcool, malgrado le norme antidivieto presenti in Italia per i ragazzi al di sotto dei 16 anni. “Lo sballo avviene non solo nei festini, i cosiddetti rave, ma anche nei pub, bar,o semplicemente per strada. I ragazzi comprano da bere nei supermercati o si portano le bottiglie da casa e bevono passeggiando o agli angoli delle strade o si riuniscono in altri posti”. Alla domanda sul perché i ragazzi cercano lo sballo con l’alcool, la dott.ssa ci spiega che innanzitutto c’è un problema nel significato d’uso dell’alcool e nella modalità dell’assunzione. “Non è più la cultura di un tempo, in cui il bere era vietato alle donne e ai bambini ed eraconsiderato un comportamento anti-sociale. Anzi, oggi è l’opbevande posto, c’è la cultura del bere in abbondanza”. Inoltre, l’alcool è considerato veicolo simbolico della comunicazione, della virilità, delle feste:” I ragazzi cercano lo sballo con l’alcool, per sentirsi bene con se stessi e con il gruppo. Non solo, anche per sentirsi più grandi. Inizia tutto come gioco”.
Alla fine il gioco si ripete e il passo verso la dipendenza è breve: “dall’abuso di alcool attraverso queste tendenze è molto più facile arrivare alla dipendenza”. Senza contare che l’abuso di alcool causa danni impressionanti e spesso irreversibili soprattutto ai giovanissimi. La dott.ssa Rollo ce lo conferma, spiegando che “l’organismo dei più giovani, soprattutto quello delle ragazze, non è in grado di smaltire l’alcool in maniera adeguata, con effetti devastanti su cervello, fegato, stomaco e cuore. I primi deficit cognitivi potrebbero emergere intorno ai 35-40 anni o anche prima di tale età. Oltre a questi effetti a lungo termine, si possono avere danni molto seri anche nell’immediato, come ad esempio quelli causati dall’intossicazione acuta, con collassi da alcool e coma etilico”. Un’altra moda egata allo sballo che sta prendendo piega in Europa è quella vogliodi versarsi l’alcool direttamente negli occhi per non risultare positivi all’alcool-test, ma per fortuna, “da noi”, ci dice la dott.ssa Rollo, “ancora non è arrivata questa moda e speriamo non arrivi mai!”. Altrettanto pericolosa è la tendenza di bere senza mangiare per tutto il giorno. La dott.ssa Rollo dice che il motivo per cui i teenagers fanno questo è per non ingrassare perché sono consapevoli delle calorie introdotte con l’alcool. “Adottano questa pratica non solo ragazzi che soffrono di anoressia, ma anche ragazzi senza alcun disagio e sia di sesso femminile che maschile e così facendo, assumendo le l’opbevande alcoliche a digiuno, il danno cerebrale è maggiore”. Per prevenire e scoraggiare lo sballo con l’alcool, ogni anno il Sert organizza delle campagne informative interattive nelle scuole, cercando di coinvolgere i ragazzi, educandoli al corretto significato del “divertimento” e rendendoli consapevoli dei rischi causati dall’uso di alcool. Inoltre, tutti coloro che vogliodi no approfondire l’argomento possono consultare iniziative e proposte all’indirizzo CSVS (Centro Servizi Volontariato Salento), Comunità Emmanuel; Apcat (Club alcolisti in trattamento).
















