Pubblicato in: Gio, Mag 7th, 2015

Pignatelli/80 anni tra gli artisti di domani

Il Pittore leccese è tornato in città per festeggiare il suo compleanno con una lezione agli alunni del Liceo Artistico. 

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“La mia terra ha una presa diretta su di me da oltre 60 anni, non mi molla mai. Potrei vivere dieci anni a New York e non dipingere mai un grattacielo. Per me è impossibile uno sradicamento”. 

Incontriamo Erco­le Pignatelli alla sede Pellegrino del Liceo Artisti­co “Ciardo Pelle­grino” di Lecce, già sede dell’I­stituto d’arte fre­quentato dal maestro all’inizio degli anni ’50. Ha un’agenda ricca di appuntamenti organiz­zati per festeggiare il suo quar­to ventesimo compleanno: due mostre, una a Lecce presso il Convento dei Teatini e l’altra a Matino, premi e riconoscimenti pubblici, ma è riuscito a rita­gliarsi una mattinata per dedi­carsi alla sua scuola. Arriva ca­rico ed energetico come i suoi colori, forte come la sua pittura, prorompente con la sua perso­nalità a tinte accese. Gli studen­ti lo attendono come una star e lui non si risparmia: pennelli, tela, colori, cellophane e Be­ethoven per una performance che rapisce tutti con i suoi tratti corposi e le sue sonorità croma­tiche. Il risultato è un surreale e specchiante paesaggio rifles­so che arricchisce la collezione permanente del Liceo Artistico di Lecce. Domande, emozioni, foto di rito, ospiti illustri, com­pletano la giornata indimentica­bile per tutti gli operatori della scuola. Poche battute concesse come in una chiacchierata in­formale.

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Il Salento aldilà della re­torica: una persistenza costante nella sua produ­zione.

Quello che io dimostro in continuazione è quanto la mia terra ha una presa diretta su di me da oltre 60 anni, una presa che non mi molla mai. Ho trovato le giuste caratte­ristiche che sono attinenti alla mia mente al mio cervello alla mia visione. Potrei vivere dieci anni a New York e non dipinge­re mai un grattacielo. Per me è impossibile uno sradicamento. È necessario seguire il proprio istinto naturale.

Tra i tanti temi a cui si è de­dicato qual è il più sentito?

Io ho approfondito molti temi. Per esempio ho già tratta­to nel 1972 la Siccità ma lo sto affrontando nuovamente così come le Masserie, il Paesaggio riflesso, i Basamenti. Nella mia formazione non c’è un elemento unico come è stato per Morandi che ha ripetuto tutta la vita le bottiglie, tranne un autoritratto e qualche paesaggio. Io ho una visione globale di tutto quello che mi può interessare, quindi prendo appunti con la macchi­na fotografica ma rimango libe­ro come un uccello.

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