Pignatelli/80 anni tra gli artisti di domani
Il Pittore leccese è tornato in città per festeggiare il suo compleanno con una lezione agli alunni del Liceo Artistico.
“La mia terra ha una presa diretta su di me da oltre 60 anni, non mi molla mai. Potrei vivere dieci anni a New York e non dipingere mai un grattacielo. Per me è impossibile uno sradicamento”.
Incontriamo Ercole Pignatelli alla sede Pellegrino del Liceo Artistico “Ciardo Pellegrino” di Lecce, già sede dell’Istituto d’arte frequentato dal maestro all’inizio degli anni ’50. Ha un’agenda ricca di appuntamenti organizzati per festeggiare il suo quarto ventesimo compleanno: due mostre, una a Lecce presso il Convento dei Teatini e l’altra a Matino, premi e riconoscimenti pubblici, ma è riuscito a ritagliarsi una mattinata per dedicarsi alla sua scuola. Arriva carico ed energetico come i suoi colori, forte come la sua pittura, prorompente con la sua personalità a tinte accese. Gli studenti lo attendono come una star e lui non si risparmia: pennelli, tela, colori, cellophane e Beethoven per una performance che rapisce tutti con i suoi tratti corposi e le sue sonorità cromatiche. Il risultato è un surreale e specchiante paesaggio riflesso che arricchisce la collezione permanente del Liceo Artistico di Lecce. Domande, emozioni, foto di rito, ospiti illustri, completano la giornata indimenticabile per tutti gli operatori della scuola. Poche battute concesse come in una chiacchierata informale.
Il Salento aldilà della retorica: una persistenza costante nella sua produzione.
Quello che io dimostro in continuazione è quanto la mia terra ha una presa diretta su di me da oltre 60 anni, una presa che non mi molla mai. Ho trovato le giuste caratteristiche che sono attinenti alla mia mente al mio cervello alla mia visione. Potrei vivere dieci anni a New York e non dipingere mai un grattacielo. Per me è impossibile uno sradicamento. È necessario seguire il proprio istinto naturale.
Tra i tanti temi a cui si è dedicato qual è il più sentito?
Io ho approfondito molti temi. Per esempio ho già trattato nel 1972 la Siccità ma lo sto affrontando nuovamente così come le Masserie, il Paesaggio riflesso, i Basamenti. Nella mia formazione non c’è un elemento unico come è stato per Morandi che ha ripetuto tutta la vita le bottiglie, tranne un autoritratto e qualche paesaggio. Io ho una visione globale di tutto quello che mi può interessare, quindi prendo appunti con la macchina fotografica ma rimango libero come un uccello.

















