Pubblicato in: Lun, Apr 9th, 2012

Pon sicurezza/Notte e giorno: occhi aperti sulla Città

Ordine pubblico e tutela del patrimonio artistico alla base dell’iniziativa del Comune di Lecce di dotare vie e piazze di 56 dispositivi destinati a videosorvegliare sulla sicurezza dei cittadini, degli edifici e dei monumenti.

In poco meno di tre anni ottimi risultati. Dicono dalla Questura: “La sola presenza della telecamera funge da deterrente per qualsiasi azione contraria alla legge e al buon costume”.

Ci scrutano in silenzio, sbucano da sotto un lampione, alle volte appaiono indiscrete e non in perfetta armonia estetica con il contesto paesaggistico, ma ci proteggono: sono le telecamere di videosorveglianza.
Per rispondere concretamente alla diffusa esigenza di lotta alla microcriminalità e al vandalismo, anche il Comune di Lecce ha sposato il Programma Operativo Nazionale “Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno d’Italia 2007-2013” fortemente voluto da Alfredo Mantovano, sottosegretario di Stato del Ministero dell’Interno. Si tratta di un progetto di grande importanza, pensato per assolvere tanto alle esigenze di ordine pubblico, quanto alla tutela del prezioso patrimonio architettonico di Lecce, senza però ledere il diritto di privacy dei cittadini.
Cinquantasei sono, finora, gli “occhi” elettronici che vigilano ventiquattrore al giorno su Lecce, le sue strade, le sue piazze, ma soprattutto le Ztl su cui è concentrato il novanta per cento del sistema di videosorveglianza cittadina. I dispositivi – rigorosamente a infrarossi – sono posizionati in modo da scrutare campi visivi a 360 gradi nei pressi delle attività commerciali, degli edifici e dei monumenti di maggiore interesse storico-culturale, grazie all’ausilio di sofisticati software installati nella “cabina di regia” presso la Questura e il Comando della Polizia Municipale. “Più volte – dichiara il Vice Questore Aggiunto, dott.ssa Eliana Martella – abbiamo portato a termine delle vere e proprie attività di polizia giudiziaria grazie alle registrazioni della videosorveglianza, che hanno permesso la ricostruzione della dinamica di alcuni gravi illeciti commessi”.
Le telecamere di videosorveglianza cittadine, installate poco meno di 3 anni fa, sono state ufficializzate nel novembre 2011 ma hanno già prodotto ottimi risultati assolvendo, oltre che al compito di pubblica sicurezza, anche a quello altrettanto peculiare di prevenzione. A tal proposito, l’Assistente Capo Antonio Geusa, amministratore del servizio di videosorveglianza presso la sala operativa della Questura di Lecce, sostiene che “al di là del verificarsi o meno di un crimine, la sola presenza delle telecamera funge da deterrente per qualsiasi azione contraria alla legge e al buon costume”.
Ma coinstarlocation.com non è tutto. A livello nazionale, si sta lavorando per un sistema di lettura delle targhe ai varchi – da accostare al Sistema di Controllo Nazionale di Targhe e Transiti già attivo a Lecce dallo scorso anno – che permette la rilevazione e l’immediata segnalazione alla centrale operativa di tutti quei veicoli che presentano situazioni particolari, quali un fermo amministrativo o la denuncia di furto. Se anche questo sistema troverà una concreta attuazione nel Comune di Lecce, a ladri e criminali non rimarrà che cambiare mestiere.
COSA DICONO I CITTADINI: “Diminuisce il vandalismo. Ma la privary?”.

Esclusa la minima parte di quanti ritengono la videosorveglianza particolarmente invasiva, per la gran parte dei cittadini il servizio offre un giusto bilanciamento tra sicurezza e privacy. Ad apprezzare maggiormente l’iniziativa sono principalmente i residenti del centro storico e quanti nella zona hanno un’attività commerciale. Non ci sono ancora dati ufficiali sul tasso di furti e atti vandalici che interessano la zona di Lecce provvista di videosorveglianza ma, a sentir la gente del posto, sembra che dall’estate scorsa i crimini siano visibilmente diminuiti.
“Nel 2010 – dichiara M., gestore di una piccola attività nei pressi della stazione ferroviaria – più volte ho subìto furtarelli e danneggiamenti alla vetrina del negozio per mano di delinquenti e ubriachi. Si fingevano educati chiedendoti del denaro rimanendo fuori dalla porta, ma bastava un rifiuto e infierivano su tutto quel che incrociavano sulla loro strada. Da quando hanno installato le telecamere, almeno in questa zona, episodi del genere sono diminuiti”. Ancora consensi si raccolgono tra le parole di L., una giovane imprenditrice trasferitasi da qualche anno in un appartamento poco distante dalla centralissima Piazza Sant’Oronzo: “Ricordo che nei primi periodi di soggiorno, ogni venerdì sera i ragazzi di ritorno dai pub si divertivano a giocare a calcio con bottiglie di birra o pezzi di aiuole che avevano racimolato nel tragitto. Ora accade di rado… forse è semplicemente passato di moda ma, a mio parere – afferma la donna – il solo fatto di vedere una videocamera, anche quando non è in funzione, risveglia un minimo di coscienza! L’ideale sarebbe estendere il servizio a tutta la città”.

LE TELECAMERE IN CITTÀ: SEDE E NUMERO

2 in p.zza Duomo,
2 p.zza Sant’Oronzo,
1 p.tta Duca D’Enghien,
2 p.tta Baglievi,
1 p.tta Castromediano,
1 p.tta Panzera,
1 p.tta Riccardi,
1 p.tta SS. Addolorata.

Corsi e Corti:

1 in via Imp. Augusto (angolo C.so Vittorio Emanuele),
4 C.so V. Emanuele,
1 Conte Accardo,
1 corte dei Cicala,
2 corte dei Mesagnesi e vico Albanesi,
1 parco Arco di Trionfo,
1 vico Protonobilissimi.

Strade:

5 in via Palmieri,
3 via Umberto I,
2 via delle Bombarde (a ridosso di Porta Napoli),
4 via Diaz (2 angolo via Don Bosco e due angolo via Martiri d’Otranto),
2 via Don Bosco (angolo viale Oronzo Quarta),
2 via Regina Isabella (di cui 1 sull’angolo con il c.so Vittorio Emanuele),
1 via Arc. Petronelli,
1 via degli Antoglietta,
1 delle Benedettine,
1 via Manfredi (angolo via P. di Savoia),
1 via Marco Basseo,
1 via Paladini,
1 via Rubichi,
2 viale Gallipoli (angolo viale Lombardia),
2 vico dei Sotterranei,
1 vico dei Panevino,
1 via Oronzo Quarta,
2 via Duca degli Abruzzi,
1 via della Sinagoga.

“GROTTELLA” : UN PROGETTO PER LA LEGALITÁ

Dal 1999 prima iniziativa in Puglia, seconda in tutto il Sud.

Era il 6 dicembre 1999 quando, sulla Copertino-San Donato, un commando armato di bombe e kalashnikov assalì due furgoni portavalori dell’istituto di vigilanza Velialpool provocando la morte delle guardie giurate Luigi Pulli, Raffaele Arnesano e Rodolfo Patera e il ferimento di altre tre. “Strage della Grottella”, così viene ricordato quel terribile episodio ed è questo il nome che ispira un grande progetto pilota che si è levato come voce unanime contro la criminalità.
Il “Progetto Grottella” è stato il primo progetto in Puglia – il secondo nel Sud, dopo quello già avviato in Sicilia – volto alla diffusione, al rafforzamento e alla prevenzione della cultura della legalità. Finanziato dal PON “Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno d’Italia 2000-2006”, al progetto hanno aderito i comuni di Monteroni (capofila), Amesano, Carmiano, San Pietro in Lama, Novoli e Veglie.
Tra i punti innovativi, il programma proponeva la creazione di una centrale operativa per il coordinamento degli interventi delle forze dell’ordine, nonché la realizzazione di un sistema di telecontrollo per la prevenzione di comportamenti criminosi. Inoltre, per i Comuni partecipanti al progetto è stato possibile utilizzare gli stessi fondi per la ristrutturazione di edifici pubblici da destinare a centri per l’educazione alla legalità.
Un nobile progetto cui si riconosce il merito di aver accresciuto la coesione tra i cittadini e la fiducia nelle Autorità … un progetto che, con l’adeguato sostegno, potrebbe davvero cambiare le cose.

 Serena Carbone

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