40 anni di Caritas a Lecce. D’Ambrosio: la povertà degli altri è anche la nostra. Pasini: i poveri hanno più bisogno di dignità che di pane
Grande attesa all’Hotel Tiziano di Lecce, per il “Primo Rapporto 2011 sulla povertà ed esclusione sociale” che ha attirato a sé un grand e pubblico di esperti e non. 
Tra le autorità politiche intervenute all’incontro Loredana Capone, Paolo Perrone e Antonio Gabellone, che hanno rinnovato l’impegno per una viva collaborazione con la Caritas, nel solco dell’accordo già da tempo tracciato. «L’impegno delle Istituzioni locali può solo migliorare, ma mai sostituire quello che fa la Chiesa», ha dichiarato il Sindaco di Lecce.
Sin dal 1975, anno della sua istituzione, la Caritas Diocesana ha promosso e coordinato le iniziative caritative assistenziali, testimoniando così la carità cristiana soprattutto attraverso l’intercessione delle comunità parrocchiali. Da allora, il suo costante e metodico impegno, non si è mai concesso una pausa e, oggi, in occasione delle celebrazioni nazionali per i 40 anni della Caritas italiana, la sezione leccese ha raccolto in un unico testo i risultati dell’indagine condotta dall’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse della Diocesi di Lecce. Il volume è stato realizzato grazie alla collaborazione, stabilita da un Protocollo d’intesa, tra Caritas Diocesana Leccese, Dipartimento di Scienze Sociali e della Comunicazione dell’Università del Salento, il Comune di Lecce, della Provincia e dell’Associazione forLife. Si tratta di un testo-report che già dal titolo, “Impoveriti”, propone di essere la fedele raffigurazione della situazione attuale. Da tempo, si assiste al diffondersi della “nuova povertà”, una povertà che non ha più le caratteristiche tradizionali dell’esclusione totale, della povertà assoluta, ma si connota in modi nuovi e decisamente drammatici. La rete dei centri di ascolto Caritas, ormai abbastanza diffusa nelle parrocchie del territorio salentino, ha evidenziato un progressivo aumento della povertà non solo tra gli extracomunitari ma soprattutto tra i nostri connazionali, tra le famiglie italiane che fino a qualche tempo fa, si ritenevano fuori dall’area di rischio e che oggi, invece, fanno i conti con un impoverimento progressivo e difficile da arginare. Il lavoro contenuto all’interno del volume, dunque, è frutto della necessità di rendere nota la situazione in merito alla povertà perché solo attraverso lo studio e la conoscenza dei bisogni è possibile trovare un’efficace strategia di intervento. Notevolissima è stata la dissertazione sulle varie forme di povertà e sui dati statistici esposta dalla Prof.ssa Maria Mancarella e la Dott.ssa Serena Quarta, elementi questi che ci hanno messo di fronte ad informazioni inedite che non potevano non destare confusione. In effetti, come ha sottolineato Mons. Domenico D’Ambrosio al termine dell’incontro, «Ci si stupisce nello scoprire che, infondo, la povertà è la nostra. Povertà invisibile si, ma reale».
Altrettanto interessante è stata la relazione del Presidente della Fondazione Zancan, già direttore della Caritas Italiana, Mons. Giuseppe Pasini il quale, considerando la complessità della società odierna sottoposta a repentini cambiamenti, ha auspicato una democrazia dei diritti e dei doveri… Infondo – ha detto – «i poveri hanno più bisogno di dignità, che di pane»!















