Poveri a Lecce… Storie, silenzi, carità
Dalle prime ore del mattino un viavai di uomini e donne, di dolori e speranze.
I VOLONTARI, VERA FORZA E MOTORE DELLA SOLIDARIETÀ
La Casa della Carità, opera della Chiesa di Lecce, è stata fortemente voluta dal nostro Arcivescovo Domenico D’Ambrosio per il sostegno immediato di qualunque persona senza distinzione di sesso, cittadinanza, razza, religione, che versa in grave stato di necessità ed alla quale vengono offerti, in forma completamente gratuita, alcuni servizi essenziali per la persona. ‘Subbah Khyer – Subbah Kyer’ (buongiorno, buongiorno) inizia così la giornata per gli ospiti della Casa della Carità alle 7,30 quando l’operatore Yaya invita tutti a consumare la colazione, per poi iniziare le pulizie degli ambienti eseguite dagli ospiti stessi in modo capillare ed accurato.
Mentre gli ospiti esterni, al piano terra nella saletta: questo si è reso necessario non avendo uno spazio sufficiente visto il totale delle colazioni che sono sempre al di sopra delle 60 unità. Nella Casa della Carità, già nelle prime ore del mattino, le attività incalzano e la nostra saletta multiuso deve essere subito risistemata perché già alle 9,30 i servizi igienici devono essere funzionali; consistente il numero delle persone che hanno bisogno di questi servizi, partecipando a certe situazioni si è reso indispensabile fornire il servizio barbiere.
A tale scopo due volte al mese un operatore presta il suo servizio, effettuando non meno di 15/20 tagli. Quotidianamente dalle 10,00 fino alle 12,30 i volontari lavorano in cucina per approntare il pranzo per almeno 45/50 persone tra questi tanti i leccesi. Inizialmente erano previsti 22 posti letto, adesso nella Casa della Carità possono trovare un posto letto anche 33 persone grazie a delle brande di campo forniteci dalla Croce Rossa di Lecce.
In questo primo anno di attività tante sono state le situazioni critiche ma mai è accaduto un episodio di violenza. Questo risultato è scaturito dalla conoscenza e dalla stima reciproca che hanno gli operatori nei confronti degli ospiti e viceversa. I servizi offerti agli ospiti ma anche a chi frequenta la mensa sono quello legale e medico grazie a professionisti affermati che con entusiasmo e competenza rendono la loro prestazione, a volte anche di domenica sera, certi che con quest’opera di carità un po’ di giustizia possa essere garantita a chi non ha nulla. La giornata, intorno alle 23,00, si conclude e le luci si spengono con l’augurio di Yaya agli ospiti “Shabba Khyer Shabba Khyer” ovvero “Buona Notte, Buona Notte”.
Carlo Mazzotta
















