Poveri, appello alle aziende
A colloquio con Don Lucio Ciardo, Presidente del Banco delle Opere di Carità – Puglia.
Da alcuni mesi, fra gli enti caritativi, vi è un certo allarme destato dalla notizia che l’Agea (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura) dall’1 gennaio 2014 avrebbe smesso di distribuire alimenti da destinare agli indigenti. Per saperne di più e capire quali potrebbero essere le conseguenze di una decisione del genere ne abbiamo parlato con don Lucio Ciardo, Presidente del Banco delle Opere di Carità-Puglia.
Don Lucio può confermare che, con l’arrivo del nuovo anno, l’Agea ha smesso di erogare alimenti?
Purtroppo sì. Al Banco delle Opere di Carità, il 21 ottobre, è arrivata una lettera con cui siamo stati avvisati che il 31 dicembre 2012 sarebbe terminato il programma di aiuto alimentare attraverso il Ministero dell’Agricoltura.
Che tipo di difficoltà comporta questa decisione?
Per quanto riguarda la situazione del Banco, al momento la difficoltà è relativa. Siamo stati costretti a diminuire il quantitativo di merce agli enti che si rivolgono a noi ma, attraverso le giacenze di magazzino, potremo lavorare con una certa tranquillità fino a giugno; ultimamente stiamo anche riuscendo a distribuire frutta fresca. Nel frattempo stiamo cercando di creare una rete di contatti con le aziende alimentari per sensibilizzarle sul tema e chiedergli di aiutarci.
È possibile stimare a quanto ammontano i mancati finanziamenti?
Certo; fino al 2013 l’Unione Europea ha stanziato ben 100 milioni di euro all’anno; d’ora in poi solo 10 milioni saranno destinati a scopo sociale; l’ammanco quindi è notevole.
E la politica? Il nostro governo non si è pronunciato in merito?
Non ancora, non in manie ra ufficiale almeno. Una delle ipotesi che si sta prendendo in considerazione è quella di creare delle card, ma non è un discorso definitivo né ben strutturato. Se anche andasse in porto comunque, il Banco delle Opere di Carità, qui nel Salento, non ne potrebbe usufruire.
Come mai?
Si vorrebbe dare la possibilità di usufruire di queste card solo a quegli enti che aiutano almeno 250.000 persone e noi, purtroppo, ne aiutiamo “solo” 70.000.
Quale area geografica coprite?
In Puglia vi sono tre sedi del Banco, a Foggia, a Bitonto e ad Alessano, quest’ultimo ha una sede distaccata a Squinzano. Soffermandoci sul Salento, con le nostre due sedi riusciamo a portare aiuto nelle province di Brindisi, Taranto e Lecce; la nostra azione è capillare soprattutto a Lecce, poiché riforniamo ben novantasei comuni. Siamo una realtà importante al cui interno lavorano nove dipendenti.
Lei ha parlato di comuni; voi non avete contatti con i singoli indigenti?
No, noi consegniamo mensilmente le nostre derrate alimentari ai comuni e a ben 450 enti. Per enti intendo caritas parrocchiali, l’emporio di Lecce, confraternite, associazioni, cooperative, comunità per tossicodipendenti. Nel 2013 abbiamo distribuito ben 3 milioni di chili di alimenti. So che qualche tempo fa purtroppo sono stati trovati i nostri prodotti vicino ai bidoni della spazzatura; è un episodio a cui noi siamo totalmente estranei e che ci ha dato dispiacere, speriamo che non si ripeta.
Come potrebbe contattarla chi volesse conoscere meglio la vostra realtà?
Approfitto del vostro giornale per lanciare un appello soprattutto alle aziende agroalimentari del territorio che volessero cominciare una collaborazione con noi per aiutarci a portare avanti la nostra missione. Chi volesse contattarmi può mandare una mail a puglia@bancodelleoperedicarita.it oppure telefonare alla sede del Banco di Alessano, 0833/784105.

















