Pubblicato in: Lun, Mar 12th, 2012

Povertà e sprechi: allarme giustizia

L’autentica promozione sociale esige che la persona sia affrancata da ogni forma di degrado.

A cominciare dall’umiliazione dell’indigenza. Una realtà che, come emerge dai dati Istat sulla povertà, coinvolge 23.400 poveri nella sola città di Lecce e 70.863 famiglie della provincia salentina, classificate in situazione di povertà relativa.

Del resto, è noto quanto sono gravi le difficoltà nel reperire occupazione. E quanto è necessario far emergere il dovere di cercare un rigoroso e adeguato impegno di formazione, cultura e comunicazione massmediale per sostenere il rispetto dei diritti. Anche svelando le varie forme di idolatria nell’uso dei beni e di illegalità gestionali.

Gli innumerevoli sprechi di denaro e di risorse mal impiegate costituiscono, infatti, un inquietante segno di allarme civile: spese illegittime, inefficienze con danni notevolissimi nella cura e nella manutenzione del patrimonio pubblico, allegre gestioni di capitali sono denunziate in modo circostanziato ed ampio della Corte dei conti…

Con responsabilità che competono sia allo Stato sia ai diversi enti preposti sia ai singoli cittadini.

L’aumento delle fasce di popolazione bisognosa, per cui nella nostra provincia una famiglia su quattro guadagna in un mese meno di mille euro e 2412 famiglie di Lecce, con un reddito mensile inferiore a 800 euro, sono in condizioni di povertà assoluta, e quindi di possibili casi di usura, s’interfaccia con spregiudicate gestioni di denaro pubblico, ponendo chiaramente la questione di una giustizia che deve custodire i diritti di tutti e quindi la legalità e lo sviluppo, senza ricercare il profitto come fine primario dell’attività umana e sciupare i beni comuni.

Certo, l’Emporio della solidarietà, il Banco delle opere di carità e le molteplici attività del volontariato sono fortemente benemeriti ed utilissimi per tanti nuclei familiari.

Occorre, comunque, ricordare che è dovere dello Stato promuovere una convivenza civile in cui il rispetto della dignità umana non è semplicemente subordinato al guadagno: nuove scelte per un autentico sviluppo sociale, convinti comportamenti ispirati al servizio e più efficaci percorsi educativi sono necessari. 

Adolfo Putignano

 

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