Pubblicato in: Ven, Giu 1st, 2012

Premi al merito e alle eccellenze degli alunni

Premiare gli studenti migliori. È uno degli obiettivi del cosiddetto “pacchetto merito” che il ministro Profumo porterà in Consiglio dei ministri. Per il più bravo “studente dell’anno” ci sarà una borsa di studio aggiuntiva e anche la riduzione delle tasse universitarie per il primo anno accademico. Ci saranno anche corsi estivi gratuiti per chi vincerà le “Olimpiadi scolastiche”, organizzate ogni anno per ogni materia. E poi il curriculum pubblico, sul sito del ministero, per la maggiore visibilità verso aziende, in vista di stage e tirocini. Insomma, di tutto un po’ per rendere concreta la parola d’ordine: valorizzare il merito e l’eccellenza.

Il pacchetto di proposte deve essere approvato, poi bisognerà trovare i soldi e capire in concreto come realizzare le intenzioni. Ci vuole tempo. Intanto si possono fare alcune riflessioni, magari a partire dalla Costituzione, che all’articolo 34 stabilisce la scuola “aperta a tutti” e poi precisa che “i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie e altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso”. Riconoscere il merito vuol dire anche, però, impegnarsi perché gli allievi abbiano uguali opportunità e offrire loro una scuola di qualità che permetta di raggiungere reali competenze – per usare un termine in voga – possibilmente da certificare con modalità omogenee. E torna sotto i riflettori il tema della valutazione: di istituto, nazionale… Una questione tuttora in mezzo al guado, come testimoniano, tra l’altro, le recenti polemiche sui test Invalsi.

Senza contare poi che le “uguali opportunità” passano anche dalla qualità complessiva dell’offerta formativa, nella quale giocano la loro parte anche le condizioni degli istituti scolastici (e l’edilizia?), dei contesti socio-economici. Come si vede, il tema “merito” solleva tante questioni. Tuttavia, da qualche parte bisogna cominciare e, allora, ben venga il nuovo pacchetto del ministro Profumo, pur senza lasciarsi troppo impressionare da come viene infiocchettato. Forse anche un piccolo passo è meglio che stare fermi.

Alberto Campoleoni

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