Pubblicato in: Gio, Apr 30th, 2015

Preti d’altri tempi… Il Can. Luigi Bonfrate

A 43 anni primo Parroco del Sacro Cuore in viale Gallipoli e Postulatore della Causa di Beatificazione di Luigia Mazzotta.

Bonfrate

In seguito alla promozio­ne di mons. Francesco Petronelli, benemerito Canonico – Parroco della Cattedrale leccese, alla sede episcopale di Avellino e con l’intervallo di un anno di vicaria curata fu nominato Canonico – Parroco del Duo­mo, in seguito a concorso, il Sacerdote Luigi Bonfrate, già per un decennio primo parroco urbano del Sacro Cuore al viale Gallipoli. Dalla Bolla Pontificia inserita nell’Archivio Diocesano, è noto che egli aveva 43 anni di età e 15 di Sacerdozio (cfr. Bollario anzidetto ‘898 – ‘954, pag. 347). Egli, infatti, era nato in Lecce il 13 maggio 1886 ed era stato Ordinato Sacer­dote dal Vescovo del tempo, mons. Gennaro Trama, il 3 ottobre 1915; superando gli altri concorrenti per scien­za e pietà. La citata bolla dice anche la data della sua promozione: 5 marzo 1930, nonché quella del suo pos­sesso canonico conferitogli dal neo Vescovo Costa, poco dopo il suo insediamento in Diocesi. Sappiamo anche che nel primo quinquennio di sacer­dozio fu Viceparroco dell’al­tra neo Parrocchia cittadina, quella di San Lazzaro, nella contigua periferia urbana. A pochi anni dal suo insedia­mento al Sacro Cuore, allora provvisoriamente allocato nella cappella di Sant’Elena, si aprì in diocesi il processo cognizionale per la Beatifica­zione della giovanetta Luigia Mazzotta, morta in odore di santità il 22 maggio ‘921, appartenente alla parrocchia anzidetta. Per cui fu agevole al Vescovo Trama chiamare il Nostro alla postulazione canonica di esso il 1° novem­bre ’25 che portò all’apertura del processo medesimo il 22 marzo ’26. E con altrettan­to zelo patrocinò le sedute giudiziarie di esso fino alla morte del Trama, improvvi­samente e prematuramente avvenuta il 9 novembre ‘926.

CANONICI

Don Luigi, trasferitosi alla guida della cattedrale, condusse con pari perizia e pietà per un quarto di secolo il lavoro pastorale in questa seconda cura che gli meri­tò al venticinquesimo del suo Sacerdozio la nomina a Cameriere Segreto del Santo Padre nell’ottobre ‘940. Egli, infatti, guidò i fedeli della Parrocchia con assi­duità e sacrificio vivendo e operando come sacerdote esemplare. L’ascesa a quel posto di centralità mini­steriale gli permise di farsi scoprire da così tanti fedeli come direttore spirituale esemplare, conducendo qual­che giovanetto verso l’altare o all’ingresso nel chiostro. Fu docente di religione al vicino istituto magistrale e di­rettore della scuola catechisti­ca dell’altrettanta vicina casa delle Suore d’Ivrea. Diresse con impegno esemplare l’ora­torio giovanile “San Gerardo Maiella”, allocato nella stessa cripta della cattedrale, e l’at­tiguo circolo giovanile “Gio­sué Borsi” collegato all’Azio­ne Cattolica. Nell’ottobre ’53 un imperdonabile e impreve­dibile male gli rese impossi­bile il prosieguo dell’attività parrocchiale, consentendogli di occuparsi soltanto del culto della vicina, piccola ma bella chiesetta di Sant’Elisabetta al Corso; ora sede della gioven­tù studentesca della Diocesi. La sua memoria rimane in benedizione.

Oronzo De Simone

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