Preti d’altri tempi… Il Can. Luigi Bonfrate
A 43 anni primo Parroco del Sacro Cuore in viale Gallipoli e Postulatore della Causa di Beatificazione di Luigia Mazzotta.
In seguito alla promozione di mons. Francesco Petronelli, benemerito Canonico – Parroco della Cattedrale leccese, alla sede episcopale di Avellino e con l’intervallo di un anno di vicaria curata fu nominato Canonico – Parroco del Duomo, in seguito a concorso, il Sacerdote Luigi Bonfrate, già per un decennio primo parroco urbano del Sacro Cuore al viale Gallipoli. Dalla Bolla Pontificia inserita nell’Archivio Diocesano, è noto che egli aveva 43 anni di età e 15 di Sacerdozio (cfr. Bollario anzidetto ‘898 – ‘954, pag. 347). Egli, infatti, era nato in Lecce il 13 maggio 1886 ed era stato Ordinato Sacerdote dal Vescovo del tempo, mons. Gennaro Trama, il 3 ottobre 1915; superando gli altri concorrenti per scienza e pietà. La citata bolla dice anche la data della sua promozione: 5 marzo 1930, nonché quella del suo possesso canonico conferitogli dal neo Vescovo Costa, poco dopo il suo insediamento in Diocesi. Sappiamo anche che nel primo quinquennio di sacerdozio fu Viceparroco dell’altra neo Parrocchia cittadina, quella di San Lazzaro, nella contigua periferia urbana. A pochi anni dal suo insediamento al Sacro Cuore, allora provvisoriamente allocato nella cappella di Sant’Elena, si aprì in diocesi il processo cognizionale per la Beatificazione della giovanetta Luigia Mazzotta, morta in odore di santità il 22 maggio ‘921, appartenente alla parrocchia anzidetta. Per cui fu agevole al Vescovo Trama chiamare il Nostro alla postulazione canonica di esso il 1° novembre ’25 che portò all’apertura del processo medesimo il 22 marzo ’26. E con altrettanto zelo patrocinò le sedute giudiziarie di esso fino alla morte del Trama, improvvisamente e prematuramente avvenuta il 9 novembre ‘926.
Don Luigi, trasferitosi alla guida della cattedrale, condusse con pari perizia e pietà per un quarto di secolo il lavoro pastorale in questa seconda cura che gli meritò al venticinquesimo del suo Sacerdozio la nomina a Cameriere Segreto del Santo Padre nell’ottobre ‘940. Egli, infatti, guidò i fedeli della Parrocchia con assiduità e sacrificio vivendo e operando come sacerdote esemplare. L’ascesa a quel posto di centralità ministeriale gli permise di farsi scoprire da così tanti fedeli come direttore spirituale esemplare, conducendo qualche giovanetto verso l’altare o all’ingresso nel chiostro. Fu docente di religione al vicino istituto magistrale e direttore della scuola catechistica dell’altrettanta vicina casa delle Suore d’Ivrea. Diresse con impegno esemplare l’oratorio giovanile “San Gerardo Maiella”, allocato nella stessa cripta della cattedrale, e l’attiguo circolo giovanile “Giosué Borsi” collegato all’Azione Cattolica. Nell’ottobre ’53 un imperdonabile e imprevedibile male gli rese impossibile il prosieguo dell’attività parrocchiale, consentendogli di occuparsi soltanto del culto della vicina, piccola ma bella chiesetta di Sant’Elisabetta al Corso; ora sede della gioventù studentesca della Diocesi. La sua memoria rimane in benedizione.
Oronzo De Simone

















