Pubblicato in: Gio, Apr 23rd, 2015

Preti d’altri tempi… L’Arcidiacono De Sanctis

Promosso all’età di 86 anni.

DeSanctis

Anche stavolta parliamo di un Ar­cidiacono (presi­dente) del Capitolo Cattedrale; anche se soltanto per un solo anno e mezzo: dal luglio ‘63 al dicem­bre ‘64 e per giunta promosso alla venerabile età di 86 anni: nato a Lecce il 5 gennaio ‘877, sacerdote il 2 luglio ‘901. Fu proprio un coronamento delle sue nozze di diamante, come allora ben pochi sacerdo­ti le raggiungevano. Nipote del venerato parroco del Duomo, il Protonotario Apo­stolico mons. Sante De Sanctis a lungo in cura d’anime nel maggior tempio cittadino; valente storico del “patrio loco”, in special modo del Santo patrono e già “scrittore” alla Biblioteca Ambrosiana. Il nostro rimase vicario sostituto dello zio per 14 anni, assieme ad un altro sacerdote, pio e ze­lante, don Fortunato Zizzari, incardinato all’ardiciocesi di Otranto, ma poi primo direttore dell’Ufficio Amministrativo Diocesano di Lecce. Anch’e­gli convissuto con lui sino alla morte. Fu anche cugino in primo grado del parroco di Santa Maria della Grazia nella piazza maggiore della città, mons. Luigi De Sanctis.

CANONICI

Il venerato prelato di cui parliamo raggiunse il canonicato nel ‘923 all’indomani del suo impegnato e proficuo ufficio di segretario del primo Congresso diocesano mariano svoltosi nel maggio del ‘22 proprio nella chiesa di Santa Irene (v.d. dei Teatini) di cui egli fu Rettore dal ‘911 ed ivi rimase fino alla morte. Tra i vari campi del suo ministero sacerdotale, il promordiale fu quello della promozione del culto divino la cui “cumula­ta sollemnitas” rifletteva la grandiosità e lo sfarzo di netta impronta ‘tridentina’; ancora in auge nel primo novecento. Fu, infatti, valente Rettore di molte e importanti chiese del centro cittadino. Guardando il suo foglio anagrafico di Curia leggiamo così di seguito: Rosario, Carmine, Sant’Ange­lo, Alcantarine, Santa Lucia. Oltre, “s’intende”, la già citata chiesa dei Teatini, il più vasto e centrale nostro tempio, che al­lora fungeva quasi da “Concat­tedrale”, dedicato com’era alla prima Santa patrona. Questo suo impegno cultuale com­portava l’invito dei più grandi sacri oratori del tempo: quasi sempre toscani e francescani. E ciò durante l’intero mese ma­riano, la novena all’Immaco­lata e il settenario dei defunti; nonché le tre ore di agonia del venerdì santo e le sacre Quarant’ore. Si ricorda in parti­colare l’agostiniano padre Vol­pini nell’anno centenario del Dogma dell’Immacolata (‘954) quando calcò quel pergamo illustre che richiese il ricorso all’istallazione dei microfoni esterni lungo l’adiacente corso Vittorio Emanuele. Fu anche fra i primi docenti di religione nelle scuole superiori in tempo pre e post concordatario. Lo si classificherebbe un prete d’altri tempi, ma fu vero sacerdote secondo il cuore di Dio.

Oronzo De Simone

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