Preti d’altri tempi/L’Arcidiacono Pinto. Un prete ilare e gioioso
Anche questa simpatica figura sacerdotale val bene ricordare tra i Canonici del Duomo del Primo
Novecento. Don Antonio nacque a Lecce il 21 marzo 1867 e divenne sacerdote il 19 dicembre 1891, per l’imposizione delle mani dello stesso santo Vescovo mons. Luigi Zola, che ordinò il Canonico Antonio Miglietta. Fu Segretario del suo Vescovo consacrante per circa un biennio. Poi, Cappellano delle Suore d’Ivrea presso l’Istituto “Margherita di Savoia” per molti anni e Direttore Spirituale del Seminario Minore di Lecce per molti più anni (cfr. Bolla Pontificia per la prima dignità capitolare). Fu Canonico Maggiore dal 1912, poi Vice Presidente dal 1927 ed infine Presidente (o Arcidiacono) dal febbraio del 1947.
Rilevante per la sua biografia pastorale fu la nomina a Parroco supplente (Vicario Economico) della Cattedrale nel biennio ’29 – ’30, quando il Parroco predecessore mons. Francesco Petronelli fu eletto vescovo di Avellino. Fino al possesso del successore mons. Luigi Bonfrate. Non si possono tralasciare le funzioni di Delegato Vescovile “ad acta” da egli esercitate numerose volte. Più frequenti “sede plena” nel quinquennio ’46 – ’50, nominato dal Vescovo Costa di venerata memoria, in seguito alla morte dell’ultimo Delegato Vescovile permanente mons. Salvatore Vergallo. Durante l’assenza dell’anziano e malato Presule per numerosi ricoveri ospedalieri e poi “ex officio” alla morte di questi dal 2 al 10 agosto ’50: prima del possesso dell’Amministratore Apostolico mons. Francesco Minerva, successivamente traslato alla sede medesima e poi promosso Primo Arcivescovo Metropolita. Infine, tornò serenamente alla Casa del Padre, dopo lunga e sofferta malattia; ma ancor ilare e gioioso com’era sempre vissuto.
Oronzo De Simone
















