Pubblicato in: Mar, Lug 23rd, 2013

PRO ARTE PRO DEO/TRA MEMORIA E NUOVE SPERIMENTAZIONI PER LA BELLEZZA E PER IL SACRO

XXVI EDIZIONE/A Monteroni, l’esposizione dal 3 all’11 agosto. A Lecce, a San Luigi e alle Alcantarine in Settembre. 

Arte Sacra

Inaugurazione Rassegna 2011 – Chiesa Matrice di Monteroni

Da ventisei anni la Rassegna Pro Arte Pro Deo è un appuntamento che dimostra una duplice anima: sostiene alcune esperienze di arte sacra contemporanea e valorizza il pa­trimonio artistico locale. La dicotomia che identifica questa manifestazione si avvale del duraturo impegno pro­fessionale del Comitato di Iniziative Culturali di Monteroni (C.I.C) e del dipartimento di Beni delle Arti e della Storia dell’Università del Salento.

In questa XXVI edizione la Rassegna di arte sacra spiega i suoi riflettori su due artisti salentini: lo scultore Giovan­ni Carpignano (1967) e il pittore Giuseppe Ciracì (1975). Carpignano si occupa di progetti artistici inerenti il recupero dei materiali di scarto, pre­valentemente metallici, operando un sottile gioco di relazioni tra precarietà e reinvenzione delle forme. La pittura di Ciracì indaga, attraverso la ricerca figurativa, immagini contemporanee che vivono la consapevolezza storica delle esperienze artistiche del passato.

L’instabilità dello scarto metallico riacquisisce la sua dignità formale attraverso le sculture di Carpignano e il recupero della memoria pittori­ca del passato accompagna i lavori di Ciracì. Proprio l’attenzione nei confronti delle esperienze artistiche del passato introduce alcune ricerche su interessanti opere presenti nel territorio delle quali si fa portavo­ce la Rassegna Pro Arte Pro Deo. L’interesse per il patrimonio artistico quest’anno è volto all’altare della Madonna del Carmine, presente nella chiesa madre di Monteroni.

Madonna del carmine

La Vergine concede lo scapolare a S. Simone Stock

L’altare era collocato presso la navata centrale sino al 1939, anno in cui fu traslato nel cappellone attiguo alla sagrestia, nel quale ancora oggi risiede. L’altare era in origine dedicato alla Trasfigu­razione di Cristo, poi, nella seconda metà del Seicento un passaggio di dedicazione avvenne in concomitanza con quello patrocinato (dalla Famiglia Zecca a quella dei Baroni Pinto).

L’al­tare dichiara, nonostante i numerosi interventi strutturali, dei riferimenti al lessico zimbalesco e custodisce una tela che raffigura l’iconografia della Madonna con il Bambino che dona lo scapolare a San Simone Stock. Il quadro databile, secondo un raffronto documentario, tra la prima e seconda decade del Settecento è caratterizzato da un impianto iconografico seicen­tesco, come spesso avveniva nelle opere locali che guardavano ai grandi maestri e creavano delle interessanti dilatazioni temporali.

Nella Rassegna d’Arte Sacra il percorso contempora­neo è curato da Massimiliano Cesari e Daniela Rucco, mentre le ricerche sull’arte antica da Giuseppe Man­carella. Pro Arte Pro Deo concede l’opportunità ai visitatori di scorgere alcuni protagonisti del panorama ar­tistico contemporaneo, rammentando la necessità di conoscere e custodire il nostro prezioso patrimonio storico.

 Andrea Fiore

Pages: 1 2 3

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti