PRO ARTE PRO DEO/TRA MEMORIA E NUOVE SPERIMENTAZIONI PER LA BELLEZZA E PER IL SACRO
XXVI EDIZIONE/A Monteroni, l’esposizione dal 3 all’11 agosto. A Lecce, a San Luigi e alle Alcantarine in Settembre.
Inaugurazione Rassegna 2011 – Chiesa Matrice di Monteroni
Da ventisei anni la Rassegna Pro Arte Pro Deo è un appuntamento che dimostra una duplice anima: sostiene alcune esperienze di arte sacra contemporanea e valorizza il patrimonio artistico locale. La dicotomia che identifica questa manifestazione si avvale del duraturo impegno professionale del Comitato di Iniziative Culturali di Monteroni (C.I.C) e del dipartimento di Beni delle Arti e della Storia dell’Università del Salento.
In questa XXVI edizione la Rassegna di arte sacra spiega i suoi riflettori su due artisti salentini: lo scultore Giovanni Carpignano (1967) e il pittore Giuseppe Ciracì (1975). Carpignano si occupa di progetti artistici inerenti il recupero dei materiali di scarto, prevalentemente metallici, operando un sottile gioco di relazioni tra precarietà e reinvenzione delle forme. La pittura di Ciracì indaga, attraverso la ricerca figurativa, immagini contemporanee che vivono la consapevolezza storica delle esperienze artistiche del passato.
L’instabilità dello scarto metallico riacquisisce la sua dignità formale attraverso le sculture di Carpignano e il recupero della memoria pittorica del passato accompagna i lavori di Ciracì. Proprio l’attenzione nei confronti delle esperienze artistiche del passato introduce alcune ricerche su interessanti opere presenti nel territorio delle quali si fa portavoce la Rassegna Pro Arte Pro Deo. L’interesse per il patrimonio artistico quest’anno è volto all’altare della Madonna del Carmine, presente nella chiesa madre di Monteroni.
La Vergine concede lo scapolare a S. Simone Stock
L’altare era collocato presso la navata centrale sino al 1939, anno in cui fu traslato nel cappellone attiguo alla sagrestia, nel quale ancora oggi risiede. L’altare era in origine dedicato alla Trasfigurazione di Cristo, poi, nella seconda metà del Seicento un passaggio di dedicazione avvenne in concomitanza con quello patrocinato (dalla Famiglia Zecca a quella dei Baroni Pinto).
L’altare dichiara, nonostante i numerosi interventi strutturali, dei riferimenti al lessico zimbalesco e custodisce una tela che raffigura l’iconografia della Madonna con il Bambino che dona lo scapolare a San Simone Stock. Il quadro databile, secondo un raffronto documentario, tra la prima e seconda decade del Settecento è caratterizzato da un impianto iconografico seicentesco, come spesso avveniva nelle opere locali che guardavano ai grandi maestri e creavano delle interessanti dilatazioni temporali.
Nella Rassegna d’Arte Sacra il percorso contemporaneo è curato da Massimiliano Cesari e Daniela Rucco, mentre le ricerche sull’arte antica da Giuseppe Mancarella. Pro Arte Pro Deo concede l’opportunità ai visitatori di scorgere alcuni protagonisti del panorama artistico contemporaneo, rammentando la necessità di conoscere e custodire il nostro prezioso patrimonio storico.
Andrea Fiore

















