Problemi e Speranza/Buon Natale, Salento!
Con i segni della povertà, dell’umiltà e della semplicità, il Natale invita a metterci in discussione, rinnovarci nel profondo e vivere l’attuale momento di crisi cercando nuovi modelli di sviluppo nel nome della giustizia e della sobrietà, secondo il “rivoluzionario” modello di Francesco. Non ci rassegniamo all’angosciosa amarezza di tanti disoccupati, cassintegrati, migranti che ricominciano ad andare all’estero. Né si possono tollerare le varie forme di violenza che umiliano il cittadino. Dinanzi al Bambino la gente salentina si presenta con tutte le sue problematicità.
E nello stesso tempo con la sua millenaria civiltà, i preziosi spazi urbanistici, la vivace vitalità culturale. Oggi poi, dinanzi alla Grotta, unitamente alle opere dei grandi maestri cartapestai, le moderne realizzazioni della Natività sotto l’albero natalizio, la pluralità di laboriose e avvincenti rappresentazioni sceniche dei presepi viventi, che spesso coinvolgono i luoghi più suggestivi del territorio ed esprimono l’entusiastico fervore delle comunità locali, c’è anche una terra che lotta contro la marginalità, le “periferie” delle quali parla Papa Bergoglio.
Ponendo al centro la persona, che non deve mai soggiogarsi all’egoismo che genera smania del denaro ad ogni costo all’interno di un’economia che, negli ambiti della politica, delle lobby o dell’egoismo individuale, cerca arrogantemente il dominio anzi che il bene comune con spirito d’autentica solidarietà. Si tratta, invece, di raggiungere progressivamente una concreta libertà che rispetti le opzioni etiche di ogni cittadino coniugate con la scoperta della verità realizzando l’esperienza religiosa all’interno del vissuto storico.
Natale ci porta la lieta notizia che, nonostante tutto, Dio continua ancora a scommettere su noi, su ciascuno di noi, e che è possibile già da ora introdursi nei cieli nuovi e nella terra nuova. Con una responsabilità comunitaria che provoca coscienza critica, impegno, sagacia nell’osare, capacità di coniugare dimensione spirituale e sociale. Da qualche mese, con il nostro Settimanale stiamo documentando ed evidenziando, recandoci direttamente sul campo, due straordinari modelli di cantieri dell’antropologia cristiana radicata sul territorio in crisi: la Casa diocesana della Carità, le Caritas parrocchiali del capoluogo e dei diversi comuni. Così rileviamo nel Salento che, pur con gli scontati limiti, quotidianamente la solidarietà del Bambino di Betlem arricchisce meravigliosamente l’individualità di ciascuno e l’esperienza comunitaria del nostro stare insieme: il Buon Natale di ogni giorno.
Adolfo Putignano
















