Procedura Inps per medici necroscopi
Una delle innovazioni normative portate dalla ormai famosa “legge di stabilità 2015” – quella che un tempo veniva chiamata “finanziaria” – riguarda l’obbligo di comunicare il decesso del pensionato all’Inps da parte del medico “necroscopo”. Il termine – abbastanza oscuro – è sconosciuto ai più: si tratta del sanitario che accerta e quindi certifica il decesso, autorizzando la sepoltura. Ne abbiamo già trattato, alcuni mesi orsono, in questa stessa rubrica, alle prime apparizioni della bozza della legge di stabilità 2015. Ma ora la novità normativa – finora sprovvista di concreta applicazione – diventa finalmente operativa e concretamente utilizzabile. Infatti, se la legge numero 190 del 23 dicembre 2014, al comma 303 e seguenti dell’articolo unico, aveva introdotto per i medici necroscopi l’obbligo di inviare telematicamente all’Inps il certificato di accertamento del decesso entro 48 ore dall’evento, molti sanitari erano giustamente incerti sul da farsi, in assenza di indicazioni “tecniche” operative. A questo rimedia ora l’Inps, con la disponibilità dell’apposita procedura telematica, resa nota sul sito internet istituzionale www.inps.it con una “news” del 12 febbraio scorso. Si accede al servizio di “Trasmissione Certificati di accertamento del decesso” tramite codice fiscale e Pin (Personal Identification Number, una specie di “password”) del medico certificatore. L’applicazione che consente l’invio del certificato si trova nella sezione “Servizi On Line”.
Da “Servizi On Line”, occorre selezionare la voce “Per tipologia di utente”, poi la categoria dei “Medici Certificatori” e quindi la voce “Certificato di accertamento del decesso”. Una volta fornite le credenziali di accesso (codice fiscale e Pin), il medico può accedere alle varie funzionalità messe a disposizione dal sistema tramite un menù di scelta rapido, che consente di trasmettere un nuovo certificato tramite il codice fiscale del deceduto. La procedura telematica consente anche al medico di consultare e stampare i propri certificati trasmessi oppure l’elenco dei soggetti per i quali il medico non sia riuscito a trasmettere il certificato. Ulteriori funzionalità operative sono quelle di annullare un certificato già emesso oppure, ovviamente, uscire regolarmente dall’applicazione. Per il dettaglio delle modalità operative, è comunque disponibile un “manuale utente” pubblicato sulle pagine del servizio, appunto riservato ai medici necroscopi certificatori. La novità ha lo scopo di ridurre i casi di indebita erogazione di somme successivamente al decesso del titolare della prestazione pensionistica. Infatti accade talvolta che i parenti – o le persone in possesso della delega a riscuotere la pensione per conto del pensionato – continuino a farlo per mesi (o in alcuni casi estremi anche per anni). Con la nuova regola viene saltato il passaggio delle anagrafi comunali, che in qualche caso – purtroppo assai frequente, per una serie di carenze – non risultavano abbastanza tempestive nelle comunicazioni dei decessi all’Inps.
Antonio Silvestri
















