Pubblicato in: Gio, Gen 15th, 2015

Provincia/Personale in esubero e Scuole al gelo: Primi effetti della Riforma

A colloquio con Luigino Sergio già Direttore Generale dell’Ente Provinciale ed esperto in gestione degli Enti Locali.

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“I disservizi, le scuole senza riscaldamento, la riduzione del carburante per il trasporto sono alcune delle conseguenze della riduzione dei trasferimenti e la risultante di riforme frettolose che creano più problemi di quanti ne risolvono”. 

Come preannunciato dall’approvazione della Riforma Delrio, l’anno nuovo è iniziato con un gran da fare per la rior­ganizzazione delle Pro­vince e delle loro fun­zioni. Scopo principale della legge è quello di ridurre la spesa pubblica, tuttavia, i modi hanno lasciato adito a molte discussioni e dubbi che si sono rivelati, purtroppo, fondati. Ad esem­pio, in attesa di capire a chi compete l’amministrazione dell’edilizia sco­lastica, gli Istituti rimangono privati dei riscaldamenti, o ancora, non si ca­pisce bene come i dipendenti provin­ciali verranno inseriti in questa nuova situazione. Insomma, ciò che rimane è solo un gran caos, in tutta Italia. Al prof. Luigino Sergio, già Vicepresi­dente e Direttore Generale della Pro­vincia di Lecce ed esperto in gestione ed amministrazione degli enti locali, abbiamo chiesto in quali condizioni versano le Province ad oggi, porgen­do particolare attenzione a quella di Lecce e dall’intervista emerge così il quadro della situazione.

Direttore Sergio, se le Province hanno perso alcune delle fun­zioni chi svolgerà per loro i ser­vizi che prima competevano loro?

Lo Stato e le Regioni, secondo le rispettive competenze, attribuisco­no le funzioni provinciali alle stesse Province o alle Unioni di comuni, po­tendo le Regioni, al contempo, tratte­nere per sé alcune funzioni dapprima esercitate dalle Province; il tutto al fine di conseguire le seguenti finalità: individuazione dell’ambito territoria­le ottimale di esercizio per ciascuna funzione; efficacia nello svolgimento delle funzioni fondamentali da parte dei comuni e delle unioni di comuni; sussistenza di riconosciute esigenze unitarie; adozione di forme di avva­limento e deleghe di esercizio tra gli enti territoriali coinvolti nel processo di riordino, mediante intese o con­venzioni. Sono altresì valorizzate for­me di esercizio associato di funzioni da parte di più enti locali, nonché le autonomie funzionali. Le funzioni che nell’ambito del processo di riordino sono trasferite dalle province ad al­tri enti territoriali continuano ad es­sere da esse esercitate fino alla data dell’effettivo avvio di esercizio da parte dell’ente subentrante.

Nella nostra Provincia sono evidenti i disagi che lasciano spazio a dubbi e perplessità: le scuole non sono riscaldate adeguatamente, la manutenzio­ne dei loro edifici lascia molto a desiderare, per non parlare di certe aree verdi in lento de­grado e della riduzione del car­burante per i trasporti. Cos’è successo? Quanto dei problemi menzionati dipende dall’orga­nizzazione e dalle funzioni della Provincia e quanto dalla ridu­zione dei trasferimenti statali delle risorse economiche?

La Corte dei Conti, Sezione Cen­trale di Controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato, con deliberazione n. 23/2014/G, ha pubblicato la relazione concernen­te “Gli interventi di riduzione degli assetti organizzativi e delle dotazio­ni organiche delle amministrazioni dello Stato disposti dall’art. 2 del d.I. n. 95/2012, convertito in legge n. 135/12, ad integrazione di quelli già previsti dalle leggi n. 133/88, n. 25/2010 e n. 148/2011”. La relazione della Corte dei Conti evidenzia che i processi di accorpamento e scorporo di attribuzioni e di funzioni, alla luce della spending review, hanno intro­dotto riduzioni di spesa indifferenzia­te, tagli lineari, adottati a prescindere dal contesto di un’adeguata valuta­zione del rapporto tra attribuzioni in­ testate, risorse impiegate e servizi da rendere. Il tutto, ad avviso dei giudici contabili, potrebbe non consentire una adeguata cura dei servizi, come pure il verificarsi di disservizi all’u­tenza, dovuti alle continue modifiche normative. Dunque i disservizi, la ri­duzione del riscaldamento delle aule scolastiche, la riduzione del carbu­rante per i servizi di trasporto sono anche una delle conseguenze della ri­duzione dei trasferimenti alle Provin­ce e la risultante di riforme frettolose che creano più problemi di quanti ne risolvono.

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La Riforma ha travolto, ovviamente, i dipendenti provinciali. Cosa accadrà loro e in particolare a quelli della Provincia di Lecce? Da chi dipenderanno? Ci dobbiamo aspettare tagli al personale?

La Riforma Delrio prevede che le Province italiane, dal prossimo anno, riducano di ben 1 miliardo di euro le proprie spese, grazie soprattutto ai tagli al personale. Nella maggior parte dei capoluoghi, vi sarà una contrazione degli organici del 50%, mentre nelle città metropolitane (cioè nei centri urbani più grandi come Milano, Torino o Palermo), lo snelli­mento del personale sarà nell’ordine del 30%. Al contempo è previsto un trasferimento delle funzioni dalle am­ministrazioni provinciali ai Comuni e alle Regioni, che dovranno anche assorbire gli esuberi di personale generati dalla riforma. Circa 20.000 impiegati risultano adesso in esubero (su un totale di 43.000 circa) e non si sa quale sarà il loro futuro lavorativo. Se non vengono assorbiti in qualche modo dalle Regioni o dai Comuni, pur non rischiando di rimanere disoccu­pati, tutti questi lavoratori saranno messi in mobilità per due anni, in at­tesa di essere ricollocati altrove. Una volta terminato il biennio di attesa, per chi non ha trovato un nuovo posto nella pubblica amministrazione, po­trebbero scattare, in teoria, le regole attualmente in vigore sugli esuberi dei dipendenti pubblici, che prevedono un significativo abbassamento dello sti­pendio, pari all’80% del trattamento economico fondamentale, cioè della paga-base priva di tutte le indennità aggiuntive. Una procedura che non avrà conseguenze sulla buste paga fino al 2017; mentre per arrivare all’ipotesi estrema del licenziamento, bisognerà arrivare ad aprile 2019, anche se il Governo ha escluso ogni ipotesi di licenziamento.

Quali sono le voci di spesa che più gravano sulla Provincia di Lecce? Dove si spende di più e dove si dovrebbe investire di più?

Una delle voci di spesa più ri­levanti riguarda il personale ed il settore degli investimenti in opere pubbliche. È difficile dire dove si do­vrebbe investire di più, visti i notevo­li tagli alle risorse finanziarie delle Province; certamente, risorse finan­ziarie permettendo: scuole, viabilità, trasporti, pianificazione territoriale provinciale di coordinamento, tutela e valorizzazione dell’ambiente; as­sistenza tecnico-amministrativa agli enti locali.

Ad oggi la situazione organiz­zativa ed economico-finanzia­ria appare piuttosto nebulosa. Quale futuro attende la nostra Pro­vincia?

Dovrei rispondere che il futuro della nostra Provincia certamente non può essere roseo; ma così facendo ci do­vremmo adattare alle condizioni date, senza alcuna speranza di rilancio dell’ente in questione. Credo, invece, che la voglia di superare ogni forma di ostacolo, ricorrendo ad esempio a forme di associazionismo tra enti lo­cali ed il rifiuto a priori della cultu­ra dell’alibi, possano essere un buon viatico per un futuro più promettente, seppur tra mille e mille difficoltà og­gettive. 

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