Provincia/Personale in esubero e Scuole al gelo: Primi effetti della Riforma
A colloquio con Luigino Sergio già Direttore Generale dell’Ente Provinciale ed esperto in gestione degli Enti Locali.
“I disservizi, le scuole senza riscaldamento, la riduzione del carburante per il trasporto sono alcune delle conseguenze della riduzione dei trasferimenti e la risultante di riforme frettolose che creano più problemi di quanti ne risolvono”.
Come preannunciato dall’approvazione della Riforma Delrio, l’anno nuovo è iniziato con un gran da fare per la riorganizzazione delle Province e delle loro funzioni. Scopo principale della legge è quello di ridurre la spesa pubblica, tuttavia, i modi hanno lasciato adito a molte discussioni e dubbi che si sono rivelati, purtroppo, fondati. Ad esempio, in attesa di capire a chi compete l’amministrazione dell’edilizia scolastica, gli Istituti rimangono privati dei riscaldamenti, o ancora, non si capisce bene come i dipendenti provinciali verranno inseriti in questa nuova situazione. Insomma, ciò che rimane è solo un gran caos, in tutta Italia. Al prof. Luigino Sergio, già Vicepresidente e Direttore Generale della Provincia di Lecce ed esperto in gestione ed amministrazione degli enti locali, abbiamo chiesto in quali condizioni versano le Province ad oggi, porgendo particolare attenzione a quella di Lecce e dall’intervista emerge così il quadro della situazione.
Direttore Sergio, se le Province hanno perso alcune delle funzioni chi svolgerà per loro i servizi che prima competevano loro?
Lo Stato e le Regioni, secondo le rispettive competenze, attribuiscono le funzioni provinciali alle stesse Province o alle Unioni di comuni, potendo le Regioni, al contempo, trattenere per sé alcune funzioni dapprima esercitate dalle Province; il tutto al fine di conseguire le seguenti finalità: individuazione dell’ambito territoriale ottimale di esercizio per ciascuna funzione; efficacia nello svolgimento delle funzioni fondamentali da parte dei comuni e delle unioni di comuni; sussistenza di riconosciute esigenze unitarie; adozione di forme di avvalimento e deleghe di esercizio tra gli enti territoriali coinvolti nel processo di riordino, mediante intese o convenzioni. Sono altresì valorizzate forme di esercizio associato di funzioni da parte di più enti locali, nonché le autonomie funzionali. Le funzioni che nell’ambito del processo di riordino sono trasferite dalle province ad altri enti territoriali continuano ad essere da esse esercitate fino alla data dell’effettivo avvio di esercizio da parte dell’ente subentrante.
Nella nostra Provincia sono evidenti i disagi che lasciano spazio a dubbi e perplessità: le scuole non sono riscaldate adeguatamente, la manutenzione dei loro edifici lascia molto a desiderare, per non parlare di certe aree verdi in lento degrado e della riduzione del carburante per i trasporti. Cos’è successo? Quanto dei problemi menzionati dipende dall’organizzazione e dalle funzioni della Provincia e quanto dalla riduzione dei trasferimenti statali delle risorse economiche?
La Corte dei Conti, Sezione Centrale di Controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato, con deliberazione n. 23/2014/G, ha pubblicato la relazione concernente “Gli interventi di riduzione degli assetti organizzativi e delle dotazioni organiche delle amministrazioni dello Stato disposti dall’art. 2 del d.I. n. 95/2012, convertito in legge n. 135/12, ad integrazione di quelli già previsti dalle leggi n. 133/88, n. 25/2010 e n. 148/2011”. La relazione della Corte dei Conti evidenzia che i processi di accorpamento e scorporo di attribuzioni e di funzioni, alla luce della spending review, hanno introdotto riduzioni di spesa indifferenziate, tagli lineari, adottati a prescindere dal contesto di un’adeguata valutazione del rapporto tra attribuzioni in testate, risorse impiegate e servizi da rendere. Il tutto, ad avviso dei giudici contabili, potrebbe non consentire una adeguata cura dei servizi, come pure il verificarsi di disservizi all’utenza, dovuti alle continue modifiche normative. Dunque i disservizi, la riduzione del riscaldamento delle aule scolastiche, la riduzione del carburante per i servizi di trasporto sono anche una delle conseguenze della riduzione dei trasferimenti alle Province e la risultante di riforme frettolose che creano più problemi di quanti ne risolvono.
La Riforma ha travolto, ovviamente, i dipendenti provinciali. Cosa accadrà loro e in particolare a quelli della Provincia di Lecce? Da chi dipenderanno? Ci dobbiamo aspettare tagli al personale?
La Riforma Delrio prevede che le Province italiane, dal prossimo anno, riducano di ben 1 miliardo di euro le proprie spese, grazie soprattutto ai tagli al personale. Nella maggior parte dei capoluoghi, vi sarà una contrazione degli organici del 50%, mentre nelle città metropolitane (cioè nei centri urbani più grandi come Milano, Torino o Palermo), lo snellimento del personale sarà nell’ordine del 30%. Al contempo è previsto un trasferimento delle funzioni dalle amministrazioni provinciali ai Comuni e alle Regioni, che dovranno anche assorbire gli esuberi di personale generati dalla riforma. Circa 20.000 impiegati risultano adesso in esubero (su un totale di 43.000 circa) e non si sa quale sarà il loro futuro lavorativo. Se non vengono assorbiti in qualche modo dalle Regioni o dai Comuni, pur non rischiando di rimanere disoccupati, tutti questi lavoratori saranno messi in mobilità per due anni, in attesa di essere ricollocati altrove. Una volta terminato il biennio di attesa, per chi non ha trovato un nuovo posto nella pubblica amministrazione, potrebbero scattare, in teoria, le regole attualmente in vigore sugli esuberi dei dipendenti pubblici, che prevedono un significativo abbassamento dello stipendio, pari all’80% del trattamento economico fondamentale, cioè della paga-base priva di tutte le indennità aggiuntive. Una procedura che non avrà conseguenze sulla buste paga fino al 2017; mentre per arrivare all’ipotesi estrema del licenziamento, bisognerà arrivare ad aprile 2019, anche se il Governo ha escluso ogni ipotesi di licenziamento.
Quali sono le voci di spesa che più gravano sulla Provincia di Lecce? Dove si spende di più e dove si dovrebbe investire di più?
Una delle voci di spesa più rilevanti riguarda il personale ed il settore degli investimenti in opere pubbliche. È difficile dire dove si dovrebbe investire di più, visti i notevoli tagli alle risorse finanziarie delle Province; certamente, risorse finanziarie permettendo: scuole, viabilità, trasporti, pianificazione territoriale provinciale di coordinamento, tutela e valorizzazione dell’ambiente; assistenza tecnico-amministrativa agli enti locali.
Ad oggi la situazione organizzativa ed economico-finanziaria appare piuttosto nebulosa. Quale futuro attende la nostra Provincia?
Dovrei rispondere che il futuro della nostra Provincia certamente non può essere roseo; ma così facendo ci dovremmo adattare alle condizioni date, senza alcuna speranza di rilancio dell’ente in questione. Credo, invece, che la voglia di superare ogni forma di ostacolo, ricorrendo ad esempio a forme di associazionismo tra enti locali ed il rifiuto a priori della cultura dell’alibi, possano essere un buon viatico per un futuro più promettente, seppur tra mille e mille difficoltà oggettive.

















