Pubblicato in: Lun, Mar 26th, 2012

Pubblicare nel Salento: una scelta aziendale e di amore per il territorio

EDITORI DI TERRA D’OTRANTO/ Federico Capone, titolare di una piccola casa editrice. Nel passato anche una rivista sui mass media

A prima vista non sembra che fare l’editore in Terra d’Otranto sia così diverso dal farlo in altre parti d’Italia. Stando alle statistiche, infatti, il Salento conta un altissimo numero di case editrici locali e un numero di pubblicazioni che non ha pari in altre province italiane, e questo nonostante la posizione periferica, non solo rispetto a Roma o a Milano, ma anche a Bari.
Sembra questo un paradosso per via anche del gap economico esistente tra noi e moltissime altre aree del nostro paese, ma così non è perché la gran parte delle case editrici locali non guardano al mercato, d’esso quasi sempre se ne impipano, per cui i due aspetti strettamente collegati fra loro, quello della produzione e quello della distribuzione, non vengono tenuti minimamente presenti.
Nell’era del digitale pubblicare è, certamente, operazione più semplice ed economicamente più vantaggiosa rispetto a quanto avveniva una ventina d’anni addietro, quando si cominciava a parlare, in verità con un  certo scetticismo, di desktop publishing, ovvero della possibilità, tramite un computer ed una stampante, di “poter fare un libro in casa”.
Oggi, se un autore vuole avere il piacere di vedere pubblicato il proprio lavoro, basta che si rivolga ad una delle tante aziende specializzate nel print on-demand (che sarebbe poi l’attualizzazione della “stampa conto terzi”): queste, pur editando libri con tanto di sigla, non occupano alcun posto nel mercato, per la tiratura talmente ridotta da non consentire al prodotto di essere distribuito.

A queste, bisogna aggiungere quelle che stampano per conto delle pubbliche amministrazioni o per l’Università che non sentono la necessità di diffondere il prodotto per due ordini di motivi: perché il rientro è garantito alla fonte e perché la pubblicazione è molto specialistica o localistica che non troverebbe spazio nelle librerie (si pensi per un attimo alle pubblicazioni scientifiche o alle monografie sul personaggio illustre del paese).

Diverso è il discorso per quelle aziende editoriali che devono confrontarsi con i potenziali lettori, e quindi con il mercato e con i problemi legati alla scelta dell’argomento e del titolo, alla produzione e alla tiratura e, ultimo anello, ma certamente non meno importante, alla presenza in libreria e quindi alla distribuzione. Da qui, la necessità di intercettare il gusto del lettore, pensando e proponendo un prodotto capace di calamitare la sua attenzione, di attrarlo, tanto per il tema, quanto per la qualità estetica.

Mi si chiederà, voi, come casa editrice che non pubblica romanzi, poesie, volumi che non guardano a particolari nicchie di mercato, come vi muovete? Puntando a diventare leader nel settore delle pubblicazioni turistiche e in quelle legate alla storia del Mezzogiorno, uscendo grosso modo con un titolo al mese, commissioniamo agli autori il lavoro da realizzare e acquistiamo i diritti dell’opera: dopo di che pubblichiamo e arriviamo in libreria, in edicola, nei bookshop di tutta l’Italia del sud, attraverso una capillare distribuzione. Non è una novità che siamo presenti in tutti gli angoli del Sud, soprattutto in estate: i nostri volumi, e le guide turistiche in particolare, sono presenti dappertutto, da Otranto a Palinuro, da Caserta a Leuca, da Reggio Calabria a Vieste.

Gran parte della nostra produzione, come è ormai noto, anche se la presenza nel Salento e in Puglia è notevole, non è più legata al territorio. Di recente, ad esempio, siamo usciti con Roma e Città del Vaticano di Gianluigi Guiotto, un giornalista milanese che ha un’antica collaborazione con la nostra azienda, e Il Mediterraneo nella cartografia ottomana, di Vito Salierno, uno dei maggiori islamisti italiani, un volume nel quale compaiono molte carte dell’ammiraglio turco Piri Reis (l’autore della presunta mappa dell’Antartide, prima ancora che quel continente venisse scoperto), che abbiamo avuto il piacere di pubblicare per la prima volta in Europa. E questo per non dire di Antichi popoli del Mediterraneo di Pierluigi Montalbano, un studioso della preistoria di Cagliari, o di La navigazione nel mondo antico di Orazio Ferrara, uno storico di Sarno, o di Atlantide e le Colonne d’ Ercole di Rosario Vieni, un filologo grossetano.

Federico Capone

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