Puglia terra incantevole, con una luce meravigliosa ma scoperta da poco/Winspeare: il set più bello del mondo
Ecco perché il Suo cinema s’inserisce tra cosmopolitismo e tradizionalismo.
A volte, mi tacciano di entomologia salentina come se mi interessassi dei coleotteri del Capo di Leuca. Invece, per me, raccontare questo villaggio è raccontare il mondo: diventa metafora. Perciò è vero che in parte sono stato aiutato da una famiglia cosmopolita. Sono salentino, cresciuto qui, ma in casa parlavamo più lingue (mia madre e mio padre stranieri), ho vissuto molto all’estero e per questo apprezzo profondamente il Salento.
Infatti la critica la elogia per la sua introspezione, eleganza, finezza, ma cosa rappresenta per lei il paesaggio pugliese?
Racconta la storia dei pugliesi, perché non è selvaggio, ma plasmato dal lavoro di “formiche di Puglia” come diceva Tommaso Fiore, quindi commovente e sintesi di Mediterraneo. Lo fa anche il paesaggio urbano, che racconta di rocce, “i cuti”, la pelle di cuoio dei contadini del Capo, i pescatori. I neri capelli delle donne sono inizio dell’“Ora di tutti” di Maria Corti. La dolce parlata leccese è la lingua più bella del mondo. Quando era poco nota al resto d’Italia, era affascinante come un’isola. Arrivavi al Capo di Leuca e la gente ti salutava: “Buona espera”. Il griko, tutto è molto affascinante. Don Grazio Gianfreda, il custode del mosaico di Otranto, sosteneva che il centro del mondo fosse quel luogo, punto d’incontro tra realtà latina e greca, esistendo un limes tra cultura occidentale ed orientale, fra Nord e Sud, dove è il sogno bottaiano di Carlo Magno. C’è un fondo di verità in ciò: il centro è dove ami, sono gli affetti, la terra. Importante è saper amare.
Cosa vuol dire “miracolo” nella sua vita?
È il miracolo quotidiano delle piccole cose. Sono credente. Se uno ha occhi per vedere e per sentire, miracolo è svegliarsi la mattina e vedere la propria figlia dormire e pensare: “Questa l’ho fatta io cu mugghierima”. Ma senza sdolcinatezze, mia madre, molto concreta, diceva: “Il fatto che qui ci siano i limoni, le mele d’Ungheria è un miracolo, ma anche la neve, gli agenti atmosferici, il mare: tutto è miracolo straordinario”. Bisogna saper contemplarlo, avere lo smalto poetico e allenarsi in questo.
Quali sono i suoi prossimi progetti in Puglia?
Un piccolo film, intitolato “La grazia di Dio”, le cui riprese inizieranno ad aprile.















