Pubblicato in: Gio, Nov 14th, 2013

Pupari Salentini/Lu Chiccu Curtu e lu Turdu Muzzu

La tradizionale fiera di Santa Lucia a Lecce.

Anche quest’an­no il periodo natalizio offrirà ai leccesi ed ai turisti che affol­leranno la nostra provincia, la possibilità di dedicarsi al vivace mondo delle crea­zioni artigianali. Le stradine dei centri storici salentini nel periodo natalizio sono gremite di luminarie colora­te, decorazioni che conce­dono al paese un’atmosfera magica.  Il centro storico di Lecce, facendo tesoro di un’antica tradizione, si trasforma in un’accogliente e spettacola­re città che, per certi versi, nonostante la crisi imperan­te, è in grado di far sognare grandi e piccini.

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Anonimo Puparo, figura presepiale, inizi sec. XIX, creta, Monteroni, collezione  A. Chirizzi

In questo periodo, infatti, era allestita a Lecce la fiera detta dei Panieri di Santa Lucia, che si teneva, solitamente, dal 5 dicembre al 6 gennaio lungo via Marconi. Questa fiera si svolgeva in onore di Santa Lucia ed è una ricorrenza particolarmente partecipata dai leccesi, al punto che vale ancora il detto “non c’è Natale senza la fiera di Santa Lucia”. La Fera, così come i leccesi la indicano, è ancora oggi un mercato dedicato alle figure presepia­li, realizzate dai cosiddetti pupari, artigiani che eseguono le proprie opere in terracotta o in cartapesta.

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Anonimo Puparo, figura presepiale, inizi sec. XIX, creta, Monteroni, collezione  A. Chirizzi

I pupari sono artigiani di pro­fessione o semplici appassio­nati che, utilizzando la creta, realizzano tanti tipi di figure: folletti, magi, streghe ed al­tro. Un’importanza rilevante ha avuto la presenza di gran quantità di banchi argillosi nell’intera provincia salentina che ha consentito l’afferma­zione di questa tradizione, grazie al basso costo dei materiali. I pupi sono delle graziose figurine di creta che popolano ancora oggi i presepi tradizio­nali e che si possono colle­gare alle antiche terrecotte popolari create per gioia di chi non poteva permettersi addobbi di valore. I primi pupi furono creati dalle abili mani dei barbieri leccesi ver­so la metà del XIX secolo.

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Anonimo Puparo, figura presepiale, inizi sec. XIX, creta, Monteroni, collezione  A. Chirizzi

I figari salentini, infatti, nel periodo natalizio trasfor­mavano le loro botteghe in autentici laboratori di terracotta o di cartapesta. In questi laboratori, tra un taglio di capelli ed una barba appena rasata, nei momen­ti di ozio, modellavano figurine in terracotta che non potevano essere considera­te al pari di quelle realizzate dai veri e propri cartape­stai. Alcu­ni pupi si presenta­vano con casacche e furono realizzati, solo per citarne alcuni, da Francesco Cosma, alias Chiccu Curtu (lo stesso abbandonò il mestiere di barbiere per dedicarsi com­pletamente alla realizzazione di pupi caricaturali), da Luigi Guerra, alias Turdu Muzzu, e da Angelo Raffaele De Augustinis, alias Lu Chitar­raru; altri rivestiti di seta o in stoffa di un certo pregio furono realizzati dal maestro Francesco Calabrese, alias Chiccu Pierdifumu.

Giuseppe Mancarella

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