Pupari Salentini/Lu Chiccu Curtu e lu Turdu Muzzu
La tradizionale fiera di Santa Lucia a Lecce.
Anche quest’anno il periodo natalizio offrirà ai leccesi ed ai turisti che affolleranno la nostra provincia, la possibilità di dedicarsi al vivace mondo delle creazioni artigianali. Le stradine dei centri storici salentini nel periodo natalizio sono gremite di luminarie colorate, decorazioni che concedono al paese un’atmosfera magica. Il centro storico di Lecce, facendo tesoro di un’antica tradizione, si trasforma in un’accogliente e spettacolare città che, per certi versi, nonostante la crisi imperante, è in grado di far sognare grandi e piccini.
Anonimo Puparo, figura presepiale, inizi sec. XIX, creta, Monteroni, collezione A. Chirizzi
In questo periodo, infatti, era allestita a Lecce la fiera detta dei Panieri di Santa Lucia, che si teneva, solitamente, dal 5 dicembre al 6 gennaio lungo via Marconi. Questa fiera si svolgeva in onore di Santa Lucia ed è una ricorrenza particolarmente partecipata dai leccesi, al punto che vale ancora il detto “non c’è Natale senza la fiera di Santa Lucia”. La Fera, così come i leccesi la indicano, è ancora oggi un mercato dedicato alle figure presepiali, realizzate dai cosiddetti pupari, artigiani che eseguono le proprie opere in terracotta o in cartapesta.
Anonimo Puparo, figura presepiale, inizi sec. XIX, creta, Monteroni, collezione A. Chirizzi
I pupari sono artigiani di professione o semplici appassionati che, utilizzando la creta, realizzano tanti tipi di figure: folletti, magi, streghe ed altro. Un’importanza rilevante ha avuto la presenza di gran quantità di banchi argillosi nell’intera provincia salentina che ha consentito l’affermazione di questa tradizione, grazie al basso costo dei materiali. I pupi sono delle graziose figurine di creta che popolano ancora oggi i presepi tradizionali e che si possono collegare alle antiche terrecotte popolari create per gioia di chi non poteva permettersi addobbi di valore. I primi pupi furono creati dalle abili mani dei barbieri leccesi verso la metà del XIX secolo.
Anonimo Puparo, figura presepiale, inizi sec. XIX, creta, Monteroni, collezione A. Chirizzi
I figari salentini, infatti, nel periodo natalizio trasformavano le loro botteghe in autentici laboratori di terracotta o di cartapesta. In questi laboratori, tra un taglio di capelli ed una barba appena rasata, nei momenti di ozio, modellavano figurine in terracotta che non potevano essere considerate al pari di quelle realizzate dai veri e propri cartapestai. Alcuni pupi si presentavano con casacche e furono realizzati, solo per citarne alcuni, da Francesco Cosma, alias Chiccu Curtu (lo stesso abbandonò il mestiere di barbiere per dedicarsi completamente alla realizzazione di pupi caricaturali), da Luigi Guerra, alias Turdu Muzzu, e da Angelo Raffaele De Augustinis, alias Lu Chitarraru; altri rivestiti di seta o in stoffa di un certo pregio furono realizzati dal maestro Francesco Calabrese, alias Chiccu Pierdifumu.
Giuseppe Mancarella


















