Pupari Salentini/Pelo e contropelo: la satira dei barbieri
Le caricature di Gaetano Podo e di Pippi Rossi.
Anonimo Puparo, figura presepiale, inizi sec. XIX, creta, Monteroni, collezione A. Chirizzi
La presenza di numerosi banchi argillosi nella provincia di Lecce e l’affermarsi dell’utilizzo della cartapesta consentì l’affermazione della statuaria salentina già dalla prima metà dell’Ottocento. L’avvento della personalità artistica del Surgente con la sua bottega e i suoi allievi diedero alle statue, realizzate con la cartapesta o con la creta, la dignità di opera d’arte dei manufatti realizzati da quelle abili e sapienti mani. Nella prima metà dell’Ottocento si passò alla figura del cartapestaio e fiorì prettamente a Lecce la figura del barbiere-puparo.
Anonimo Puparo, figura presepiale, inizi sec. XIX, creta, Monteroni, collezione A. Chirizzi
Si tratta di una tipologia di artigiani che, grazie al basso costo della creta, si attrezzò per realizzare delle statuette o “pupi” per raggranellare qualche spicciolo in più, nei momenti di stanca o di mancato lavoro, facendo della creta un elemento atto ad abbellire i tradizionali presepi salentini. L’esistenza di fiere specializzate per la vendita dei pupi, quali la Fiera di Santa Rini e i Panieri di Santa Lucia che si tenevano in concomitanza con l’inizio dell’Avvento, favorì anche lo sviluppo di questa branca dell’artigianato che non poteva competere con quei cartapestai che avevano un minimo di preparazione e d’istruzione artistica. Esiste tuttora il luogo comune che i saloni da barba siano luoghi di pettegolezzo, d’ilarità e di sarcasmo; le barberie, infatti, per loro natura erano luoghi di ritrovo per uomini, dove si poteva socializzare e criticare le personalità più in vista della politica e della cultura.
Anonimo Puparo, figura presepiale, inizi sec. XIX, creta, Monteroni, collezione A. Chirizzi
Nascono proprio in questi luoghi le prime statuette in terracotta caricaturali che in parallelo fecero fiorire una quantità di ‘ngiuri, o soprannomi, che furono affibbiati agli stessi artigiani. Nel corso del XIX secolo, infatti, operarono lu Chiccu Curtu, lu Chiccu Pierdifumu, Luciano Fimmineddra, Mesciu Pate ra, Don Alfonso, Pippi Rossi e tanti altri. La caricatura e la satira, quindi, nel clima di fermenti politici che attraversò tutto il XIX secolo, furono in parte tollerate dalla censura imposta dal sistema borbonico imperante; motivo per il quale i barbieri, quindi i pupari salentini, si sbizzarrirono con semplicità e forse con l’unica arma in loro possesso, a creare delle caricature simpatiche e accattivanti. La satira si radicò talmente nel sostrato culturale salentino che non a caso, proprio agli inizi del Novecento, si tenne la Mostra della caricatura leccese.
Anonimo Puparo, figura presepiale, inizi sec. XIX, creta, Monteroni, collezione A. Chirizzi
La mostra fu inaugurata a Lecce il 14 giugno 1908 e in questo contesto furono esposte gran parte delle caricature realizzate dal noto puparo Gaetano Podo (1832-1888): l’Intendente Sozy Carafa, il Duca Castromediano, il Duca di Satriano, Nicola Laviano, il Duca Guarini, l’Avvocato Benedetto Bodini (quest’ultimo fu avversario del Castromediano e borbonico convinto), il sacrestano Andrea De Blasi (amico dei patrioti leccesi al quale si affidavano documenti compromettenti dei patrioti, per essere nascosti negli incavi delle statue o dietro i dipinti della chiesa dei Teatini), Pietro Cavoti, Don Ortensio, l’Avvocato Giovanni Losavio. Tra i pupari-caricaturisti più famosi, si deve inoltre annoverare anche Pippi Rossi (1862-1942), del quale si conservano alcuni suoi lavori nel Circolo Cittadino di Lecce: il Preside Grua, il Prof. Carmelo d’Onofrio, l’Onorevole Francesco Manfredi, l’Avvocato Oronzo Gasparro e l’Ingegner De Francisci, il Professor Ferruccio Scandellari, il Professor Panzera, il Professor Salvatore Gaetani, il Barone Basalù, Domenico Lazzaretti, il Professor Stanislao Sidoti, l’Avvocato Giuseppe Misurale, il Commendator Petrachi, l’Avvocato Carlo Rossi, il Professor Cosimo De Giorgi e il Maestro Prete.
Giuseppe Mancarella



















