Quale futuro per i cattolici italiani?/I Laici: testimoni nascosti della presenza di Dio
Società in evoluzione/Cristiani più significativi.
LA PATENTE: Chi rilascia quella del “Cristiano” ad una persona, ad una comunità, ad un Paese? Chi sono oggi coloro che, fedeli alla Chiesa, continuano a diffondere il messaggio del Vangelo?
Ottorino Forcignanò: Il fascino di modelli veicolati da vecchi e nuovi media
l’Italia è un paese cattolico. Lo dimostra il fatto che la comprovata latitanza dello stato nel campo dell’assistenza è colmata dai forti interventi della Chiesa e del volontariato, delle associazioni di ispirazione cristiana. Non solo, ma il senso di appartenenza alla nostra religione ha una forte connotazione identitaria, anche se si manifesta in forme diverse da quelle del passato, caratterizzate da una quotidiana pratica religiosa, certamente oggi quasi impossibili nella frenetica vita moderna. Chiese vuote? Non mi risulta, se considero la grande partecipazione alla messa domenicale o quella ai grandi eventi.Limitata? Certo, ma pur sempre un dato su cui riflettere, esprimente un bisogno del sacro. Tuttavia, di contro alla cultura cattolica, fondata sul solidarismo, il rispetto della persona e dei diritti sociali, è innegabile l’ espandersi di una cultura ad essa antitetica , pilotata da lobbies economiche e politiche che, in nome del profitto, diffonde modelli di vita basati sull’individualismo sfrenato, sulla competizione, sul successo effimero, di disvalori che minano alla base la convivenza sociale, a cominciare dalla famiglia. Modelli veicolati potentemente da vecchi e nuovi mezzi di comunicazione. E al cui fascino non si sottraggono gli stessi cristiani. Vacillano i comportamenti, il relativismo etico pervade la società. Domandiamoci, però, come Chiesa e come cristiani se i messaggi della nostra comunicazione sono altrettanto forti e potenti , e se le nostre comunità annunciano il Vangelo con inequivocabile testimonianza, se danno ragione della speranza su cui si fonda la nostra fede, se siamo capaci di essere “il sale della terra”.
Massimo Vergari: Il coraggio del futuro con il Vangelo nel cuore
Viviamo in un Paese dove molti si dichiarano cattolici, ma non sembrano vivere essenzialmente da cristiani.
I principi religiosi morali e sociali promossi dalla Chiesa cattolica trovano forti risposte in espressioni legate alla pietà popolare onella disaffezione alla partecipazione. Sembra insinuarsi una dimensione di cattolicesimo legata ad una concezione privata, relativista e spesso contaminata da interpretazioni ireniste e sincretiste, incauto contagio delle numerose culture presenti nelterritorio. Esiste però un laicato che vuole avere il coraggio del futuro, non esitando a portare il fermento del Vangelo nel tessuto delle relazioni umane, delle Istituzioni e nei nuovi luoghi della globalizzazione. Un coraggio che deve testimoniare coerenza soprattutto nei momenti delle scelte determinanti per la tutela del bene di tutti.
Vincenzo Pitotti: Gli italiani vanno a messa cinque volte in più dei francesi
L’Italia è ancora un paese cattolico, ma in modo del tutto particolare, all’italiana per l’appunto. In sintesi è questa la tesi che emerge dalla ricchissima ricerca fatta dal sociologo torinese Franco Garelli, pubblicata nei mesi scorsi dalla casa editrice Il Mulino con il titolo Religione all’italiana. L’anima del paese messa a nudo.
Rispetto ad una precedente indagine fatta insieme ad altri studiosi nel 1995, Garelli dimostra che la situazione non è cambiata di molto: l’82,7% degli italiani continua a credere in Dio, anche se il 36,8% crede con dubbi. Il 32,5% prega almeno una volta al giorno, il 26,5% dichiara di andare a Messa tutte le settimane e il 42,3% afferma di andarci almeno una volta al mese. Quasi l’80% degli italiani si considera cattolico, mentre il numero degli atei e agnostici, non aumenta da vent’anni.
Commentando l’indagine di Garelli, il Direttore del CESNUR Massimo Introvigne, fa notare che gli italiani dichiarano di andare a Messa cinque volte più dei francesi e, al contrario, quasi tre quarti dei nostri connazionali non rispettano il precetto domenicale. Tuttavia è innegabile la maggiore tenuta della Chiesa Cattolica in Italia rispetto agli altri grandi Paesi europei.
Con questo non si vuol far intendere che possiamo dormire sonni tranquilli. Il processo di secolarizzazione-scristianizzazione purtroppo continua, ma nonostante questo gli italiani, numeri alla mano, non rifiutano le loro radici cattoliche.
Anna Maria Fiammata: C’è un cattolicesimo reale fatto di donazione gratuita
La domanda se l’Italia sia o no ancora un paese cattolico sottintende la presenza di valori religiosi condivisi e importanti per una visione politica e spirituale della vita che sia cristianamente orientata. Vi è però una dimensione “a priori” che è quella etica, la quale pre-cede il riconoscersi in un credo religioso. Se l’amore per la giustizia o il rispetto per la dignità umana non sono valori in cui si declina la formazione di persone libere e responsabili, il credo religioso si trasforma, come è accaduto, in una inutile quanto dannosa etichetta, usata per nascondere azioni e comportamenti ingiusti. La realtà italiana ci mostra una sistematica e scientifica erosione dei diritti umani. Vi è però anche un cattolicesimo reale, nel quale si riconoscono persone che praticano l’amore gratuito seppure tra mille difficoltà, pur consapevoli che il loro agire non darà loro alcun guadagno economico, né sarà di particolare attrattiva per il consenso del grande pubblico che è la platea “degli altri”.
Gialma Carlà: Fa rumore il silenzio di chi vive con coerenza
Sono milioni gli italiani che sentono forte il richiamo della fede nel Signore secondo la tradizione della Chiesa Cattolica, in moltissimi casi in modo silenzioso la vivono coerentemente, nella maggioranza delle loro case non nascondono i segni del sacro e alla fede legano i momenti forti della loro vita, nella sofferenza e nella morte si affidano alla misericordia di Dio con fiducia e abbandono. Tutti bisognosi di perdono guardano ancora ad una Chiesa comunità accogliente e sanno riconoscerne sul suo volto per quanto sfigurato dalle malefatte dei suoi figli la dolcezza di un sorriso di madre.
Della religiosità secondo la tradizione cristiana cattolica maggioritaria tra gli italiani ne sono convinti gli editori e i direttori dei grandi giornali popolari, anche quelli che trattano di gossip, mai mancano infatti di inserire nell’impaginazione articoli a sfondo religioso molto ben fatti anche dal punto di vista dottrinale.
Certamente il tempo dello stato confessionale è ormai passato da un pezzo, come singoli e come comunità cristiane dovremo fare a meno dei sistemi di protezione ma certamente ne guadagneremo in libertà e in autenticità. La caduta dello Stato Pontificio non fu seguita dalla fine della Chiesa cattolica ma dalla sua massima espansione e influenza.
– Continua…















