Quale futuro per i cattolici italiani?/I Religiosi: un diffuso bisogno di spiritualità
Società in evoluzione/ “Non temere piccolo gregge!”
LA MISSIONE/Niente spot pubblicitari per accrescere il numero degli adepti, niente caccia ai primi posti e ai privilegi, né autoadulazioni, ma lavoro umile, solidale, fraterno perché l’umanità “abbia la vita in abbondanza”. Vinceranno i cristiani che faranno propria la prassi di Gesù: “io sono in mezzo a voi, come colui che serve”.
Silvano Fiore: “Il fervore è diminuito c’è bisogno di più fede”
Dinanzi al male che dilaga spaventosamente molte volte, spontaneamente, ci poniamo questa domanda. Rispondere non è facile perché spesso ci diciamo cattolici ma non sempre ci comportiamo da tali».
L’Italia è cristiana?
Dovremmo rispondere subito di sì. Ma, essendo realisti, possiamo certamente affermare che non abbiamo più lo stesso fervore che ebbero i primi cristiani, pronti a morire per far trionfare la verità della loro fede. Sono tante le prove alle quali l’uomo, nel corso della sua vita, è chiamato e anche al più agnostico è data la certezza della speranza. Rammentiamo l’invito di Pietro: Signore aumenta la mia fede!
Giovanni Capaccioni: “Dialogo fra le religioni e missione ad gentes”
Se i cattolici non diventeranno parte di un sistema arcaico e obsoleto entreranno nel futuro delle generazioni. Le strade che si aprono sono semplici e percorribili: dialogo tra religioni e missione. Non è detto che tutti i cattolici vogliano il dialogo. Teoricamente si può usare un linguaggio irenico, conciliante unito a una prassi che esclude il diverso religioso e culturale. È paura o affermazione dell’unicità della propria religione con esclusione di ogni altra? Per chi dialoga c’è futuro, perché raggiunge con la propria vita e il proprio spirito le radici delle altre religioni che sono pure strade verso Dio. La ricerca dei sentieri dello Spirito ci conduce per vie misteriose e sempre nuove. La Chiesa italiana traccia cammini di ampio respiro che poi si restringono a imbuto in una prassi o personalistica o arcaica. Parte di cattolici italiani riuscirà, anche se a fatica, a percorrere strade nuove confortati dalle parole di Gesù: “non temere piccolo gregge !”.
Andrea Ficcadenti: “Un domani arduo ma ricco ed entusiasmante”
Nonostante le ombre della secolarizzazione si registra un diffuso bisogno di spiritualità, specialmente da giovani e giovani famiglie. Come non vederlo ? Le molte richieste che bussano alle nostre porte lo testimoniano e il fare per rispondervi ci sfinisce; ma ci obbliga a non trascurare lo stare con Gesù. Ecco il compito arduo: essere cattolici fedeli, di qualità, nella continua conversione senza cedere a ideali illusori e deludenti che causano nuove ombre, come la cronaca tristemente conferma. Ed ecco il compito entusiasmante: portare Dio. Sono i testimoni di Dio i benefattori della società per un nuovo umanesimo (che tuteli vita, famiglia, poveri…) e per le necessarie opere sociali. Occorre affrontare il futuro con una solida formazione, innanzitutto religiosa, perché la società, e la nostra Italia, risplenda di nuova luce di Dio in tutti i suoi ambiti. Non è un futuro arduo ed entusiasmante?
Giovanni Grimaldi: “Fa rumore il silenzio di chi vive con coerenza”
Il Papa Paolo VI a proposito dell’impegno per la pace disse: “La pace è nelle tue mani”. Lo stesso si deve dire per il futuro dei cattolici italiani: “Il futuro è nelle tue mani”. I cattolici italiani sanno di essere cristiani ed esprimono in vari modi questa loro dignità, ma non hanno coscienza di “essere anche loro” la Chiesa insieme al papa, ai vescovi e ai preti. Ecco l’origine del disimpegno. Ma, ahimè, alcuni oltre allo stare a guardare che la casa brucia, danno perfino zelante aiuto all’autore dell’incendio! Il popolo italiano ricco di mille doti e risorse (spesso ammirate e invidiate) le potrà impiegare solo se acquista la coscienza di vivere in una Famiglia, la grande Famiglia di Dio, La Chiesa. Non sta più con le mani in mano a guardare o a criticare, ma si sbraccerà, suderà per la difesa, la crescita e l’onore di “Casa sua”. E capirà finalmente la gioia e l’orgoglio di essere cristiano e cattolico.
– Continua…















