Quale futuro per i cattolici italiani?/Le Religiose: tornare al Concilio
LA CONVERSIONE/Libertà e semplicità non sono sinonimi di superficialità o di incapacità di compiere analisi puntuali. Sono piuttosto il risultato di un cuore purificato, illuminato dalla sapienza che viene dall’alto e vivificato da un amore “altro”: l’agape.
Suor Luisa Guerrieri/Memoria profetica nel segno della speranza
Essere cattolici sempre, in ogni situazione, in ogni circostanza, in ogni stagione della vita.
In un convegno tenuto a Treviso, nel lontano, 20 gennaio 2007, suor Marcella Farina, tra l’altro affermava… Il bene comune oggi: un impegno che viene da lontano, e che segnala due esigenze convergenti nel servizio al Paese: riconoscere l’apporto fondamentale offerto dai cattolici alla costruzione della vita sociale italiana; offrire un contributo progettuale nella costruzione del futuro. È l’elaborazione di una memoria profetica nel segno della speranza. Infatti, vi è un capitale di idee, di progetti e di esperienze da accogliere, ripensare e valorizzare. È indispensabile raccordare il messaggio evangelico con le grandi istanze e problematiche emergenti a livello socio-culturale. Il punto d’incontro è la persona umana nella sua identità e dignità di creatura fatta ad immagine di Dio, pienamente rivelata in Cristo. Non si può essere cattolici ad intermittenza, ma nella continuità, nella regolarità nella costanza ferrea e nella coerenza evangelica del “sì, sì; no, no”.
Comunità Benedettine/Rifuggire dai ritualismi e cercare i poveri
Un futuro che passa per la povertà intesa come estasi, uscita da sé, vero cammino pasquale. Un futuro abitato dalla lode e dalla bellezza del silenzio.
Il nostro futuro ha passi di corsa come quelli di Maria di Nazaret e di Maria di Magdala. L’amore non sopporta indugi, ripiegamenti. È un annuncio destinato ad essere affidato a gesti che traducano il futuro d’amore per tutti: “allora Dio tergerà ogni lacrima dai loro occhi” (Ap.21,4 ). obbiamo impararea non distogliere lo sguardo dalle lacrime degli affaticati e degli oppressi di oggi e a tergerle, con delicatezza, avvicinandoci, ma dobbiamo anche …imparare ad accogliere sul nostro volto la mano dell’altro che ci dona un segno di tenerezza e di speranza. quando il buio e il dolore segnano la nostra vita. L’altro che, spesso senza saperlo,diviene segno della misericordia di Dio per noi! Imparare l’umiltà di salvati che ripongono tutta la loro speranza nel il nome di Gesù Signore. Ascolto, gioia della fractio panis rifuggendo dalla ricerca di ritualismi che soddisfano il nostro “gusto religioso” alternando riproposizioni nostalgiche ad innovazioni confuse, improprie ed arbritarie.
Suor Delia Olita/Il secolarismo minaccia il senso della vita
Lo Spirito di Dio rinnova la faccia della terra, sarà lo Spirito, in questa tappa della storia della chiesa e dell’umanità, a orientare e rinnovare il volto della vita consacrata.
Nell’oggi della nostra storia stiamo assistendo ad un processo di secolarizzazione che minaccia di snaturare il senso della vita consacrata. Il futuro della vita religiosa, però, non è deciso dai vari eventi storici, dal successo ma dalla fede salda in Dio, dalla sequela di Gesù, Figlio di Dio incarnato, nello stile della povertà, castità, obbedienza, nella comunione con
la chiesa per testimoniare la santità di Dio e proclamare il Vangelo ai fratelli con la parola e le opere. è Gesù il fondamento, la sorgente della vita consacrata. Nelle tante forme della vita consacrata l’impegno costante è quello di rimanere con Gesù, sentirlo presente, vivo nel cuore con la sua tenerezza, la sua misericordia, il suo perdono. E allora “Non temete”, “Perché avete paura”?, “Non avete ancora fede?”. E veramente non c’è da temete perché se è vero che lo Spirito di Dio rinnova la faccia della terra, sarà lo Spirito che, in questa tappa della storia della chiesa e dell’umanità, a orientare e rinnovare il volto della vita consacrata.
Serve del Cuore Immacolato/Cambiare il mondo iniziando da se stessi
Il grido di tanti laici che chiedono di essere aiutati e soprattutto chiedono una buona formazione umana e spirituale.
E’ una domanda che all’impatto scuote e fa riflettere, dando vita ad un’altra domanda : quale futuro ci aspettiamo? Spesso dimentichiamo che ciò che prepara il futuro è l’attimo presente, quello che io oggi vivo e come lo vivo. Allora sentiamo nel cuore nostro, il grido di tanti laici che chiedono di essere aiutati, prima nella conoscenza personale di Colui che li ama, e aiutati soprattutto in una buona formazione umana e spirituale. Ognuno di noi prepara il suo futuro, e dei laici ben formati potranno cambiare il futuro di un mondo a partire dal luogo in cui il Signore li chiama a operare semplicemente col dare testimonianza della propria vita.
– Continua…















