Pubblicato in: Lun, Set 24th, 2012

Qualità della vita a Lecce/Gianni Ippoliti/Consegnamo ai turisti il Barocco oltraggiato

Qual è stata la prima immagine di questa terra che ha in men­te?

Quella di un water abbandona­to nel bel mezzo di uno spettacolare uliveto; questa scena consegna al turista che viene qui per la prima volta un devastante contrasto tra la bellezza e l’orrore. Di Lecce, inve­ce, oltre agli igienici, ricordo anche pezzi di amianto e ferri nelle zone periferiche. Ogni anno sento parlare di “inasprimento della lotta contro gli zozzoni”, che lasciano ovunque i mozziconi di sigaretta, ma mi chie­do: tutte le migliaia di persone che abbandonano bottiglie per strada sono state sanzionate? Se sì, quante? La bottiglia è utilizzata nella pratica di tre sport, molto diffusi qui. Si spieghi meglio…

Anzitutto c’è l’appoggio della bottiglia sul cornicione del monu­mento; il secondo sport è la spac­catura a terra e infine vi è il lancio della bottiglia, che si effettua prin­cipalmente in periferia, dove c’è la vegetazione, così che il terreno pos­sa attutire il colpo ed essere abbellito da un prato di bottiglie.

Cosa si dovrebbe fare?

Questi comportamenti sono un attentato all’immagine del territo­rio, andrebbero perseguiti, oltre che con una multa, anche con una causa. Basti vedere cosa rimane in piazzetta S. Chiara, sede di bivacco, la matti­na successiva alle serate di movida. Raccogliere un supplemento di rifiuti per strada comporta anche un costo sociale, perché di fatto siamo noi a pagare i netturbini. Se un ticket per il parcheggio è scaduto da pochi minu­ti, il cittadino non ha scampo, perché il Comune ha bisogno di fare cassa; per questi atti invece non si muove un dito, ma sono molto più dannosi e sarebbe utile per tutti rimpinguare le casse comunali sanzionando chi deturpa il paesaggio. Se invece c’è la lobby degli zozzoni, che sono po­tenti e intoccabili, è un altro discor­so. Propongo di fare un censimento e inserire, accanto alla dicitura del genere M/F, anche la Z di zozzone: almeno capiamo quanti sono! Ho consigliato anche al sindaco Perrone a eleggere nelle varie circoscrizioni la persona più pulita, ed esentarla dal pagamento della Tarsu, per­ché magari pulisce anche il marciapiede ed è una persona che va premiata.

Deve starle molto a cuore la faccen­da degli “zozzoni”…

Io voglio vedere la faccia dello zozzone, voglio poter guardare i suoi occhi e capire quali problemi ha, magari aiutarlo in qual­che modo. Ormai in tutte le interviste mi ri­trovo a parlare solo di questo, sta diventan­do un’ossessione. Mi piacerebbe diventare sindaco o pubblico ufficiale per fare le mul­te personalmente, come feci a Roma. Per citare un esempio, in una strada tra Campi e Trepuzzi da ben 6 anni ci sono sempre gli stessi copertoni bruciati. Poi vorrei chiede­re ad ogni cittadino: quando passi davanti al monumento appena restaurato e lo vedi imbrattato di scritte incomprensibili, non ti dà fastidio?

Fino a che punto la promozione turi­stica di questi luoghi torna a vantag­gio dei salentini, o piuttosto agevola pochi imprenditori che assorbono tutte le ricchezze?

Il Salento potrebbe vivere di turismo e impiegare tanti disoccupati, ma manca una vera strategia di destagionalizzazione, perché alla Bit vengono mostrate sempre le stesse foto. La valorizzazione va a van­taggio di tutti, a patto che i comuni abbiano almeno una persona esperta in comunica­zione che sia capace di valorizzare il territo­rio, ed è questo il problema serio: da questo punto di vista siamo davvero arretrati.

Lei è diventato il “testimonial” del Salento. Cosa ne pensa?

Non è mia intenzione diventare testimo­nial, parlo soltanto del posto in cui vivo da anni e di cui ormai ho acquisito la cittadi­nanza.

Come ha trovato il carattere degli abitanti del luogo?

Sospendo il giudizio e lo rinvio al mo­mento in cui avrò visto una presa di coscien­za sul rispetto e la valorizzazione di questo bene. Bonifichiamo la zona andando a col­pire le tasche degli zozzi. Senza pietà…

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