Qualità della vita a Lecce/Gianni Ippoliti/Consegnamo ai turisti il Barocco oltraggiato
Qual è stata la prima immagine di questa terra che ha in mente?
Quella di un water abbandonato nel bel mezzo di uno spettacolare uliveto; questa scena consegna al turista che viene qui per la prima volta un devastante contrasto tra la bellezza e l’orrore. Di Lecce, invece, oltre agli igienici, ricordo anche pezzi di amianto e ferri nelle zone periferiche. Ogni anno sento parlare di “inasprimento della lotta contro gli zozzoni”, che lasciano ovunque i mozziconi di sigaretta, ma mi chiedo: tutte le migliaia di persone che abbandonano bottiglie per strada sono state sanzionate? Se sì, quante? La bottiglia è utilizzata nella pratica di tre sport, molto diffusi qui. Si spieghi meglio…
Anzitutto c’è l’appoggio della bottiglia sul cornicione del monumento; il secondo sport è la spaccatura a terra e infine vi è il lancio della bottiglia, che si effettua principalmente in periferia, dove c’è la vegetazione, così che il terreno possa attutire il colpo ed essere abbellito da un prato di bottiglie.
Cosa si dovrebbe fare?
Questi comportamenti sono un attentato all’immagine del territorio, andrebbero perseguiti, oltre che con una multa, anche con una causa. Basti vedere cosa rimane in piazzetta S. Chiara, sede di bivacco, la mattina successiva alle serate di movida. Raccogliere un supplemento di rifiuti per strada comporta anche un costo sociale, perché di fatto siamo noi a pagare i netturbini. Se un ticket per il parcheggio è scaduto da pochi minuti, il cittadino non ha scampo, perché il Comune ha bisogno di fare cassa; per questi atti invece non si muove un dito, ma sono molto più dannosi e sarebbe utile per tutti rimpinguare le casse comunali sanzionando chi deturpa il paesaggio. Se invece c’è la lobby degli zozzoni, che sono potenti e intoccabili, è un altro discorso. Propongo di fare un censimento e inserire, accanto alla dicitura del genere M/F, anche la Z di zozzone: almeno capiamo quanti sono! Ho consigliato anche al sindaco Perrone a eleggere nelle varie circoscrizioni la persona più pulita, ed esentarla dal pagamento della Tarsu, perché magari pulisce anche il marciapiede ed è una persona che va premiata.
Deve starle molto a cuore la faccenda degli “zozzoni”…
Io voglio vedere la faccia dello zozzone, voglio poter guardare i suoi occhi e capire quali problemi ha, magari aiutarlo in qualche modo. Ormai in tutte le interviste mi ritrovo a parlare solo di questo, sta diventando un’ossessione. Mi piacerebbe diventare sindaco o pubblico ufficiale per fare le multe personalmente, come feci a Roma. Per citare un esempio, in una strada tra Campi e Trepuzzi da ben 6 anni ci sono sempre gli stessi copertoni bruciati. Poi vorrei chiedere ad ogni cittadino: quando passi davanti al monumento appena restaurato e lo vedi imbrattato di scritte incomprensibili, non ti dà fastidio?
Fino a che punto la promozione turistica di questi luoghi torna a vantaggio dei salentini, o piuttosto agevola pochi imprenditori che assorbono tutte le ricchezze?
Il Salento potrebbe vivere di turismo e impiegare tanti disoccupati, ma manca una vera strategia di destagionalizzazione, perché alla Bit vengono mostrate sempre le stesse foto. La valorizzazione va a vantaggio di tutti, a patto che i comuni abbiano almeno una persona esperta in comunicazione che sia capace di valorizzare il territorio, ed è questo il problema serio: da questo punto di vista siamo davvero arretrati.
Lei è diventato il “testimonial” del Salento. Cosa ne pensa?
Non è mia intenzione diventare testimonial, parlo soltanto del posto in cui vivo da anni e di cui ormai ho acquisito la cittadinanza.
Come ha trovato il carattere degli abitanti del luogo?
Sospendo il giudizio e lo rinvio al momento in cui avrò visto una presa di coscienza sul rispetto e la valorizzazione di questo bene. Bonifichiamo la zona andando a colpire le tasche degli zozzi. Senza pietà…















