Pubblicato in: Lun, Set 24th, 2012

Qualità della vita a Lecce/Gianni Ippoliti/Consegnamo ai turisti il Barocco oltraggiato

DA PALAZZO CARAFA

LAMOSA: PRIMA IL LAVORO. POI LE INFRASTRUTTURE

Sicuramente sarò monotono, ma cito l’Articolo 1 della Costituzione: “L’Italia è una repubblica fondata sul la­voro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione”.

Se non c’è il “lavoro” come si fa a migliorare la qualità della vita dei disoccupati?

Da tempo mi occupo di economia, da venticinque anni iscritto all’Albo dei dottori Commercialisti di Lecce, mi sono prodigato nella ricerca, approfondimento della materia “Economia locale”. Ho creato molte aziende, ho cercato di impiantare strutture solide di attività commerciali.

Per molti anni ci sono riuscito, oggi mi vedo costretto a lanciare allarmi (vedi mio articolo apparso su Paese Nuovo Online “Morte del Commercio).

Oggi per migliorare la qualità della vita della nostra città bisognerebbe forse dividerlo in tre settori: 1) il settore del bisogno: Il lavoro; 2) il settore della qualità della vita, dove inserire le infrastrutture, i paletti, le palestre pubbliche, i contenitori di cultura (per questi si è già fatto tanto); 3) l’ambiente: parola difficile, bisognerebbe far sparire “Cerano”, tutte quelle case, strutture, ecc., che contribu­iscono alla crescita di “Tumori” sulla nostra città. Forse sembra un “Bollettino di guerra”, ma purtroppo devo dire quello che penso.

La città di Lecce è una città bella, storica, barocca, accogliente e imprevedibile. Tanto è stato fatto, tanto ci sarà da fare. La prima cosa “Il sociale”, dobbiamo aiutare i biso­gnosi, dobbiamo renderli uguali. Quindi più strutture ricettive per gli stessi. Bisogna creare il conforto permanente delle istituzioni: Chiesa – Scuola – Comune – Provincia – Regione – Stato. Se giro per Lecce, la prima cosa che guardo è l’elemosinante, chi dorme in stazione, chi ha perso le ragioni di vita, le vetrine dei negozi chiusi, la disperazione dei genitori verso i figli in cerca di occu­pazione.

Purtroppo, e dico purtroppo, se non miglioriamo questo, Lecce si vedrà sempre a due facce: bella fuori e brutta dentro. Ci vogliono risorse, idee e voglia di cambiare i fondi pubblici, erogando in maniera più attenta gli stessi. Ci vuole più “Regione Puglia”.

Pages: 1 2 3 4 5 6

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti