Qualità della vita a Lecce/Gianni Ippoliti/Consegnamo ai turisti il Barocco oltraggiato
MELICA: PUNTARE SUL SOCIALE, SUI GIOVANI E SUL TURISMO
Su cosa dovrebbe puntare Lecce per migliorare la qualità della vita dei sui cittadini? Sui servizi sociali, sui giovani e sul turismo
Servizi sociali. Tante le emergenze della nostra città, a cominciare da quella abitativa e del lavoro. I nuovi poveri, gli “impoveriti” che fanno la fila nelle mense, sono in aumento ed il Comune dev’essere al fianco dei suoi cittadini più bisognosi. Occorre predisporre, assolutamente, un piano di ampio respiro, con il quale l’amministrazione, una volta individuate le famiglie più bisognose, ossia quelle con figli e anziani a carico, supporti chi già opera nell’assistenza sociale (Caritas, terzo settore, altre Ong). È impensabile, oggi, per un comune come Lecce agire attraverso interventi diretti. L’importante è che ogni quartiere della città abbia dei punti di contatto e di assistenza. Una volta istituito siffatto Team del Sociale, sarà possibile agire sul lavoro, promuovendo percorsi di formazione specifica per chi è disoccupato.
Giovani. Occorre incentivare l’alta formazione professionale e quella all’estero, promuovendo partnership con chi già opera sul territorio, attingendo dalle linee di finanziamento europee. I giovani devono poter contare su progetti personalizzati capaci di abbinare, in una politica di prospettiva, lo studio al lavoro. Centrali, in questa politica, sono le scuole le quali devono poter contare sul supporto dell’Ufficio progetti internazionali ed europei del Comune.
Turismo. La parola d’ordine è destagionalizzare, favorendo il turismo proveniente dall’estero. Siamo al termine della stagione estiva e noto che molti commentatori – anche addetti ai lavori – rileggendo i dati delle presenze turistiche, si accorgono di come sia strategico per Lecce destagionalizzare, puntando sul turismo straniero. Senza falsa modestia, ma noi l’avevamo detto, scritto e ripetuto sino alla noia durante la campagna elettorale, fornendo anche numerose idee per giungere a tale risultato. È quasi sconvolgente che la nostra città sia priva di un proprio “brand” capace di esprimere ciò che un politico inesperto come me ha appena scritto di getto, chiudendo gli occhi e pensando alla propria città.
















