Qualità della vita a Lecce/Gianni Ippoliti/Consegnamo ai turisti il Barocco oltraggiato
ROTUNDO: SALVIAMO IL CETO MEDIO. DIVENTA POVERO
Se non vogliamo essere ipocriti con noi stessi non possiamo parlare di qualità della vita a Lecce se non guardiamo in faccia la realtà, e se facciamo questo ci rendiamo conto che l’emergenza, la vera emergenza sociale nella nostra città è la condizione di disagio economico e di precarietà in cui vive sempre di più una crescente fascia della popolazione. La crisi non colpisce, infatti, solo la parte più debole ed indifesa della cittadinanza, per la prima volta dal dopoguerra, la crisi morde duramente anche il ceto medio. Oggi ad essere in difficoltà non sono solo i lavoratori a reddito fisso, i pensionati e i disoccupati, ma anche artigiani, commercianti e liberi professionisti.
Quello che viene comunemente chiamato ceto medio rischia concretamente di scivolare oltre la soglia di povertà. I dati forniti dalla Caritas – in questo senso – sono veramente preoccupanti. E bene ha fatto il nostro Arcivescovo a richiamare più volte l’attenzione delle istituzioni locali alla necessità urgente di promuovere politiche che si facciano carico di questo vero e proprio dramma sociale. L’aumento esponenziale del numero di residenti, accanto agli immigrati, che frequentano le mense della Caritas è un segnale d’allarme che non può essere sottovalutato. Ecco, ciò che occorre è un radicale capovolgimento delle scelte e delle priorità nelle politiche di Palazzo Carafa.
Tagliare gli sprechi, le inefficienze e le tante spese superflue per concentrare gli sforzi e le risorse finanziarie su un nuovo welfare locale puntando così a dare una mano alle famiglie in difficoltà ed a chi ha bisogno di essere aiutato. Per fare un esempio concreto, è stato un errore tagliare i soggiorni climatici per gli anziani privando così circa 500 persone anziane della possibilità di un servizio importante, perché così facendo si è seguita esattamente la strada opposta a quella richiesta dalla gravità della crisi. In momenti come questi c’è bisogno di aumentare, quindi, la spesa sociale che in questi anni si è, invece, gradualmente ridotta. Noi, da parte nostra, siamo disponibili a dare il nostro contributo fattivo se c’è nel governo della città la volontà di inaugurare un nuovo corso, di operare cioè una svolta che metta al centro l’equità e la solidarietà sociale.
Grazia Pia Licheri
















