QUANDO LE SCIENZE UMANE INCONTRANO IL CRISTIANESIMO
Il Libro/Fare formazione nella Chiesa.
Gesù disse loro: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura”. (Mc, 16, 15-16). È questo annuncio dell’evangelo, della buona novella della redenzione che Dio ci ha riservato attraverso il sacrificio del suo Figlio, che tutti coloro che operano nell’ambito della formazione nella Chiesa devono trasmettere. Come in tutti i processi didattici però, per fare in modo che l’insegnamento e l’apprendimento si correlino in maniera corretta ed efficace, occorre la convergenza di una serie di fattori differenti, molti dei quali dipendono dai metodi e gli accorgimenti che il “formatore” impiega nel dialogo con gli interlocutori.
Esempi, schemi, spunti di riflessione utili a rinnovare la prospettiva dell’educatore sono alla base del volume “Fare formazione nella Chiesa. Pensare, organizzare, gestire il cambiamento”, edito da Paoline e scritto da Francesco Aprile, formatore professionista e counselor in analisi transazionale, che in diverse circostanze si è dedicato all’applicazione delle scienze umane nell’annuncio evangelico.
È un libro rivolto contestualmente ad animatori, catechisti e responsabili di percorsi educativi di ogni tipo, grazie alla trasversalità e universalità dei suggerimenti forniti. Il rischio più pericoloso e frequente, nella catechesi intesa in senso lato, è quello di trasformare gli incontri formativi in occasioni di mera trasmissione nozionistica, impostati in maniera troppo scolastica e non adeguati all’esigenza di coinvolgimento che i partecipanti esprimono spesso attraverso reazioni, gesti, segnali di disattenzione e richieste di intervento.
È essenziale, a questo punto, una rivoluzione culturale nella mente dell’educatore, ed il primo esempio di formatore che impiega tutte le sue energie nell’ascolto e nel dialogo è Cristo stesso, che non a caso non ha mai dato ai suoi discepoli l’incarico di trascrivere i propri insegnamenti, bensì di viverli e andare tra la gente a diffonderli: “un formatore che voglia semplicemente veicolare un messaggio in maniera monodirezionale sta solo lanciando parole che non mettono radice nell’ascoltatore – scrive Aprile -. Gesù, invece, dà voce all’interlocutore fino al punto di non scrivere nulla: la sua attività ha bisogno di uno spazio di risposta da parte dell’altro”.
È questo il segreto della svolta qualitativa: trasformare, nei termini linguistici e nei fatti, l’ascoltatore in interlocutore, in qualcuno con cui si è disposti a confrontarsi per un mutuo arricchimento e per consentirgli di riconoscersi come protagonista attivo del proprio cambiamento spirituale e quotidiano. Questi e ulteriori spunti saranno forniti dall’autore del libro in due incontri di formazione che si terranno presso lo “Studio Viva.io” in via Nahi 5/A a Lecce. Venerdì 23 novembre il tema sarà “Gestire tempi e spazi della catechesi”, mentre venerdì 30 novembre Francesco Aprile aiuterà i presenti a “Riconoscere il proprio stile catechistico”.
Grazia Pia Licheri
















