Pubblicato in: Ven, Nov 16th, 2012

QUANDO LE SCIENZE UMANE INCONTRANO IL CRISTIANESIMO

Il Libro/Fare formazione nella Chiesa. 

Gesù disse loro: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni crea­tura”. (Mc, 16, 15-16). È questo annuncio dell’e­vangelo, della buona novella della re­denzione che Dio ci ha riservato attra­verso il sacrificio del suo Figlio, che tutti coloro che operano nell’ambito della formazione nella Chiesa devono trasmettere. Come in tutti i processi didattici però, per fare in modo che l’insegnamento e l’apprendimento si correlino in maniera corretta ed effica­ce, occorre la convergenza di una se­rie di fattori differenti, molti dei quali dipendono dai metodi e gli accorgi­menti che il “formatore” impiega nel dialogo con gli interlocutori.

Esempi, schemi, spunti di riflessione utili a rinnovare la prospettiva dell’educa­tore sono alla base del volume “Fare formazione nella Chiesa. Pensare, organizzare, gestire il cambiamento”, edito da Paoline e scritto da France­sco Aprile, formatore professionista e counselor in analisi transazionale, che in diverse circostanze si è dedicato all’applicazione delle scienze umane nell’annuncio evangelico.

È un libro rivolto contestualmente ad animatori, catechisti e responsabili di percorsi educativi di ogni tipo, grazie alla tra­sversalità e universalità dei suggeri­menti forniti. Il rischio più pericoloso e frequente, nella catechesi intesa in senso lato, è quello di trasformare gli incontri formativi in occasioni di mera trasmissione nozionistica, impostati in maniera troppo scolastica e non ade­guati all’esigenza di coinvolgimento che i partecipanti esprimono spesso attraverso reazioni, gesti, segnali di disattenzione e richieste di intervento.

È essenziale, a questo punto, una rivoluzione culturale nella mente dell’e­ducatore, ed il primo esempio di formatore che impiega tutte le sue energie nell’ascolto e nel dialogo è Cristo stesso, che non a caso non ha mai dato ai suoi discepoli l’incarico di trascrivere i propri inse­gnamenti, bensì di viverli e andare tra la gente a diffonderli: “un formatore che voglia semplicemente veicolare un messaggio in maniera monodire­zionale sta solo lanciando parole che non mettono radice nell’ascoltatore – scrive Aprile -. Gesù, invece, dà voce all’interlocutore fino al punto di non scrivere nulla: la sua attività ha bisogno di uno spazio di rispo­sta da parte dell’altro”.

È questo il segreto della svolta qualitativa: trasformare, nei termini lingui­stici e nei fatti, l’ascoltatore in interlocutore, in qualcuno con cui si è disposti a confrontarsi per un mutuo arricchimento e per consentirgli di riconoscersi come protagonista attivo del proprio cambiamento spirituale e quotidiano. Questi e ulteriori spunti saranno forniti dall’autore del libro in due incontri di formazione che si terranno presso lo “Studio Viva.io” in via Nahi 5/A a Lecce. Venerdì 23 no­vembre il tema sarà “Gestire tempi e spazi della catechesi”, mentre venerdì 30 novembre Francesco Aprile aiuterà i presenti a “Riconoscere il proprio stile catechistico”.

Grazia Pia Licheri

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