Pubblicato in: Ven, Apr 11th, 2014

Quarto Anniversario della Morte/ “In attesa di ritrovarci tutti insieme nella Sua Casa”

La rilettura dei brani salienti del Testamento Spirituale di Mons. Vito De Grisantis.

Il 1° aprile sono trascor­si quattro anni dalla sua scomparsa, ma il ricordo in chi lo ha conosciuto è più vivo e attuale che mai. Perché il vescovo di Ugento e soprattutto umile sacerdote salentino è stato un pastore at­tento a tutto e a tutti. Mai mons. De Grisantis, sempre e solo don Vito, il fratello vescovo povero con i poveri. La chiave della Sua vita pastorale è stata mettere in pratica il Vangelo senza confini e senza misura. Il vuoto della sua presenza fisica sembra incolmabile, ma noi, tuttavia, non possiamo perdere la speranza che molti raccolga­no il “testimone” di don Vito per contrastare quest’oceano di indifferenza, di chiusura, e di egoismo. Per ricordarlo rileggiamo alcuni brani del suo Testamento Spirituale. 

de grisantis

IL TESTAMENTO

Ringrazio innanzitutto il Signo­re per il dono della vita tra­smessomi attraverso i miei ge­nitori […]. Ringrazio il Signore per il dono del Battesimo la cui data ogni anno è stato motivo di preghiera […]. Ringrazio il Signore per la chiamata al Sacerdozio ministeriale, dono totalmente gratuito del suo amore al quale ho cercato con tutti i miei limiti e fragilità di rispondere con tutto me stesso, servendo la Chiesa di Lecce nei vari incarichi ricoperti e soprattutto come Parroco della comunità parrocchiale di S. Rosa […]. Ringrazio il Signore per la chiamata al servizio episcopale che ho accettato unicamente per obbedienza e al quale mi sono sempre sentito inadeguato. Chiedo perdono a tutti coloro che nel corso della mia vita e del mio servizio sacerdotale ed episcopale ho potuto offendere o non amare come dovevo. […] Per quanto riguarda la mia sepoltura, desidero essere sepolto a Lecce nella Cappella della Confrater­nita dell’Addolorata dove sono custoditi i resti dei miei genito­ri. Non posseggo nulla. Sono intestatario a nome dei miei fratelli e sorelle dell’abitazione attuale in via Silvio Pellico, che quindi è di proprietà di tutti loro. Ho cercato sempre di venire incontro alle necessità delle Missioni e delle varie situazioni di povertà, vicine e lontane, da me incontrate e per quanto è stato possibile. Ho soltanto un conto corrente bancario dove venivano depo­sitati gli stipendi e le pensioni. Quello che si troverà alla mia morte su questo conto corrente, tolte le spese per i miei funerali semplici e modesti al massi­mo, sarà devoluto per metà per realizzare un’opera nella nostra Missione in Rwanda affidata all’Ufficio Missionario della Diocesi di Ugento e per metà per costituire due Borse di studio, una per un semina­rista della Diocesi di Lecce e una per un Seminarista della Diocesi di Ugento. Porterò tutti coloro che ho conosciuto, durante il mio servizio alla Chiesa, nel mio cuore da­vanti a Dio. Abbraccio i miei fratelli e sorelle di sangue che ringrazio di cuore per tutto quello che hanno fatto per me con tanto amore e sacrificio e tutti i miei nipoti che invito a crescere e vivere nella fede, nell’amore grande al Signore e nell’amore reciproco. Tutti saluto e benedico di cuore nell’attesa di ritrovarci tutti insieme nella gioia eterna di Dio nella Sua casa.

6 ottobre 2009

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