Pubblicato in: Ven, Dic 14th, 2012

Quella presenza irrinunciabile…Valore di una festa

Quanto è presen­te la memoria della Natività di Bethlem nella vita sociale odierna? Sono evidenti alcuni tentati­vi di emarginarne il Prota­gonista.

Per motivi culturali, da parte di chi in modo subdolo cerca di rendere evanescente il senso religioso nel quotidia­no e proporre una società pagana, che, inserendosi equivocamente nelle tradi­zioni popolari, ne snatura l’antica e intensa relazione biblica ed ecclesiale. Per motivi ideologici, da parte di coloro che nel nome della secolarizzazione si sforzano di costruire un futu­ro tenendo conto solamente dell’uomo.

Per motivi economici, poiché la povertà di quella nascita non si addice al pres­sante e ammaliante stimolo consumistico delle feste di fine anno. Senza alcuna pretesa di te­diosa e assillante affermazio­ne del sacro, il riferimento alla nascita di Gesù non può essere comunque rimosso. Perché storicamente rievoca la memoria di un preciso evento, la nascita di Gesù in Palestina.

Per il fatto che Cristo, aven­do mutato ispirato nel corso dei secoli scelte di popoli e vissuto di miliardi di uomini, costituisce il personaggio fondamentale della storia, divisa, almeno in Occidente, in due ere proprio dall’even­to del Suo natale. Poiché egli continua a offrire risposte con le quali ogni persona può utilmente confrontarsi. Per ragioni etico-sociali, in quanto per ogni cittadino Egli può essere forza che affranca dalle schiavitù che deturpano la dignità perso­nale e sostiene cammini di  autentica liberazione.

A ragione della fede di quasi due miliardi di battezzati… Si tratta, allora, di ritrovare l’autentico valore del Natale sulla base di principi comuni che aiutino a costruire davvero un mondo migliore. E i Cristiani, con rinnovato impegno e nel massimo ri­spetto per chi compie scelte diverse, devono ravvivare la loro specifica identità appro­fondendo le ragioni profonde della fede e testimoniando apertamente il contributo di speranza offerto a tutti dalla culla di quel Bambino. 

Adolfo Putignano

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