Quella presenza irrinunciabile…Valore di una festa
Quanto è presente la memoria della Natività di Bethlem nella vita sociale odierna? Sono evidenti alcuni tentativi di emarginarne il Protagonista.
Per motivi culturali, da parte di chi in modo subdolo cerca di rendere evanescente il senso religioso nel quotidiano e proporre una società pagana, che, inserendosi equivocamente nelle tradizioni popolari, ne snatura l’antica e intensa relazione biblica ed ecclesiale. Per motivi ideologici, da parte di coloro che nel nome della secolarizzazione si sforzano di costruire un futuro tenendo conto solamente dell’uomo.
Per motivi economici, poiché la povertà di quella nascita non si addice al pressante e ammaliante stimolo consumistico delle feste di fine anno. Senza alcuna pretesa di tediosa e assillante affermazione del sacro, il riferimento alla nascita di Gesù non può essere comunque rimosso. Perché storicamente rievoca la memoria di un preciso evento, la nascita di Gesù in Palestina.
Per il fatto che Cristo, avendo mutato ispirato nel corso dei secoli scelte di popoli e vissuto di miliardi di uomini, costituisce il personaggio fondamentale della storia, divisa, almeno in Occidente, in due ere proprio dall’evento del Suo natale. Poiché egli continua a offrire risposte con le quali ogni persona può utilmente confrontarsi. Per ragioni etico-sociali, in quanto per ogni cittadino Egli può essere forza che affranca dalle schiavitù che deturpano la dignità personale e sostiene cammini di autentica liberazione.
A ragione della fede di quasi due miliardi di battezzati… Si tratta, allora, di ritrovare l’autentico valore del Natale sulla base di principi comuni che aiutino a costruire davvero un mondo migliore. E i Cristiani, con rinnovato impegno e nel massimo rispetto per chi compie scelte diverse, devono ravvivare la loro specifica identità approfondendo le ragioni profonde della fede e testimoniando apertamente il contributo di speranza offerto a tutti dalla culla di quel Bambino.
Adolfo Putignano















