Pubblicato in: Dom, Ott 21st, 2012

Questione di ore o di formazione?

Certo che c’è una differenza sostanziale tra la riflessione sul mondo della scuola e degli insegnanti che viene dal Conve­gno Nazionale degli Insegnanti di Azione Cattolica, che colloca da una parte il compito del docente come missione alta e dall’altra una proposta riformatrice che si ferma alle sole questioni di spesa, come la “scoperta” della possibile legge di stabilità che vorrebbe estendere l’o­rario cattedra, da18 a24 ore settimanali nelle secondarie.

Detta tale norma così, sembra poca cosa e per certi versi anche una cosa “dovuta”, con il solito trito luogo comune che chi insegna lavora poco: “solo” 18 ore. Salvo scoprire che quanto a ore di insegnamento i docenti italiani hanno un carico superiore alla media europea e anche usurante, al punto che proprio gli insegnanti sono tra le categorie più esposte al burn out. La questione non è sulle ore in più o in meno, ma anzitutto sul considerare l’al­lungamento di orario – senza corrispet­tivo economico – solo come escamotage per una riduzione di spesa, risparmio sulle supplenze e via di questo passo.

La scuola, ormai abituata ad essere considerata una Cenerentola in un Paese che a parole declama l’attenzione alla cultura e nei fatti continua a deprivare il sistema scolastico invece di investire. Tornare a ragionare di professionalità docente nella sua dimensione valoriale, responsabilità, passione educativa e nel promuovere relazioni “di vita buona” – come suggerisce l’Azione Cattolica – vuol dire riproporre una visione capace di dare senso ad un’idea di scuola. 

Alberto Campoleoni – Sir

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti