Pubblicato in: Gio, Ott 9th, 2014

Ragioni e speranze, il sogno e il progetto: L’Ospedale Pediatrico

Il Labirinto/Uno studio dell’Associazione Triacorda: Pediatria nel Salento, tutto da rifare.

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Sfide importanti sono attese nella ri­qualificazione della sanità salentina. In particolare l’area pediatrica diventa snodo di percorsi che cercano di con­centrare l’attività ospedaliera in quattro/cinque ospedali dove sono presenti anche i punti nascita. Dati significativi sulle problematiche relative al settore della pediatria sono emersi dallo studio elabo­rato dal gruppo di lavoro dell’Associazione Triacorda in collaborazione con la Asl di Lecce. In sintesi lo studio, realizzato sulla base di dati elaborati statisticamente e ri­feriti allo stato della pediatria nella Asl di Lecce nell’anno 2012, ha evidenziato condi­zioni di disagio allarmanti. Nonostante che i risultati dello studio debbano esse­re considerati delle stime della situazione reale, ciò non inficia, tuttavia, il loro valore globale e la possibilità di tracciare un quadro dell’assistenza pediatrica ospedaliera nella Asl Le, che presenta numerosi e interessanti spunti di analisi e interpretazioni utili per il miglioramento della qualità dei servizi e per il progetto di un Ospedale Pediatrico del Salento. In sintesi dei 14.500 ricoveri ordinari di bambini/adole­scenti, di età compresa tra 0 e 17 anni, residenti nella Asl di Lecce, escludendo i ricoveri per nascita, il 9% è stato effettuato in nosocomi di altre città della Puglia e ben il 13% è stato effettuato fuori regio­ne (in totale 1900 ricoveri).

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Per capire quanto è il peso economico di questi ricoveri basta pensare che la spesa annuale a carico della Asl di Lecce è stimata attorno ai 4.500.000 euro, mentre il co­sto complessio a carico delle famiglie oscilla tra 1.500.000 e 2.800.000 euro, escluse le spese di trasporto urbano e la necessità di affrontare i successivi viaggi per le visite di controllo.  Emerge inoltre un altro dato sorprendente: il 27% dei ricoveri è avvenuto in reparti non appartenenti all’area pediatrica. Infine il tasso di ospedalizza­zione è superiore alla media della Regione Puglia e tra i più alti di Italia: si tratta perciò spesso di ricoveri impropri, non giustificati dalle patologie e dai problemi evidenziati, e tutto questo si traduce in un evidente spreco di risorse economiche. Tra le anomalie indicate colpisce in particolare il forte disagio sociale procurato da una elevata mobilità passiva (la media annua si aggira attorno alle 12.000 giornate di degenza fuori regione). Un fenomeno che ha impatto negativo sul bilancio della sanità regionale e sui bilanci delle famiglie che occupano la fascia più debole della po­polazione, quella dei giovani, già costretti a districarsi nella tenaglia disoccupazione-precariato. 

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