Pubblicato in: Gio, Mag 22nd, 2014

Realino Sambati da Lecce…

Il decoratore dei palazzi nobiliari.

Realino Sambati nacque a Lecce il 28 giugno 1888 da Luciano e da Marianna Mazzera. Compì i suoi studi in Napoli presso il Girosi. Ritornato a Lecce esercitò la sua arte decorando alcuni palazzi pubblici e privati almeno fino al 1915. Tra i suoi lavori di decorazione si annoverano quelli presso villa Starace a Sannicola; nei palazzi Fiorenti e Murri a Mesagne; in alcuni ambienti di palazzo D’Ippolito a Latiano; a palazzo Memmo a Guagnano; presso il palazzo della Banca Commerciale a Lecce e in numerose altre importanti abitazioni. Sambati prese parte ad alcune esposizioni sin dagli anni Venti del Novecento, nelle quali dimostrò la sua abilità anche nella pittura da cavalletto.

Alla prima Biennale di Lecce (1924) il pittore salentino presentò: Tramonto (Acquistato dal Sig. Raffaele Falconieri), Trittico o Fiori e frutta (Trittico acquistato dal Prof. Cosimo De Carlo), Primi raggi (Acquistato da Enrico Affinito), Visioni di mare (Trittico acquistato dal Sig. Oronzo Sergio), Idillio pastorale (Acquistato dal Senatore Bombrimi), Paesaggio, Alba, Marina, Natura morta, Bozzetto per teatro, Plafone per teatro, Pennello decorativo, Plafone per sala. Sambati partecipò inoltre alla terza Biennale di Gallipoli (1925) e alla seconda Biennale di Lecce del 1926. Nel 1930 tenne a Lecce una mostra personale che ottenne numerosi consensi dal pubblico di visitatori.

Preghiera

Preghiera degli Angeli, 1930, olio, Asta Ebay 

La prima Biennale leccese del 1924 segnò, evidentemente, una tappa importante per il percorso artistico di questo pittore salentino, che lavorava in un laboratorio in via Duca degli Abruzzi a Lecce, così come era indicato in una pubblicità, riportata sulla rivista “Fede” (diretta da Pietro Marti), che promuoveva la sua attività di decoratore e stuccatore. Lo stesso laboratorio fu ampliato e implementato l’anno successivo tanto da portare Pietro Marti a darne notizia sia sulle colonne della sua rivista “Fede”, che nella rubrica “Cronache d’Arte e di Cultura”. Così descrisse Marti la serata d’inaugurazione dello Stabilimento di Arti Decorative del Sambati, celebrata la sera del 25 aprile 1925 alla presenza del Vescovo di Lecce mons. Gennaro Trama e delle autorità civili: « […] La eleganza dell’ambiente, la saggia distribuzione dei vari reparti di lavoro, la ricchezza del materiale ritirato dalle maggiori case estere e nazionali, la geniale varietà dei modelli, tutto concorse a rendere indimenticabile l’avvenimento.

E poi, il Sambati — che è, nel tempo stesso, esempio di operosità feconda, e modello di squisita cortesia — accolse i suoi ospiti con prodigalità signorile, ben pago di ricevere l’unanime augurio di meritata fortuna […]». Tra i lavori realizzati da Realino Sambati, si annovera inoltre: la decorazione del Teatro dei Piccoli di Lecce, fatta in collaborazione con Luigi Balzani (1925) e la decorazione del Teatro Apollo di Lecce (1926) che avvenne in collaborazione con Francesco Tafuro. Realino Sambati morì a Lecce il 5 gennaio 1932.

Giuseppe Mancarella

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