Pubblicato in: Ven, Feb 14th, 2014

Ricercare con Google/Ma chi educa alla gerarchia delle fonti?

“Mamma, devo fare una ri­cerca… mi serve il com­puter”. Quanti genitori si sentono rivolgere una frase del genere dai pro­pri figli, tornati da scuola, già alle elementari? Qualcuno ha poi il tempo di sedersi a fianco del piccolo alunno, e guidarlo a cercare le cose più disparate, altri lasciano, per neces­sità o per scelta, che faccia da sé. E a scuola arrivano tanti bei fogli A4 stampati in casa (o negli uffici dei genitori) con le definizioni di Wikipedia, le relazioni di qualche sito specia­lizzato, le immagini reperite sul web.

I ragazzi, normalmente, imparano così, oggi, a fare le ricerche, attività che non tanti anni fa richiedeva tanta pazienza, sfoglio di libri, ma­gari una visita in biblioteca, taglio e ritaglio, bella scrittura. Tutte cose che impegnavano tempo, ma anche inventiva, oltre a una buona dose di fatica. Oggi si fa più in fretta. A cominciare dalle elementari, per arrivare poi alle medie e alle superiori, con un crescendo delle necessità di ricerca individuale – fino all’università, il regno della “ricerca” e dell’approfondimento – e insieme una migliore capacità di padro­neggiare gli strumenti elettronici, davvero indispensabili.

ricerca

Non tutto però è così semplice. Al punto che una Università di Castellanza (Varese), la “Liuc Carlo Cattaneo”, da qualche anno organizza corsi appositi per i ragazzi di tutte le scuole superiori che vogliono imparare a impostare un buon lavoro di ricerca. Individuare fonti corrette: questo un nodo chiave. E torniamo a internet e alla “magia” di Go­ogle, che a qualunque richiesta risponde con una sfilza di innumerevoli link, rimanda a siti anche improbabili, propone immagini di ogni genere (meglio usare un buon filtro).

Non sono davvero banalità. Anzi, la questione del­la correttezza e della gerarchia delle fonti è forse la prima da porre nei confronti dell’immensità d’informazioni che vengono dalla rete. Acquisire capacità di “orientamento” nel complesso mon­do del web – capacità che cominciano da prima che si accenda il Pc, con le attitudini alla curiosità, alla domanda… alla “ricerca”, appunto, in senso lato – è oggi decisivo. Le tecnologie aiutano la vita – e la scuola – a patto che non siano, fin dalle elementari, un comodo ripiego. E Google – o chi per esso – un imbonitore come il pifferaio dei fratelli Grimm.

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