Ricordando don Francesco Tarantini: sacerdote, preside, filosofo e letterato
Gli anni del Liceo Classico Palmieri: fedele ai valori tradizionali della cultura
Il prof. Francesco Tarantini è stato una pietra miliare nella storia del Liceo Palmieri, di cui è stato per un decennio preside e ha portato una ventata di rinnovamento e di “giovanile” entusiasmo. Per lui è stato sempre prioritario il problema educativo, implicandovi la famiglia e la scuola.
Per adempiere a questo delicato compito, il Preside Tarantini ha adoperato tutti i mezzi a sua disposizione, in uno stile personalissimo di gestione dei problemi, che ha permesso a tutte le componenti scola¬stiche di esprimersi liberamente, dando un impulso efficace al rinnovamento della scuola.
Filosofo di rilievo, dalle numerose e apprezzate pubblicazioni, i contributi e le iniziative culturali al Liceo sono note a tutti: l’Annuario del Liceo, la cui pubblicazione era stata interrotta negli anni ’60, il giornale dell’Istituto “Intervallo”, la pubblicazione degli Atti del Convegno AICC 1989: Aspetti della Storia del Salento nell’Antichità, le conferenze, che hanno visto, tra gli altri, illustri esponenti della cultura e della scienza, come Ludovico Geymonat e Antonio Zichichi, per fare solo i nomi più significativi. E ancora, l’attivazione del la mini sperimentazione e della maxi sperimentazione del corso Brocca, la creazione di attrezzatissimi laboratori di informatica e di lingua straniera.
Notevole l’istituzione del Certamen Ennianum gara internazionale di lingua e cultura latina per promuovere lo studio e l’approfondimento del nostro celebre conterraneo, Quinto Ennio, poeta di Roma. Se la storia del Liceo Palmieri, come la storia della cultura, è fatta di piccoli faticosi passi avanti, con il Preside Tarantini il ritmo si è accelerato e di passi avanti se ne sono fatti molti; nella convinzione che i western union loans rami nuovi, come i fiori nuovi, nascono sempre e comunque dalle vecchie radici.
Gli allievi lo ricordano con deferente stima.
Era facile vederlo in Presidenza circondato da allievi di 3° liceo, che approfondivano con lui problemi di filosofia, alla vigilia degli esami di maturità: era un maestro!
Al liceo Palmieri il Preside Tarantini lascia una grande eredità, da interpretare come dinamica fedeltà ai principi e ai valori tradizionali della morale e della cultura.
Maria Teresa Ingrosso
Un Confratello amico: don Ciccillo, servo della misericordia
Il primo incontro risale all’autunno del 1939, quasi alla vigilia della guerra, quando con il defunto fratello don Raffaele ricevette dal presule Alberto le insegne seminaristiche, nel giorno di Cristo Re il 29 ottobre, nella piccola antica e pur ricca cappella del seminario di Piazza Duomo, all’ombra del seicentesco campanile. Poi ci eravamo incontrati dopo quella festa di fine ottobre, tante altre volte per i corridoi e gli atri dei Seminari di Lecce e Molfetta. Seguì dopo un decennio il giorno della sua Prima Messa nella parrocchiale di San Matteo il 26 luglio del ‘48, quando mio fratello lo assistette all’altare ancor chierico con altri sacerdoti e prelati, in un tripudio di fede e di amore. Don Ciccillo (così come tutti lo chiamavamo) dopo un anno di tirocinio in Seminario passò attraverso alcune comunità parrocchiali dell’antica Lecce barocca per pochi anni; cui si aggiunse un quinquennio di apostolato nella borgata di San Nicola, allora nella lontana periferia della città, affidata alla parrocchia di Santa Maria della Porta. Gli incontri divennero più frequenti molti anni dopo, quando nella chiesa di San Giuseppe, a piazza S. Oronzo, non molto distante dalla sua casa, assieme nella messa meridiana domenicale, affollatissima allora di fedeli di ogni classe sociale, ma in special modo del ceto professionale e culturale della nostra città. Finalmente, per oltre 18 anni, fu “sua” la chiesa dedicata a Cristo Re dell’universo, all’innesto dell’allora via Novoli, ove installò e diffuse a raggio diocesano la devozione a Gesù Misericordioso. Per quanto attiene la sua produzione letteraria, tra le altre sue opere se ne possono ricordare soltanto due che esprimono eloquentemente l’indirizzo ecumenico e cristologico della sua cultura teologica: “Cristologie storiche a confronto: Wolfhart Pannenberg e Walter Kasper” (2000) e “La misericordia di Dio in dimensione ecumenica” (2008). A qualche ora dal suo ritorno alla Casa del Padre nel reparto “terminale” del nosocomio di San Cesario di Lecce, ebbi la grazia di sussurrargli le preghiere dei moribondi, che tante altre volte avevo trepidante scandito al capezzale di molti altri confratelli diocesani. Per ragioni di salute, non ho potuto sostare accanto a lui all’indomani per vederlo composto con gli abiti liturgici nella solenne maestà della morte, ove riposò per un giorno abbondante nella chiesa che officiò alla fine dei giorni terreni, quando tanti fedeli vi si sono recati per una condoglianza così universale.
Oronzo De Simone















