Pubblicato in: Ven, Feb 7th, 2014

Ricordando Don Luigi Danese

Il Confessore del Vescovo Trama. 

Un personaggio ormai sco­nosciuto da clero e laicato, don Luigi Danese, ma un sacerdote che ha vissuto a lungo la sua vita intima con Dio. Trenta anni di servizio canonicale attivo dal 1870 al ‘900, e tre di pre­ghiera nella solitudine familiare e nella sofferenza; ma in una intima unione con Dio, meritoria ed esemplare, che gli concesse l’onore d’essere confessore del nuovo Vescovo Trama, ricevendolo in casa per gravi motivi di salute. Cinque fonti consultate quanti i presuli da lui conosciuti e consigliati nei trentatré anni di canonicato: da mons. Laspro a mons. Zola; da mons. Di Milia a mons. Trama.

E prima dei citati presuli per il biennio 1870-1872 il Vicario capitolare mons. Carmelo Cosma. Nasce a Lecce (alla Piazzetta Panzera n. 7, a un tiro di schioppo da Piazza Duo­mo) il 24 settembre 1819. Sacerdote (con dispensa di età, ottenuta con bolla pergamenacea di Papa Gregorio XVI) il 22 maggio 1849; beneficiato minore del Duomo il 23 dicembre del ’58. Canonico maggiore dello stesso capitolo il primo luglio ’70. Ritiratosi in famiglia il 2 gennaio del ’90 a causa di salute. Ritornato alla Casa del Padre il 2 maggio 1903.

LUIGI DANESE

Can.  Luigi Danese

Il defunto mons. Achille Doriguzzi, vicario dei Vescovi Costa e Minerva, già vice e poi segretario del Vescovo Trama (1911-1927) “vivae vocis oraculo” (a viva voce) ha attestato che fu il primo confessore dello stesso Vescovo Trama fino alla morte. Mons. Vescovo si recava ogni settimana a confessarlo, accompagnato dal primo suo segretario, il Venerabile mons. Raffaele Delle Nocche proprio nella casa di lui ove aveva ottenuto dalla Santa Sede il privilegio di conservare il santissi­mo sacramento.

Mentre i discendenti collaterali del Nostro, oltre la foto del quadro canonicale, mostrano un rescritto di Leone XIII del 29 maggio del ‘900 (eseguito dal vescovo Di Milia il 9 luglio seguente) con cui si estendeva la facoltà di soddisfare al precetto domenicale in quella stessa cappella, da parte di “consanguinei e affini ivi coabitanti”. La memoria del canonico Luigi Danese è rimasta ancora in benedizione, nel secondo ‘900, per i tantissimi che lo hanno conosciuto ed amato.

Oronzo De Simone

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