Pubblicato in: Ven, Set 11th, 2015

Riscoprire la Misericordia come dono e compito

Formazione Permanente del Clero/I Sacerdoti della Diocesi con l’Arcivescovo a Roca per l’aggiornamento guidato da Padre Frédéric Manns.

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Il Clero della Chiesa leccese, con l’Arcive­scovo mons. Domenico D’Ambrosio, ha vissuto, secondo una consolidata consuetudine, quattro giornate di riflessione e di programma­zione pastorale nel Seminario di Roca. È stato un intenso momento di lettura spiritua­le della Bibbia incentrata sulla Misericordia di Dio, nel contesto della proposta di Papa Francesco presentata efficacemente nella bolla d’in­dizione dell’Anno Santo. E nell’imminenza del Giubileo che coinvolgerà le comunità ecclesiali di tutto il mondo. Maestro dell’approfondi­mento su diversi riferimenti dell’Antico e del Nuovo Testamento è stato il noto biblista padre Frédéric Manns, già guida spirituale e culturale di un corso di eser­cizi al presbiterio diocesano, esplicitamente ringraziato dal Presule per la sua immediata disponibilità ad accogliere gli inviti dell’Arcidiocesi. Oltre agli approfondimenti scritturistici sulla Miseri­cordia, il docente emerito di esegesi neotestamentaria presso la Facoltà di Scienze Bibliche e Archeologia di Gerusalemme giunto appo­sitamente dalla Palestina, ha guidato pure una lectio biblica, con interessanti ed originali considerazioni ese­getiche ed ascetiche su alcuni passi dell’Antico e del Nuovo Testamento. Il relatore del rinomato Studium Biblicum Franci­scanum ha esordito invitando a “recuperare il valore del silenzio per contemplare la Misericordia di Dio” ed ha approfondito il tema con una ricerca scientifica e teologica sulle feste giudaiche celebrate già dall’Antico Testamento, per poi trattare l’argomento della Misericordia facendo riferimento a San Luca, no­toriamente considerato come autore del “Vangelo della Misericordia”. I giorni solenni giudaici, infatti, attribuiscono rilevante importanza a questa peculia­rità della bontà divina e della sua azione nella Storia. La festa di Pasqua celebra il passaggio dalla schiavitù alla libertà inneggiando con il ritornello “eterna è la sua Misericordia”. Oltre all’e­pica e grandiosa liberazione dall’Egitto, la Bibbia anzi considera la Creazione come prima opera di Misericordia di Dio, poiché questa può essere considerata la prima lotta per la salvezza, in netto contrasto tra le tenebre e la luce vittoriosa. Così come diversi eventi, tra cui la vicenda del “sacrificio” di Isacco e l’attraversamento del Mar Rosso, trovano il compimento della definitiva liberazione dell’uomo con la venuta del Messia, consi­derato il “nuovo Isacco” ed espressione dell’amorosa ed eterna liberazione.

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La festa di Pentecoste rivela non solo il dono della Legge, ma la rivelazione della nuova ed eterna Alleanza, nono­stante il peccato idolatrico del popolo ebraico che però, nella memoria straordinaria e gloriosa di Mosè, Abramo e Isacco, incontra il Dio misericordioso e pietoso che, quand’anche unisce la colpa dei padri nei figli, perdona la colpa e manifesta il trionfo della Misericordia che è per sempre. Pure la festa del Kip­pur è la ricorrenza religiosa ebraica che celebra il giorno dell’espiazione. dei pecca­ti e la riconciliazione. La ricorrenza del Sukkot, festa di pellegrinaggio della durata di otto giorni, insegna poi che il perdono di Dio si manife­sta solo a chi è clemente e diventa fonte di gioia e segno del perdono. Storicamente rievoca la vita del popolo di Israele nel deserto durante il viaggio verso la terra pro­messa e gli Ebrei vivevano in capanne (sukot). Sulla base di questo patrimo­nio religioso, Gesù annuncia continuamente il perdono del Padre e proprio a causa di ciò egli sarà, poi, condannato in quanto s’arroga la facoltà di rimettere i peccati. E anche il Precursore, diversamente dal padre chiamato Zaccaria, cioè “Dio si ricorda quindi è giusto”, già prima della nascita riceve inaspettata­mente il nome di Giovanni che significa “Dio è Miseri­cordia”. È evidente che egli è chiamato ad annunciare una conversione e un’alleanza frutto della Misericordia di Dio. In tale contesto, si comprende meglio come Papa Francesco nella Misericordiae Vultus abbia esortato a un attento ascolto della Parola di Dio, a cominciare dall’Antico Te­stamento, ed ha sostenuto che “la Misericordia di Dio è la carezza del Signore sui nostri peccati”. Chiaramente, come sempre, l’approfondimento di Padre Manns è risultato fortemente coinvolgente. Tra l’altro, egli ha contestualizza­to la sua riflessione nell’at­tuale momento storico di Gerusalemme in attesa di un nuovo Patriarca e del nuovo Custode di Terra Santa e nel­lo stesso tempo ha espresso il suo particolare interesse per Lecce che, “da sempre ha avuto un rapporto speciale con l’Oriente”.

Christian Tarantino

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