Pubblicato in: Sab, Dic 27th, 2014

“Risplende in piena luce il misterioso scambio”

Natale del Signore…

Il tempo del Natale del Signore e la celebra­zione del suo mistero nella nostra semplice e nobile liturgia, si svolge attorno a due poli: Natale ed Epifania, l’uno di origine occidentale (Natale), l’altro di origine orientale (Epifania), che mettono in luce, in modo complementare, la ricchezza del mi­stero dell’Incarnazione del Verbo. La prima celebra il fatto storico della nascita di Gesù a Betlemme, si china con stupore sul Dio che si è fatto uomo, evidenzia in tutta la sua veri­tà la natura umana del Figlio di Dio “in tutto simile a noi, fuorchè nel peccato”. La secon­da, conformemente al genio contemplativo dell’Oriente, celebra la manifestazione di Dio che si rivela nel tempo ed entra nella storia. Pone l’accento sulla natura divina del “Dio fatto uomo”, che mette in fuga le tenebre del mondo e lo inonda di un fulgore celeste. Il Natale annunzia il compimento delle profezie fatte ai Padri e la fedeltà di Dio alle antiche promesse del Redentore. L’Epifania procla­ma che il Messia e la sua salvezza è per tutti i popoli, di cui i Magi sono la primizia. Nel rapporto tra il Natale e l’Epifania è anticipato il mistero che si realizzerà pienamente nella Pasqua e nella Pentecoste. In tal modo le due solennità celebrano con accenti diversi, ma complementari, il mistero del Cristo vero Dio e vero uomo e insieme annunziano che la sua salvezza è “per il suo popolo e per i suoi fe­deli” (Sal 84, 9), ma anche per tutte le genti, per coloro che lo “cercano con cuore since­ro” “e ritornano a lui con tutto il cuore” (Sal 84, 9).

redentore

I temi che la divina liturgia ci propone in questo brevissimo tempo sono quello delle regali nozze tra Dio e il suo popolo, Cristo luce del mondo e il mirabile scambio. Lo spazio a disposizione non ci permette di trattarli tutti, ci soffermiamo su quello che mi sembra meno annunciato. Nei Primi Vespri dell’ottava del S. Natale la prima antifona canta: “Meraviglioso scambio! Il Creatore ha preso un’anima e un corpo, è nato da una vergine; fatto uomo senza opera d’uomo, ci dona la sua divinità”. E il Prefazio III di Na­tale proclama: “In lui oggi risplende in piena luce il misterioso scambio che ci ha redenti: la nostra debolezza è assunta dal Verbo, l’uomo mortale è innalzato a dignità peren­ne e noi, uniti a te in comunione mirabile, condividiamo la tua vita immortale”. Dio prende ciò che è nostro e ci dà ciò che è suo. “Dio aveva un Figlio e ne ha fatto il figlio dell’uomo e, in cambio, di un figlio dell’uo­mo ha fatto un figlio di Dio” (S. Agostino). La possibilità inaudita che ci è ormai offerta: Conoscere Dio vedendolo. Ciò corrisponde a un desiderio ardente, antico quanto l’uomo: vedere Dio. Mosè l’aveva chiesto e si è sentito rispondere: “Nessuno può vedere Dio senza morire”. Filippo ha espresso a Gesù lo stesso desiderio, e si è sentito rispondere: “Chi vede me vede il Padre”. Il desiderio è esaudito, perché Cristo, nostro fratello come uomo, è l’immagine perfetta del Padre, “splendore della sua gloria”. Nell’augurio di questo Natale, l’augurio di vedere Dio! 

Mattia Murra

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