Rita Baltini, Farmacista d’altri tempi
Nel mondo delle professioni/Moglie del compianto Sen. Emilio Pulli, rilevò la Farmacia del Popolo, la più antica di Squinzano.
La famiglia
È sempre lì, al suo posto di lavoro, seduta alla scrivania nel retro della “sua” farmacia. Ad ottantaquattro anni la dottoressa Rita Baltini continua a timbrare il cartellino della sua presenza giornaliera. “Se non vengo qui – afferma, quasi scusandosi della sua presenza – sto male, al punto che quando la farmacia è chiusa per turno, io vado in depressione anche per un solo giorno”. Ed è a questo punto che ricorda la battuta del suo unico e vecchio dominus, il dott. Cocco Blasi, il fondatore della “Farmacia del popolo”, la più vecchia di Squinzano, della quale la Farmacia Baltini è la prosecuzione. “Quando seppe della mia iscrizione alla facoltà di Farmacia – ricorda Rita Baltini – il dott. Blasi mi disse che avevo scelto una bella catena dove legarmi. Ed è stato vero”.
La sua è stata una bella e sincera accoglienza: sì accoglienza, perché per lei saper accogliere è un pregio ed una grazia. Così continua a fare la farmacista ormai dal 1954, quando fresca di laurea, conseguita il 14 luglio 1953 a Bari, entrò come praticante nella farmacia di don Cocco Blasi, dove rimase fino a diventarne la titolare dopo un’intesa raggiunta con il figlio-erede di don Cocco, il dott. Giuseppe Blasi che preferì rimanere a lavorare a Macerata. La ”Farmacia del popolo” era nata nei locali sotto il palazzo Motolese, nell’attuale via mons. Salvatore Leone, poi don Cocco Blasi la trasferì in via Matteotti, di fronte al Municipio e al Mercato coperto. Nel 1970 la farmacia, diventata “Baltini” si è trasferita nella sua sede attuale, in via San Francesco n.27.
È impossibile fermare il tempo, e la dottoressa Rita Baltini si è abituata ai cambiamenti, li ha vissuti tutti appieno. Solo ad uno non si è mai abituata: alla tragica ed improvvisa perdita del marito, del compianto senatore Emilio Pulli. Per scelta condivisa non si è sfiorato questo evento: si rischiava di rimanere imprigionati in quella commozione che attanaglia i cuori e le menti fino a chiuderli e a perderli nella profondità del silenzio.
Lei ha intrapreso un altro percorso, una vita senza età. Oggi Rita Baltini si sente fecondamente viva e, anche se con un vuoto nell’animo, avverte la responsabilità del ruolo per una nuova mission da svolgere: di madre, nonna e bisnonna; e non c’è niente di più completo. Se una volta le emozioni erano intense fino ad apparire furibonde, adesso sono meravigliosamente dolci e nitide. La leggerezza e l’evanescenza della terza età sono state le benvenute: e “donna” Rita, se non fosse per qualche normale incidenza del tempo nella salute, tornerebbe a sorridere per i suoi nuovi momenti felici.
Veduta storica di Squinzano, a dx la Farmacia Baltini e il Vecchio Cinema, a sx l’antico Mercato Coperto
Dal suo posto di lavoro, indossando il camice bianco con il distintivo a doppia croce dell’Ordine, al quale continua ad essere iscritta e a pagare le quote sociali, continua amorevolmente a tenere sottocchio Marcella e Vincenzo, i due suoi figli farmacisti e soci della Farmacia. Là dentro tiene accatastati tutti i suoi ricordi di una vita e di una professione vissuta con discrezione, con garbo e con amore. “La farmacia – dice – non è un negozio o un esercizio commerciale, è un luogo da gestire e da vivere con pazienza e con tanta professionalità. Qui dentro si sta seduti su un barile di dinamite, si rischia sempre di esplodere su le infinite novità introdotte dalle leggi di settore: non solo per la somministrazione dei farmaci, ma anche nei rapporti con la Sanità Nazionale e con il fisco”.
Nella sua esperienza di moglie e di madre ha avuto un ruolo delicato essere una farmacista. “Ho rinunciato – ricorda con un pizzico di nostalgia – a tutti gli inviti pressanti di mio marito, non l’ho mai accompagnato nelle sue esperienze, tanto che lui mi diceva di sentirsi un vedovo. Invece, ho avuto fortuna con i miei tre figli: tutti e tre si sono laureati in Farmacia. Mino ha lavorato con me solo un anno, poi ha deciso di andare alla Glaxo, adesso è un manager farmaceutico e lavora a Parma con la Chiesi.
Marcella si è laureata a Bari e Vincenzo ad Urbino: entrambi lavorano con me in farmacia. Adesso siamo in società; è una cosa bellissima”. Rita Baltini si dice soddisfatta del suo lavorare con i figli, “anche se ogni tanto ci becchiamo ed io ricordo loro di non essere più brava, ma solo di avere maggiore esperienza”.
È la piccola-grande storia di una donna, di una professionista, di un’intera famiglia che coincide con le vicende di una farmacia, la più antica di Squinzano, che è un simbolo delle “buone cose di sempre” di un paese che si aggancia alle tradizioni per non perdere la sua identità. E la “Farmacia del Popolo-Baltini” è un pezzo di storia delle tradizioni di Squinzano, un valore da rispettare nella superficialità di una certa modernità sbagliata.
Beppe Longo

















