Rivalutazione delle pensioni: nessuna scadenza
Con una recente nota, l’Inps ha precisato che “le pensioni che hanno diritto alla ricostituzione non sono interessate alla scadenza dei termini di luglio 2014”. Infatti, contrariamente a quanto affermato nel corso di una trasmissione televisiva andata in onda alcuni giorni orsono, non c’è alcuna prossima scadenza per le rivalutazione delle pensioni, tanto meno per quelle di coloro che hanno percepito nell’ultimo periodo, prima di andare in pensione, l’indennità di mobilità. Attualmente – ha precisato l’Istituto Previdenziale – si sta procedendo ad una accurata verifica per quantificare in maniera esatta la platea degli interessati a eventuali rivalutazioni, ma non c’è alcuna ragione di allarme, in quanto non sono previste scadenze per la riliquidazione delle prestazioni di coloro che ne abbiano diritto, trattandosi di posizioni erogate in via provvisoria.
La questione nasce – come già detto – da alcune dichiarazioni rilasciate nel corso di una trasmissione televisiva alcuni giorni orsono, che sono state poi riprese dagli organi di informazione e sembrava dovessero determinare un intervento dell’esecutivo sulla materia. Poi l’intervento chiarificatore dell’ente previdenziale. Nel frattempo, per questo mese di maggio le pensioni hanno registrato un giorno di ritardo: ma non per qualche inefficienza burocratica o per qualche errore informatico, bensì per la banale circostanza che il primo giorno di maggio è un giorno festivo, la Festa del Lavoro, su cui è fondata la nostra Repubblica, come solennemente dichiarato nel primo articolo della Costituzione.
Di conseguenza, il pagamento delle pensioni Inps, che per quasi tutte avviene in rate mensili anticipate, con la relativa somma disponibile dal primo giorno bancabile del mese, stavolta è slittata al giorno 2, in effetti primo giorno bancabile. Ricordiamo che invece, nel caso di riscossione per contanti, gli uffici postali e bancari, al fine di evitare i disagi di code prolungate agli sportelli, possono scaglionare i pagamenti in più giorni, secondo un calendario prestabilito. Per esigenze di risparmio, le pensioni di importo superiore a 5,00 e fino a 60,00 euro (anche se l’importo totale si riferisce a più pensioni) vengono pagate in due rate semestrali anticipate. Le pensioni di importo fino a 5,00 euro mensili vengono invece pagate con una rata annuale anticipata.
Dal 2012 sono stati anche introdotti alcuni limiti al pagamento in contanti: prevedono l’impossibilità da parte dell’Inps di effettuare il pagamento in contanti per importi pari o superiori a mille euro mensili. Le pensioni superiori a tale importo devono essere accreditate esclusivamente su conto corrente postale o bancario, su libretto postale o su carta prepagata abilitata. Attenzione anche se si percepisce una pensione mensile di importo inferiore: si potrebbe superare il limite nel caso di somme aggiuntive, competenze arretrate, tredicesima o eventuali rimborsi. Per questo motivo – ma non solo – tutti i pensionati che ancora riscuotono la pensione in contanti dovrebbero comunicare il proprio codice Iban all’Inps.
Antonio Silvestri
















