Pubblicato in: Ven, Gen 31st, 2014

S. Pietro in Lama/Rivive la Chiesa della Madonna della Croce

Sostegno Economico alla Chiesa/Avviati i lavori di restauro dell’antico tempio posto all’incrocio tra Lecce e Monteroni.

SAN PIETRO IN LAMA

Restituirla al culto/ Il progetto mira al consolidamento statico e al restauro conservativo al fine di rendere la chiesetta fruibile”. 

Presentiamo uno dei progetti che si stan­no realizzando con il contributo Cei dai proventi dell’ 8×1000 per beni culturali ecclesiastici. Riguarda il Consolidamento e Restauro della Chiesa di Santa Maria della Croce o dell’Im­macolata in San Pietro in Lama i cui lavori sono stati avviati nel giugno 2013. Ne parliamo con il Parroco don Michele Giannone. 

Don Michele, quali erano le condizioni della struttu­ra e perché necessitava di un intervento di restauro?

L’edificio religioso, pur non trovandosi in stato di ab­bandono poiché ancora og­getto di devozione da parte dei fedeli, presentava evidenti fenomeni di degrado. I quadri fessurativi, nonostante i vari interventi effettuati nei secoli con il posizionamento di catene e contrafforti, si presentavano in fase evolutiva. La Chiesa è poggiata su un banco argilloso che, interessato da fenomeni di subsidenza, provoca cedimen­ti differenziati nell’organismo strutturale. L’edificio, inoltre, si trova in corrispondenza di un incrocio stradale ad alta intensità di traffico veicolare, soggetto a continue vibrazioni ed, ovviamente, interessato da un continuo deposito di agenti inquinanti sulle facciate in pie­tra di tufo locale. Importanti sono anche i fenomeni di umi­dità ascendente e di condensa. La difficile manutenzione delle coperture e dei pluviali hanno portato ad evidenti situazioni di infiltrazione dell’acqua ed umidità sulle volte.

Che tipo di interventi sono previsti?

Per gli interventi di re­cupero (su progetto di Nives Foggetti e Donald Miggiano) si è fatto riferimento alle Rac­comandazioni normal (Norma­tiva Manufatti Lapidei) n.1/88 per quando riguarda le altera­zioni e degradazioni macrosco­piche dei materiali lapidei; alle norme Uni n.9124, parte 1,2,3 per gli interventi di recupero. Il progetto mira, attraverso una serie di interventi, al consoli­damento statico e al restauro conservativo della chiesa al fine di renderla perfettamente fruibile ed utilizzabile. Detti lavori si possono sommaria­mente suddividere come segue: lavori di consolidamento stati­co; lavori finalizzati al risana­mento igienico – conservativo; realizzazione di un nuovo im­pianto elettrico.

chiesa

Oltre al consolidamento statico ed al risanamento ci potete anticipare le no­vità e i cambiamenti che troveranno i fedeli, visitan­do la chiesa restaurata?

La pulizia delle facciate ed il ripristino dei giunti porterà sicuramente un aspetto inedito e di nuovo impatto visivo della Chiesa che si presentava anne­rita da decenni di inquinamen­to, rappezzi di cemento, degra­do lapideo dovuto alle acque meteoriche che scorrevano sulle facciate. C’è anche il de­siderio di sistemare il sagrato e posizionare fari incassati a terra che illumineranno la fac­ciata restituendole centralità nel largo urbano cui è posizio­nata. Nell’aula della Chiesa si realizzerà una nuova pavimen­tazione in battuto veneziano, si procederà con la pulizia del grandioso altare e degli stucchi decorativi. Il nuovo impianto elettrico, la revisione degli in­fissi con la scelta di sostituire i vetri ormai rotti con vetri catte­drale trasparenti restituiranno ai fedeli una chiesa luminosa, nella quale risplendono le linee architettoniche e sarà valoriz­zato il pregevole patrimonio pittorico ed esaltata la sacra­lità del luogo.

La chiesa restaurata po­trebbe diventare oggetto di visite ad interesse arti­stico?

Il restauro della Chiesa dell’Immacolata restituirà alla struttura sia la funzione di cul­to propria dell’edificio religio­so sia la fruizione di esso come “Bene Culturale”. L’apparato pittorico delle numerose tele conservate all’interno della chiesa costituisce di per sé una esposizione permanente di pre­gevoli opere d’arte sacra, Un luogo storico che manterrà la sua funzione sacra ma teso a raccogliere l’esperienza di ini­ziative diverse ed integrate.

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