Pubblicato in: Sab, Giu 23rd, 2012

ROBERTA VESPA: Dal Salento…La passione per la musica trasmessa attraverso l’etere

 

Intervista Esclusiva/A tu per tu con una “custode di talenti” sbarcata quasi per caso in Viale Mazzini.

Nata a Martina Franca è vissuta tra Lecce e Monteroni, dove in chiesa suonava l’organo prima del trasferimento a Roma dove si è laureata in Lettere con indirizzo musicale. Ora da freelancer lavora a Radio Rai come regista di un programma di punta condotto dalla Gamberale, Errico Buonanno e Fabio Ferrari.

“Se dovessero offrirmi la direzione artistica del Politeama, anche a 45 anni, tornerei sicuramente a Lecce. Attualmente non so come la mia professionalità potrebbe essere spesa giù e questo lo dico a malincuore e con grande nostalgia”.

“LA MUSICA RESTA LA MIA PASSIONE ED È PER ME LA REGOLA DI VITA E DI RISPETTO DEL TEMPO E DELLE PERSONE”

 

Dott.ssa Vespa ci parla delle sue origini?

Sono nata a Mar­tina Franca e sono sempre vissuta tra Lecce e Monteroni dove i miei genitori si sono trasferiti e lì frequentando la Chiesa Madreho fatto la conoscenza di don Adolfo Pu­tignano, che mi ha dato la possibilità di suonare l’orga­no nella sua Par­rocchia.Parliamo di vent’anni fa. Poi, nel2000 mi sono trasferita a Roma.

Come nasce il rapporto con la musica, soprat­tutto quello pro­fessionale?

Da bambina scoprirono che ave­vo una bella voce e feci un provino con Vanna Camassa, l’ultima discepo­la del celebre Tito Schipa, scomparsa da pochi anni. Mi disse che ero troppo piccola: avevo solo nove anni. Gene­ralmente, per stu­diare canto lirico, bisogna aspettare il cambio della voce, ovvero gli anni dello sviluppo. Mi con­sigliò di acquisire i primi rudimenti musicali. Mi iscrissi ad un corso di musi­ca, iniziai a studiare pianoforte e succes­sivamente organo e composizione nel Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce. Ho interrotto gli studi quando, una volta giunta a Roma ed es­sendo già al 6° anno, mi sono iscritta alla Facoltà di Lettere dell’Università con indirizzo musicale. Una volta conseguita la laurea sono entrata in Rai e attualmente ricopro il ruolo di musicologa-regista a Radio 2.

Che cosa è avvenuto nel passaggio tra l’amore e lo studio della musica, la lau­rea e l’approdo in Rai?

Attualmente mi conside­ro più una custode di talenti, poiché prima di approdare a Radio3 che è la radio più cul­turale dal punto di vista del panorama nazionale e poi negli ultimi anni a Radio 2 dall’a­spetto più hip hop sotto la di­rezione di Flavio Mucciante, appena laureata ho iniziato a fare la manager di musicisti co­munque di notorietà nazionale e internazionale e pianisti come Maurizio Baglini e Silvia Chiesa che attualmente conti­nuano a suonare stabilmente con degli enti piuttosto che fare tournée in america o in Giap­pone. Mi piace considerarmi custode dei talenti, poiché quel­lo che cerco di fare sia in radio tutti i giorni ma anche nella vita reale entrando in contatto con un artista che ha qualcosa in più mi piace evidenziarlo e va­lorizzarlo.

Quindi lei ha scelto di es­sere manager rispetto a ­quella che aveva sognato da bambina?

No, in realtà è proprio tutt’altro. In fin dei conti quan­do studi pianoforte e canto liri­co probabilmente hai una parte di te che è narcisista: ti piace il palcoscenico, essere applaudi­to o lodato. Diciamo che ad un certo punto si fanno delle scel­te, la mia è stata quella della carriera, prima da universi­taria ho fatto dei corsi con la mia professoressa di allora al Festival della Valle d’Itria con Franco Punzi. Per i 25 anni della morte di Paolo Grassi e poi da lì in poi lo stage a Ra­dio3 che mi ha portata a curare la regia di Radio3 “Suite” che è il programma di punta perché va in onda dalle20.00 a mezza­notte per tutto l’anno.

Quindi il rapporto con Ra­dio 3 è nato grazie ad uno stage?

Paradossalmente, sono sta­ta contattata mentre curavo i 25 anni dalla morte di Paolo Gras­si che poi è stata anche un’e­sperienza quasi surreale per­ché Paolo Grassi oltre ad aver fondato con Giorgio Strehler il Piccolo Teatro di Milano è stato dunque uno dei grandi diretto­ri della Rai, poiché fu il primo promotore culturale della sto­ria e quindi fa sempre molta tenerezza il ricordo di essere stata chiamata dalla Rai pro­prio nel periodo in cui si stava per promuovere conla Fami­glia Grassi un evento così im­portante poiché è la storia di un uomo che ha dedicato tutta la sua vita alla cultura e all’arte. Diciamo che fondamentalmente mi sono messa un po’ più sulle orme di Paolo Grassi.

Poi, da Radio 3 che come diceva lei è comunque l’of­ferta culturale più grossa che c’è oggi sia in Rai che in senso generale, il pas­saggio a Radio 2 che può sembrare un attimo più leggero rispetto alla cultu­ra musicale?

Radio2 è tuttora un’espe­rienza diversa ma significativa. Purtroppo la cultura continua ad essere un settore bistrattato, ed allora come ora già molto in bilico, per questo sono stata prestata al mondo di Radio2. È un’esperienza significativa la regia di “Io, Chiara e l’Oscu­ro”, che è un programma con­dotto da Chiara Gamberale con tre co-conduttori è intratte­nimento o altro.

Ci spieghi la figura del re­gista radiofonico.

Il regista, possiamo dire che è un mediatore tra lo staff tec­nico, perché noi ogni mattina quando facciamo la messa in onda, entriamo in regia, trovia­mo i tecnici che si alternano e sono lì alla console e tu devi es­sere colui che dà delle direzioni e dei compiti ai diversi tecnici e nello stesso tempo sei d’in­terfaccia con quelli che sono i conduttori, cioè le persone che vanno in voce ma nello stesso tempo sei anche la persona che poi interagisce con quella che è la parte più dirigenziale. Poi, c’è bisogno di grande savoir-faire ed energia.

Il suo approccio a questo mondo coniugato con la sua giovane età?

Sono entrata a contatto con questa realtà quando avevo 24 anni, attualmente ne ho 30 e in sei anni tante cose cambiate. La giovane età, da una parte porta una ventata di freschezza e di volontà in un mondo dove operano tutte persone più gran­di, sono pochi i miei coetanei, che probabilmente serve per non demordere nonostante le difficoltà di mantenere standard di qualità continui, a ridare nuovo slancio anche se i diri­genti hanno sempre difficoltà ad attuare il meglio ma perché spesso scarseggiano le risorse economiche.

I suoi legami col Salento oggi come sono?

Il legame con il Salento è da una parte grande nostalgia per­ché per vivere in una città come Roma, per quanto si faccia un lavoro stupendo e sempre dina­mico, poi, si avverte la man­canza di quelle che sono le tue origini e le qualità di vita mol­to più alte. È logico: a 30 anni a Roma da freelancer, – perché comunque non sono un interno Rai – capitano tante proposte, anche se, devi essere brava a rimanere calma e concentra­ta, pagare l’appartamento e sperare in un’offerta migliore proprio in quel mese in cui non vedi nessuno spiraglio di pro­poste.

Quindi a Lecce mai più?

Se dovessero offrirmi la direzione artistica del Politea­ma, anche a 45 anni, tornerei sicuramente. Attualmente non so come la mia professionali­tà potrebbe essere spesa giù e questo lo dico a malincuore e con grande nostalgia. Il lega­me c’è sempre, lo avverto co­munque, tanto che banalmente ho sempre sostenuto che cin­que anni fa mai avrei pensato di sposarmi a Lecce, eppure ad ottobre mi sposerò lì proprio perché passano gli anni ed au­menta il desiderio di ritornare alle radici.

Il canto è seppellito per sempre?

Ma, il canto è un modus vivendi come il pianoforte e l’organo sono delle cose che ti insegnano a guardare la vita in modo diverso, gli anni passati in Conservatorio non sono an­dati persi, anzi mi hanno aiu­tata a maturare grande impe­gno, grande rispetto del tempo infatti, paradossalmente, spes­so dico che il tempo continua, se penso che quando sono in Regia conto anche i secondi perché anche dare 10 secondi di ritardo al GR2 può portare degli squilibri a livello del pa­linsesto. Il rispetto del tempo, questo l’accademia musicale mi ha fornito, specialmente questo, ed oltre a ciò proprio il rispetto del prossimo.

IL PROFILO/ GIOCANDO A NASCONDINO CON CHOPIN

È il Super Io del programma “Io Chiara e l’Oscu­ro”, è colei che con dolcezza rie­sce sempre a far rispettare i tempi a Chiaretta Gambe­rale e a suoi vispi organi. La sua vita è pura musica e dopo anni e anni di conservatorio passati a studiare canto, pianoforte, organo e composizione, capisce che da grande non vuole fare la musicista ma la “custode di talenti” e allora approda prima a Radio3 come esperta musicale e regista e poi, nel 2010, dopo aver passato le sue lunghe serate a bere il the con Mo­zart, a filosofeggiare con Schumann e a costringere Chopin a giocare a nascondino, arriva finalmente a Radio2 per dare sfogo alla sua parte più “pop”.

IL DEBUTTO A “SUITE” PER RICORDARE PAOLO GRASSI/ “Tutto è iniziato con uno stage”

 

È una trasmissione quotidiana in diretta, in onda tutti i giorni dalle 19.50 alle 24.00 (la domenica fino alle 23,30), dedicata alla musica, alla cultura e allo spettacolo. Dal lunedì al venerdì il programma ini­zia con un panorama dei più interessanti appunta­menti della serata italiana con incursioni nei cameri­ni di attori e musicisti che stanno per esibirsi.

Il palinsesto prosegue con il tradizionale appunta­mento con “ il Cartel­lone “, a cura di Giorgio Marino, dedicato ai grandi eventi musicali in Italia e all’estero: opera, musica sinfonica e da camera e jazz, in collegamento con le più grandi Istituzioni nazionali ed internazionali. Nella seconda parte della trasmissione vengono realizzati servizi e corrispondenze con i protagonisti del mondo culturale. Si recensiscono mostre, libri di saggistica specializzata e si intervistano artisti.

L’occasione/Il poliedrico personaggio PRESIDENTE RAI DAL 1977 AL 1980

Paolo Grassi è morto 31 anni fa ed è stato un impresario tea­trale italiano. Nel 1947 insieme a Giorgio Strehler fondò il Piccolo Teatro di Milano. Dal 1972 al 1977 fu Sovrintendente del Teatro alla Scala, mentre dal 1977 al 1980 è stato Presidente della RAI. In seguito diresse la casa editrice Electa ma morì prematuramente in Inghilterra a seguito di un fallito intervento chirurgico al cuore.

“I SOGNI NEL CASSETTO? DI CERTO NON LA REGIA TV”/”Solo per un’opera lirica accetterei il passaggio”

“La radio la considero una vera vocazione. Mi piace perché entri nelle case quasi in punta di piedi, con semplicità. La radio l’accende chi davvero la vuole veramente ascoltare, la mia poi è la così detta “radio di parole” per cui diamo sempre molta importanza a quello che diciamo, con chi lo diciamo e soprattutto a chi vogliamo rivolgerci. La televisione, non è un sogno, poi, se mi proponessero la regia di un’opera lirica che va in onda su Rai 3, allora sì. Se dovessi descri­vere un mio desiderio, probabilmente sarebbe più flessibilità internazionale. Spero, tuttavia, di continuare la collaborazione con la radio e con la Rai con cui, comunque, ci sono ottimi rapporti, è un po’ il mio habitat naturale. Da musicologa sono specializzata in musica classica e sogno un’oasi di pace e inoltre considero la radioun ottimo posto per una persona che per tutta la vita ha amato la musica”.

La trasmissione condotta da Chiara Gamberale/”IO, CHIARA E L’OSCURO”, UNA TERAPIA DI GRUPPO

“Io, Chiara e l’Oscuro” è un programma condotto da Chiara Gamberale con tre co-conduttori. È in onda tutti i giorni fino a giugno, dalle 10.00 alle 11.00 poi, entra il palinsesto estivo dal lunedì al venerdì. Chiara Gamberale, la conduttrice è una scrittrice che scrive perla Mondadori, mentre gli altri tre sono uno scrittore; uno collabora con Radio Fandango; l’altro è un noto attore di cinema e di teatro che si chiama Fabio Ferrari, il figlio di Paolo Ferrari. Una sorta di“terapia di gruppo”, in cui si parla del dolore, piutto­sto che del senso della vita o di solidarietà. Un’ora sempre con gli ascoltatori che potrebbe risultare inconsueta in una programmazione che è divertentissima dove prima va in onda “Il ruggito del coniglio” già un programma storico e subito dopo c’è “Super Max”. Insomma, una programmazione pop, popolare e di grande intrattenimento per il pubblico italiano.

La conduttrice/Scrittrice affermata CHIARA GAMBERALE, LA RADIO DELLE PAROLE

Figlia del noto manager Vito Gamberale. Poco più che maggiorenne, pubblica il romanzo Una vita sottile (1999). Seguono Color lucciola (2001) e Arrivano i pagliacci (2003). A partire dal2002, hacominciato a lavorare come autrice e condut­trice televisiva. Su Rai3 haaffiancato Luciano Rispoli a Parola mia, su Rai Uno. Collabora conLa Stampa, il Riformista e Vanity Fair.

pagina a cura di Christian Tarantino

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